Il Lodo Alfano non c’è più, ma Berlusconi non perderà nei tribunali

– Il Lodo Alfano è stato dichiarato incostituzionale dalla Consulta sulla base di una motivazione – la mancata “costituzionalizzazione” dell’immunità processuale per le massime cariche istituzionali – che la Corte non aveva ritenuto di sollevare, quando, cinque anni fa, aveva analogamente liquidato il Lodo Schifani , malgrado nel promuovere il giudizio il Tribunale di Milano non avesse mancato di sollevare il problema della incompatibilità di questo scudo giudiziario con l’art. 138 della Costituzione.
E’ vero che la Corte non era allora tenuta ad esaminare tutte le eccezioni di costituzionalità, potendo considerare le altre assorbite dalla prima che avesse valutato fondata, però certo un’indicazione più esplicita non sarebbe guastata. Dire al Parlamento: “Se volete reintrodurre una sospensione processuale per i vertici delle istituzioni repubblicane, dovete provvedere ad una modifica della Carta fondamentale” sarebbe costato qualche centesimo di  centesimo di euro di inchiostro e avrebbe evitato di trarre in inganno lo stesso Quirinale, che con il Lodo Alfano non ha avuto alcun problema, prima, ad autorizzare un disegno di legge e, poi, a promulgare una legge ordinaria, così interpretando, come noi profani facciamo, il precedente silenzio della Consulta. Ma qui già siamo – me ne rendo conto – al latinorum, che finisce per confondere e non per chiarire le cose.

Dal punto di vista sostanziale, continuiamo a rilevare (è un fatto, non un’opinione) che Berlusconi con la “coperta” del Lodo Alfano sarebbe stato assai meno protetto di quanto non lo sia la Merkel dall’immunità parlamentare e Sarkozy da quella presidenziale. Per i puristi del principio di uguaglianza questo non conta nulla, per noi continua a contare qualcosa, se non altro per escludere che il Lodo Alfano, come molti sostenevano, preludesse alla più impunita tirannide.

Il succo politico della questione sembra però essere che continua la guerra. Peggio di prima. E inutilmente. Lasciando da parte Bossi e Di Pietro (che Dio ha fatto uguali, ma non ha accoppiato),  e al netto della comprensibile e (possiamo dirlo?) giustificata irritazione del premier, che si sente un pupazzo del tiro al bersaglio e della evidente e un po’ parassitaria soddisfazione di una sinistra che vince solo nei tribunali, si potrebbe trarre una morale alternativa e meno “bellica” della vicenda. La vita continua, il Governo pure, la Corte è sempre la Corte (nel bene e nel male), una sentenza è una sentenza e domani è un altro giorno. E, last but not least, Berlusconi non perderà nei tribunali. Bisognerebbe che tutti se ne facessero una ragione.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

17 Responses to “Il Lodo Alfano non c’è più, ma Berlusconi non perderà nei tribunali”

  1. Silvana Bononcini ha detto:

    Vai Carmelo!
    In effetti la vita continua e la politica ( questa politica ) è lontana!

  2. alessandro cascone ha detto:

    “sarebbe stato assai meno protetto di quanto non lo sia la Merkel dall’immunità parlamentare”

    sarei interessato a capire meglio questo concetto. Grazie

  3. Carmelo Palma ha detto:

    La Costituzione tedesca copre la cancelliera Merkel in quanto eletta al Bundestag con un meccanismo di immunità parlamentare che non è solo una sospensione (per una legislatura) dei processi che eventualmente la riguardassero, ma con una immunità più vasta, che impedisce l’incriminazione, come la “vecchia” immunità parlamentare italiana (art. 68 Cost.).

  4. alessandro cascone ha detto:

    Faccio osservare che, per quello che mi risulta,:

    1) l’immunità parlamentare in Germania (come in Spagna, Belgio e Francia) è riferita ESCLUSIVAMENTE per reati commessi DURANTE l’esercizio della propria funzione parlamentare e non anche PRIMA come prevedeva il lodo Alfano in Italia

    2) In Germania, la calunnia è esclusa da quelle libertà di espressione garantite dall’immunità parlamentare. Pertanto se si calunnia non si è coperti dall’immunità.

    3) I membri del Parlamento non possono essere perseguiti, arrestati o condannati in inchieste penali tranne che nel caso del “flagrante delicto”, e quando il parlamento ha dato il permesso per l’arresto o l’autorizzazione a procedere così come avveniva, più o meno, in Italia prima del ’93.

    Concludendo credo che le differenze tra l’immunità parlamentare in Germania e il lodo Alfano in Italia siano macroscopiche. O no ?

  5. ground ha detto:

    preciso che nei casi in cui viene richiesta l’autorizzazione a procedere in Germania viene SEMPRE concessa!!

  6. Gabbiano ha detto:

    non perdera???? questa è bella…. con dei giudici come abbiamo in italia c’è qualcuno in grado di GARANTIRE qualcosa?? SB è il rinoceronte bianco: chiunque riuscirà ad abbaterlo avrà monumenti e foglie di alloro sulla testa….
    ma non è servito mettere al bando craxi per migliorare l’italia… non servirà nemmeno stavolta…se ci riusciranno, torneremo ai governicchi da Ia repubblica….

  7. Carmelo Palma ha detto:

    @Alessandro Cascone. Su quanto ti risulta:

    1. Mi risulta che ti risulta male: guarda l’articolo 46 della Costituzione tedesca:
    http://www.associazionedeicostituzionalisti.it/materiali/normativa/file/costituzionetedesca.html

    2. ti risulta bene.

