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Il partito dei “cretini di talento”, come la sinistra fa male alla destra

– Continuiamo a ritenere che il problema più grande della destra sia oggi la sinistra. Ma non nel senso del “golpe”, delle elite che tramano nell’ombra, dell’attentato giudiziario alla stabilità del governo, della congiura dei poteri forti… A spaventarci non è il potere, ma l’impotenza della sinistra. Siamo, anche in questo, degli inguaribili “mercatisti”. L’assenza di mercato, di alternativa, di concorrenza consente oggi al centro-destra di esercitare un monopolio politico “perfetto” e legittimo, non assistito né garantito da altro che dalla dissoluzione politica del centro-sinistra. Pdl e Lega non hanno neppure bisogno di abusare della propria posizione dominante, quando è l’opposizione ad abusare della propria attitudine minoritaria.

Questa condizione di monopolio fa male alla destra, alla qualità della sua offerta politica, al suo modo di pensare e di discutere. La ubriaca non solo di consenso, ma di un senso di onnipotenza, che sta facendo dimenticare a molti come il problema della maggioranza sia governare e non fare opposizione all’opposizione. Se la minoranza finisce di incalzare la maggioranza, ne finisce inseguita. Se, per non sapere né leggere né scrivere, alza la voce dell’indignazione, chi governa, con la forza dei numeri e di un indubbio predominio mediatico, risponde sullo stesso terreno, riuscendo perfino più persuasiva. Se gli eroi dell’opposizione dicono che Berlusconi è come Saddam, diventa eroe nella maggioranza chiunque renda pan per focaccia, con metafore sempre più sanguinose e inverosimili.

In questo quadro, mancava solo il partito dei “cretini di talento” (Grillo, più Celentano, più chi arriverà….), l’istituzionalizzazione della rivolta antipolitica, la “nuova” formazione della società civile. Insomma, mancava solo il “Movimento a cinque stelle”. Dopo avere giocato per un quindicennio a “guardie e ladri”, e avere venduto l’anima non al diavolo dei poteri forti, ma ad un furbo ex poliziotto reazionario, ora siamo all’upgrade: la “società civile” di sinistra gioca direttamente a “i buoni contro i cattivi”. E neppure si accorge che anche in questo gioco c’è (purtroppo) una destra disponibile, tutt’altro che refrattaria a buttarla in caciara.
La sinistra fa davvero male alla destra, ma non nel modo che vorrebbe e che sarebbe più utile ad entrambe.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

16 Responses to “Il partito dei “cretini di talento”, come la sinistra fa male alla destra”

  1. stranamore ha detto:

