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Come dice Giuliano Ferrara ad Annibale, basta ozi di Capua!

– Post cannensem victoriam, Hannibal Romam non petivit, sed in hiberna Capuam concessit. Ibi partem maiorem hiemis in tectis habuit exercitum, tam adversus omnia mala et labores duratum, quam deliciis inespertum atque insuetum. Itaque quos nulla mali vicerat vis, perdiderunt nimia bona ac voluptates immodicae, tanto impensius quanto avidius ex insolentia in eas se merserant. Somnum enim et vinum et epulae et scorta balineaque et otium consuetudine in dies blandius ita enervaverunt corpora animosque ut magis eos tutaretur famã praeteritarum victoriarum quam praesentes vires. Id Hannibalis peccatus apud peritos artium militarium maius habetur quam quod non ex Cannensi acie;nus ad Romam exercitum duxerit: illa enim cunctatio solum tardiorem ferisse victoriam videtur; hic error vires omnino ademisse ad vincendum. Nam optimum quisque fortissimusque miles otio et libidine mollis enervatusque factus est. (Tito Livio – Ab Urbe Condita)

Trad. – Annibale, dopo la vittoria di Canne, Annibale non puntò su Roma, ma si ritirò a svernare a Capua. Vi trattenne al coperto , per la maggior parte dell’inverno, l’esercito, tanto temprato contro ogni tipo di disavventura e fatica, quanto inesperto e non abituato ai piaceri. Pertanto, il lusso smodato corruppe quelli che nessuna forza ostile aveva sconfitto, e in modo tanto più grave, quanto con maggiore intemperanza essi vi si erano immersi.
E infatti, il sonno, il vino, i bagordi, le meretrici, i bagni e l’ozio più piacevole con l’abitudine e col passare dei giorni a tal punto fiaccarono i corpi e gli animi che a proteggerli era più la fama delle trascorse vittorie che le loro effettive ed attuali forze.
Questo errore di Annibale viene ritenuto, dagli esperti d’arte militare, più grave del fatto che egli non avesse condotto l’esercito, dal campo di battaglia di Canne, direttamente a Roma: tale indugio, infatti, verosimilmente avrebbe soltanto ritardato la vittoria; questo errore prosciugò completamente le forze per vincere, giacché qualsivoglia soldato, (fosse stato) in assoluto il migliore e il più coraggioso, venne infiacchito e reso svogliato dal piacere dell’ozio.


One Response to “Come dice Giuliano Ferrara ad Annibale, basta ozi di Capua!”

  1. Marco Maiocco ha detto:

    Ehi, ma dove è la vostra coscienza di liberali? Se fino all’altro ieri si poteva mantenere una posizione più defilata, come è possibile oggi non essere antiberlusconiani? I liberali non possono ancora una volta tradire come hanno fatto all’inizio degli anni 20.

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