Scegliamo “a caso” qualche punto del programma con il quale il Pdl si è presentato agli elettori nella primavera del 2008. E’ passato un anno e mezzo, poco ma anche tanto. E’ ora di mettere mano ai cambiamenti promessi, auspicati e necessari. Basta ozi di Capua, come ha detto Giuliano Ferrara al premier!

Graduale e progressiva abolizione dell’IRAP, a partire dall’abolizione dell’IRAP sul costo del lavoro e sulle perdite.

Completamento del processo di liberalizzazione del settore delle telecomunicazioni e diffusione della larga banda su tutto il territorio nazionale.

Riforma degli ammortizzatori sociali secondo i principi contenuti nel “Libro Bianco” del professor Marco Biagi.

Graduale e progressiva diminuzione della pressione fiscale sotto il 40% del prodotto interno lordo in attuazione dei principi contenuti nella Legge delega per la riforma fiscale del governo Berlusconi.

Reintroduzione del “bonus bebé” per sostenere la natalità (ndr: l’idea non è di Montezemolo, insomma).

Stabilizzazione del “cinque per mille” e sua applicazione a favore di volontariato, non-profit, terzo settore, ricerca.

Sperimentazione di un periodo “no tax” per le nuove iniziative imprenditoriali e professionali dei giovani.

Rafforzamento della distinzione delle funzioni nella magistratura, come avviene in tutti i paesi europei.

Libera, graduale e progressiva trasformazione delle Università in Fondazioni associative, aperte ai contributi dei territori, della società civile e delle imprese, garantendo a tutti il diritto allo studio.

Sostegno alle famiglie per una effettiva libertà di scelta educativa tra scuola pubblica e scuola privata (ndr: tradotto significa “buono scuola”)

Realizzazione di strumenti di tutela del suolo e delle acque per una razionalizzazione della gestione delle risorse e per la prevenzione dei disastri idrogeologici, fatte salve le competenze regionali.