    E’ vero che la scarsa qualità dell’offerta politica del centro sinistra non è certo di stimolo per un centro destra che in un certo senso può anche vivere di rendita. Tuttavia non si può negare che lo show mediatico (la caciara) dell’opposizione stia cominciando ad irritare gli animi. Giustissimo il consiglio al buon senso, a mantenere la barra dritta e a ben governare. Tuttavia c’è qualcosa che non va in quest’opposizione. Se uno va in qualche sito in cui è possibile lasciare commenti a notizie politiche, spesso ritrova commenti di sinistra che grondano la bava dell’odio verso Berlusconi e verso quanti lo votano. Perfino nel sito del wall street journal ad articoli sulla politica italiana troviamo come corollario commenti di non abbonati al giornale che dall’italia lanciano insulti e denuncie al governo italiano di Berlusconi. Si va dal definirlo mafioso a dittatoriale. Dal denunciare l’assenza di libertà di stampa al razzismo di stampo nazista. Alcuni si spingono ad impersonare commentatori inglesi illuminati che dispensano critiche al Belpaese, in perfetto inglese macaronico. Inizialmente tutto ciò può anche essere guardato con ironia, pensando a quanti idioti perditempo popolano la sinistra. Però alla lunga questo comincia ad irritare. La realtà è che la sinistra italiana è fondamentalmente anti democratica e non ha perso il vizio di guardare all’estero per trovare il riscatto in patria. Prima guardavano a Stalin e aborrivano le democrazie occidentali. Oggi guardano a chiunque possa dare un avallo alle loro tesi a giustificazione del loro odio per Berlusconi. Hanno bisogno di odiare per vivere e di modelli utopistici per sognare. Con Berlusconi l’oggetto del loro odio si è personificato. Ma prima odiavano Craxi e Andreotti. E sicuramente nel futuro se un leader del centro destra li emarginerà all’opposizione, essi allora lo odieranno e lo copriranno di insulti nello stesso modo in cui fanno con Berlusconi. Sono intolleranti verso chi non è d’accordo con loro, pretendono d’avere ragione a tutti i costi e se in Italia Berlusconi vince le elezioni è solo perchè l’opinione pubblica è manipolata. Gridano all’assenza della libertà di stampa, ma se dei giornalisti hanno opinioni che non vanno contro Berlusconi allora essi sono fischiati e definiti venduti. Sono talmente ciechi nel loro odio che neppure si accorgono per chi votano e cosa viene effettivamente fatto. Per esempio nella campagna elettorale Prodi aveva promesso il cuneo fiscale ai lavoratori. Com’è finita? Che il cuneo è stato dato a confindustria, tacitando i sindacati con la prebenda del TFR ai fondi pensioni sindacali. Per compensare il conseguente deficit di gettito per le casse statali Prodi è stato costretto invece ad aumentare le tasse alla gente. Questo è in sintesi l’operato di Prodi nell’ultima legislatura. Questi che oggi per motivi assolutamente ridicoli scendono in piazza cosa fecero al tempo? Naturalmente nulla! Per Repubblica e fedeli il mondo girava ancora nel verso giusto. Fondamentalmente l’antiberlusconismo ha assunto una natura che non è più solo comica ma addirittura patologica. Se fossi in Berlusconi comincerei a preoccuparmi di eventuali cause per danni psicofisici. Non escludo che visti i precedenti si possano trovare delle basi legali per giustificare delle richieste di risarcimento.

  2. Giordano Masini ha detto:

    Tempo fa, quando Grillo voleva partecipare alle primarie del PD (partito al quale sono iscritto), avevo scritto una nota su facebook. La riporto qui sotto, a integrazione del ragionamento di Carmelo.

    Quanto si somigliano Beppe Grillo e Silvio Berlusconi.
    Più passa giorno e più me ne convinco.
    E quanti italiani somigliano a loro. Quegli italiani che entrano nei bar, danno un’occhiatina al giornale posato sul tavolo, e poi giù comizi “E’ uno schifo! Ma se ci fossi io… Allora sì che farei funzionare le cose!… Il parlamento… L’allenatore… il centravanti… il presidente della repubblica… ladri!!! Ma se ci fossi io… A me si che mi darebbero retta!”

    Ecco, in questo Berlusconi e Grillo sono identici. Nella convinzione assoluta e incrollabile di avere la gente dalla loro parte. Beh, Berlusconi un minimo di controprova in questo l’ha avuta, gliene va dato atto…

    Poi, sono entrambi convinti che tutti coloro che non la pensano come loro hanno subito per forza qualche lavaggio del cervello (secondo Berlusconi), sono stati pagati (secondo Grillo) o sono degli imbecilli (secondo entrambi).

    Terzo punto, nessuno riuscirà mai a togliere loro dalla testa di essere dei perseguitati. Berlusconi è perseguitato dai giudici e dalla stampa internazionale, mentre Beppe Grillo, con la modestia e il senso delle proporzioni che lo contraddistingue, ha appena detto che contro di lui è stata lanciata una fatwa.