    3. vale quanto detto al punto 1

    In effetti le differenze sono macroscopiche. Ma il “privilegio” è tedesco. L’indagine a carico di Berlusconi sul caso Mills non sarebbe neppure iniziata, senza l’autorizzazione del Parlamento, se l’Italia avesse la Costituzione tedesca. Se e quanto poi il Parlamento autorizzi le indagini a carico dei parlamentari in Germania, francamente, non lo so.

  8. alessandro cascone ha detto:

    Articolo 46 [Immunità dei deputati]

    (1) Un deputato non può essere perseguito, in sede giudiziaria o disciplinare, né essere in genere chiamato a render conto fuori del Bundestag per le opinioni espresse e i voti dati al Bundestag o in una delle sue commissioni. Questa disposizione non si applica nei casi di diffamazione e ingiurie.

    (2) A causa di un’azione, per la quale è prevista una sanzione, un deputato, solo dopo l’autorizzazione del Bundestag, può essere chiamato a risponderne o essere arrestato, salvo che sia colto nell’atto di commettere il fatto o entro il giorno successivo.

    (3) L’autorizzazione del Bundestag è inoltre necessaria per qualsiasi altra limitazione della libertà personale di un deputato o per iniziare un procedimento contro un deputato ai sensi dell’articolo 18.

    (4) Ogni procedimento penale e ogni procedimento ai sensi dell’articolo 18, intentato contro un deputato, ogni arresto e ogni ulteriore limitazione della sua libertà personale devono essere sospesi su richiesta del Bundestag.

    sembrerebbe che è confermato TUTTO quanto da me riportato; il condizionale è d’obbligo poichè data l’ora tarda potrei anche capire cose diverse da quelle che leggo…..e riporto.

  9. Carmelo Palma ha detto:

    L’immunità non vale solo per fatti compiuti durante il mandato, ma per ogni imputazione, anche riferita a fatti precedenti. Il deputato tedesco non può essere proprio perseguito (neppure per illeciti disciplinari), senza l’autorizzazione del Bundestag. E il Bundestag può pure sospendere procedimenti già avviati. Quindi quello che scrivevi al punto 1 non è confermato, ma “sconfermato”.

  10. alessandro cascone ha detto:

    in effetti l’articolo 46 non chiarisce, preso da solo, quanto ho dichiarato precedentemente ed essendo solo un geologo prendo per buona la tua interpretazione. E comunque grazie per avermi dato lo spunto per conoscere la Costituzione tedesca ;-)

  11. Massimiliano ha detto:

    Vogliamo fare proprio il paragone con qualsiasi altro Paese moderno, democratico ed europeo? Allora perchè non parliamo anzichè del princìpio del merito? In qualsiasi Paese “normale” un Primo Ministro DEGNO di tale nome, al primo avviso di garanzia (senza aspettare condanna, prescrizione, invio a giudizio o assoluzione) si sarebbe dimesso. Il punto e la differenza con gli altri Stati moderni (Stati Uniti inclusi) è solo questa.

  12. Agostino Pagliaro ha detto:

    Mi chiedo se in gente come voi sia rimasta quel minimo di dignità che possa bastare a caratterizzarvi come UOMINI.
    Difendete ad oltranza un personaggio che è all’antitesi di ogni concetto liberale, dal momento che ha il completo monopolio del più risolutivo dei media, la televisione.
    Io non riesco in nessun modo a capire come fate a negare questo assunto obbiettivo, questo dato di fatto.
    Se una persona è onesta, deve essere ben felice di poter smontare ogni tesi giudiziaria che lo attacca. Gianfranco Fini, politico del quale io non condivido i valori, ha scelto di farsi giudicare poichè indagato, così come il tanto odiato Di Pietro e l’ultra-demonizzato Prodi.
    Perchè Berlusconi non vuole farsi giudicare?
    Perchè anche Paolo Borsellino nel 1991 ha aperto delle indagini sul vostro padre-padrone?
    Perchè avete un PENSIEROUNICO?
    Siete liberali o STALINISTI?

    Agostino

  13. Alessandro Caforio ha detto:

    Pagliaro, viene il sospetto che Lei non legga il sito. In ogni caso non siamo da Santoro quindi cerchiamo di moderare il linguaggio. Grazie.

  14. Agostino Pagliaro ha detto:

    Se dire la verità vuol dire NON essere MODERATO, allora non lo sono.

  15. Alessandro Caforio ha detto:

    Pagliaro, lasci stare i contenuti che si commemtano da sé. La forma invece non è accettabile. Se scrive “Mi chiedo se in gente come voi sia rimasta quel minimo di dignità che possa bastare a caratterizzarvi come UOMINI” alcuni potrebbero risentirsi. Se poi parla di “padre-padrone” ha capito poco e niente di Libertiamo e può tranquillamente tenersi in tasca le sue VERITA’.

  16. Il professore esimio Vincenzo Puzza, noto assaie come un puzzailsignorvincenzo, smentisce categoricamente le voci circolate pochi giorni orsone in diversi ambiti e puranchesso su un apposito gruppo su Facebook nonchè su questo stimategerrimo blog, riguardo al fatto di essere il principale artefice delle cospirazioni a danno del presidente del consiglio cavalier Berlusconi, e smentisce altresì puranchesso i presunti contatti col Quirinale al fine di formare un governo di larghe intese da me stesso presieduto.

Trackbacks/Pingbacks

  1. […] Il Lodo Alfano non c’è più, ma Berlusconi non perderà nei tribunali | Libertiamo.it – […]