    Un altra cosa che hanno in comune è il pulpito. Non si possono fare sermoni senza un pulpito, e loro ce l’hanno. Berlusconi ha la televisione, Beppe Grillo il palcoscenico. Si, certo, la televisione è un pulpito un po’ più alto, lo si vede da più lontano, ma quello che conta è il fatto che il pulpito (grande o piccolo) permette l’iperbole, ovvero sparare cazzate in libertà.

    C’è una cosa, devo dire, che però Grillo fa meglio di Berlusconi. Additare nemici veri o presunti al pubblico disprezzo (la cosa è un po’ fascista, mi verrebbe da dire). “Vaffanculo!” tuona dal suo pulpitino, ed è abbastanza facile beccarsi un vaffanculo tra capo e collo, ed essere additati come ladri, corrotti, dinosauri della politica e, soprattutto, Berlusconiani.
    Io, per esempio, mi autodenuncio.

    Vediamo… della base di Vicenza non mi frega niente (ovvero penso che ampliare una base militare di un paese alleato non significa “militarizzare una città”).
    Penso anche, è questo è gravissimo, è da megavaffanculo, che in Italia lo scandalo non siano le televisioni private, ma il fatto che esista una televisione pubblica.
    Poi, e qui rischiamo grosso, perché faccio incazzare anche gli altri alfieri di Grillo, tipo Travaglio e Di Pietro, penso che la magistratura va riformata, che l’obbligatorità dell’azione penale è un alibi che consente ai giudici di fare i loro comodi, e addirittura vorrei che i procuratori fossero eletti dal popolo sovrano, come nei perfidi Stati Uniti.
    Per non parlare poi dell’energia (una volta mi è arrivata una email tipo passaparola da un amico in cui Grillo suggeriva una specie di catena di sant’antonio per sconfiggere i cattivoni dell’Enel: “spegnete tutti la luce alla tale ora del tal giorno!”… Mah.)

    Quanto però alla questione delle primarie del PD, la penso così: se consideriamo il numero di minus habens e predicatori d’accatto che provano a correre per le primarie americane, di cui a noi non giunge notizia semplicemente perché vengono ignorati dagli elettori, più che dai comitati di garanzia, non avrei avuto nulla in contrario all’iscrizione anche di Grillo.
    Nel Labour Party di Blair ci sono addirittura i Trotzkysti, e sono molto più inoffensivi dentro che fuori.

    Ah, dimenticavo un altra cosa che condividono Grillo e Berlusconi: fanno ridere entrambi la stampa internazionale (ma chissà se a Grillo hanno già consegnato la mazzetta dei giornali…) che, ahimè, ride dell’Italia, più che di loro due.

    Giordano Masini

  3. Gabriele Martelli ha detto:

    ma è un’altro argomento o sono state cancellate le discussioni.
    no perchè non trovo tutti i messaggi di stamani compreso il mio.

  4. Gabriele Martelli ha detto:

    Comunque trovo errato criticare e offendere il movimento di Grillo, ma dovrebbe invece essere punto di riflessione su cui interrogarsi per capire, come mai la politica perde sempre piu’ credibilità.

    Fenomeni come il Berlusconismo nato sulle ceneri di mani pulite, il cui cavallo di battaglia è sempre stato l’anticomunismo, che ha generato a sua volta l’antiberlusconismo, sono fenomeni che denotano un grosso vuoto politico che cerca di riempirsi in qualche modo.
    La maggioranza dei partiti presenti adesso, ha sempre cavalcato il populismo e anche quando si parla di consensi spesso tutti sono prigionieri dei numeri, quei numeri che si cambiano anche magicamente.
    Io guardo ad un dato solo effettivo. Negli ultimi 5 anni siamo passati ad un astensionismo al voto da parte degli aventi diritto al voto dal 20% al 30 con punte del 40%. Inutile poi sbandierare da sinistra a destra bandiere di vittoria, quando il vero partito maggioritario degli Italiani è il partito dell’astensione.
    Quel partito, che se non ravvicinato rischia derive non solo come quella di Grillo, che è la meno pericolosa, ma anche piu’ violente se degenera la situazione.

    Trovo INUTILE e Controproducente offendere fenomeni che appaiano o l’avversario, questa non è politica, per il mio semplice modo di vedere, è TIFOSERIA da STADIO dove lo stadio sono URNE e GOVERNO.
    Ma tutto questo da cosa dipende?
    Da uomo della strada, secondo me dipende da una politica che negli anni si è distanziata anni luce dalla gente, forte delle radici delle poltrone acquisite, ma sopratutto proprio della degenerazione dei TONI, che ha reso la politica noiosa e la si vede come un Branco di bimbetti petulanti che urlano e se ne fregano di tutto basta che nessuno tocchi i loro giochi.

    Ci vuole per una vera svolta, che i beceroni si tolgano di mezzo e sia dato piu’ spazio a quelle persone moderate e che improntano la Politica sul dialogo. E non puntiamo sempre il dito a destra a sinistra su e giu e a Grillo, ma anche verso noi stessi che spesso non aiutiamo il cambiamento verso queste direzioni.

  5. Carmelo Palma ha detto:

    Chiediamo scusa, il sito oggi ha evidenti problemi, è “caduto”, si è “rialzato”, ha perso un po’ di commenti. Ci stiamo eroicamente lavorando.

  6. Andrea de Liberato ha detto:

    E’ proprio vero che l’assenza di una sana competizione sia fra le cause determinanti dell’asfissia della politica italiana.
    Da un certo punto di vista, trovo interessanti i movimenti che si richiamano alla cosiddetta “antipolitica” perché secondo me esprimono il malessere di una larga fetta di cittadini per il deprimente scenario politico italiano odierno.
    Il guaio è che uno (Italia dei Valori) inizia ad essere afflitto dai peggiori mali del clientelismo (vedi la recente inchiesta di MicroMega), l’altro (Cinque Stelle) è diretto da un comico demagogo e arruffapopolo, una sorta di pifferaio di Hamelin (chissà quanto inconsapevole).

  7. Il partito di Grillo, ad oggi, a livello nazionale è stimato attorno al 3%, ma con grandi margini di crescita.

  8. Luca Cesana ha detto:

    Parlando di “cretini di talento”, ti riferivi ai “talenti”, nel senso evangelico del termine immagino, Carmelo:D

  9. Carmelo Palma ha detto:

    Non ci avevo pensato, Luca, è vero…sono pieni di talento e anche di “talenti”…:-)

  10. Marco Olivetti ha detto:

    Concordo con quanto detto da Palma. L’incapacità della sinistra a creare politiche nuove e durevoli è stato proprio il motivo per il quale Berlusconi è potuto entrare in politica e veder crescere sempre più i suoi “fedeli” (proseguo con i termini religiosi :D). Però questo momento favorevole nel breve periodo, nel medio e lungo ci potrebbe vedere uscire svantaggiati: adesso il pd e la sinistra in generale stanno toccando il fondo (ideologicamente parlando) e non gli tocca nient’altro che risalire; se riusciranno a reinventarsi per primi (cosa che la Destra non sta facendo dal Fascismo, se non prima) domineranno la politica per un buon periodo.

    PS Quote: “E neppure si accorge che anche in questo gioco c’è (purtroppo) una destra disponibile, tutt’altro che refrattaria a buttarla in caciara.”
    Sono sicuro che c’è una destra disponibile al dialogo (io stesso ne faccio parte e sono stato pure fortemente criticato per questo), ma in quanti siamo di fronte all’innumerevole massa di persone che non vuole ascoltare se non le proprie ragioni (e nel nostro partito ce ne sono tante)? E, soprattutto, riusciremo ad uscirne vivi anche dopo le ultime uscite del nostro presidente?

  11. Giovanni ha detto:

    Marco Olivetti La prima incapacità della sinistra è quella di non sapere reggere il confronto in modo democratico. Sono talmente democratici e amanti del dialogo che un avviso di garanzia non lo negano a nessuno.

  12. Marco Olivetti ha detto:

    Giovanni, io sono dell’idea che prima di guardare ai propri “nemici”, bisogna vedere prima di tutto sè stessi e farsi un esame critico. Ciò che la destra non mi sembra stia assolutamente facendo. Sono d’accordo con te che la sinistra di adesso non è portata al dialogo, ma loro stanno iniziando a farsi un’auto-critica al contrario nostro (sto parlando del pd, non degli altri sub-movimenti). Tu dici che non sanno reggere il confronto democratico, ma la destra di adesso com’è? Portata al dialogo e libera di pregiudizi? Mah, a me non sembra proprio.

  13. Carmelo Palma ha detto:

    @Marco Olivetti, ne usciremo vivi, ma il problema è uscirne vincenti e sul lungo periodo (non sul breve). Su questo, domani, mio pezzo! Sulla discussione interna, mi sa che c’hai ragione, ma anche questo dato va guardato in prospettiva.

  14. Giovanni ha detto:

    Il Pdl se lo sognava e se lo sogna persino la notte il dialogo col Pd, il problema è che i vertici di quest’ultimo si sono mostrati inadeguati nel gestire qualsiasi progetto di rinascita della sinistra di ampio respiro, Walter prima e quel sempliciotto di Franceschini dopo si sono dimostrati inabili anche al piccolo cabotaggio.
    Non hanno capito o hanno fatto finta di non capire perchè ricattati dall’eversivo “partito dei gudici”, che il dialogo sulle riforme lanciato da Berlusconi e dallo stesso Napolitano a inizio legislatura altro non era è una ciambella di salvataggio gettata verso di loro per dargli un ruolo, giocarsi la partita, e legittimarsi agli occhi degli Italiani ridimensionando quella sinistra estrema politicamente primitiva e inalfabeta che nasconde la propria incapacità criminalizando chiunque li avversi politicamente.
    Se il dialogo sulle riforme avesse avuto successo Veltroni ci sarebbe ancora e si sarebbe assunto il merito di avere dato un contributo determinante alla modernizzazione del paese, ma invece ha rifiutato il dialogo sostenendo che altri erano i problemi del paese. Questa è la realta caro Marco. Il centrodestra è imperfetto ma non è certo vittima di se stesso.

  15. Carmelo Palma ha detto:

    Giovanni dice a mio parere cose ragionevoli, ma questo non significa che il centro-destra non possa diventare, sempre più, vittima di se stesso.Il Pd avrebbe fatto bene ad accettare il dialogo sulle riforme, il Pdl farebbe meglio a non accettare un “dialogo” fatto di sputi. Le cose dette da Marco e Giovanni non mi paiono in contraddizione. Vanno solo cronologicamente ordinate.

  16. Giovanni ha detto:

    Carmelo penso anchio che il Pdl debba cercare a tutti i costi il dialogo nonostante un attacco a Berlusconi ed al suo governo condotto con una virulenza inaudita, ma al di la delle forme temo invece che nella sostanza l’intero sistema democratico rischia di essere smantellato dal corporatismo di frange parassitarie che sono tuttuno con la sinistra. Le poche idee riformiste dei pochi che in questo schieramento hanno una visione appena liberale sono state tutte calpestate, purtroppo non esiste un vero partito social democratico, la sinistra italiana e composta da una corrente violenta e rivoluzionaria e da un’altra che coltiva relazioni di puro potere economico finanziario con i poteri forti ma entrambe hanno le stessa caratteristce: raccolgono frange parassite d’ogni genere, sono ideologicamente settarie e voracemente in tutti questi anni hanno occupato tutta la pubblica amministrazione arrivando a presidiare la magistratura che dovrebbe invece essere essere un presidio della democrazia.

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