– Continuiamo a ritenere che il problema più grande della destra sia oggi la sinistra. Ma non nel senso del “golpe”, delle elite che tramano nell’ombra, dell’attentato giudiziario alla stabilità del governo, della congiura dei poteri forti… A spaventarci non è il potere, ma l’impotenza della sinistra. Siamo, anche in questo, degli inguaribili “mercatisti”. L’assenza di mercato, di alternativa, di concorrenza consente oggi al centro-destra di esercitare un monopolio politico “perfetto” e legittimo, non assistito né garantito da altro che dalla dissoluzione politica del centro-sinistra. Pdl e Lega non hanno neppure bisogno di abusare della propria posizione dominante, quando è l’opposizione ad abusare della propria attitudine minoritaria.

Questa condizione di monopolio fa male alla destra, alla qualità della sua offerta politica, al suo modo di pensare e di discutere. La ubriaca non solo di consenso, ma di un senso di onnipotenza, che sta facendo dimenticare a molti come il problema della maggioranza sia governare e non fare opposizione all’opposizione. Se la minoranza finisce di incalzare la maggioranza, ne finisce inseguita. Se, per non sapere né leggere né scrivere, alza la voce dell’indignazione, chi governa, con la forza dei numeri e di un indubbio predominio mediatico, risponde sullo stesso terreno, riuscendo perfino più persuasiva. Se gli eroi dell’opposizione dicono che Berlusconi è come Saddam, diventa eroe nella maggioranza chiunque renda pan per focaccia, con metafore sempre più sanguinose e inverosimili.

In questo quadro, mancava solo il partito dei “cretini di talento” (Grillo, più Celentano, più chi arriverà….), l’istituzionalizzazione della rivolta antipolitica, la “nuova” formazione della società civile. Insomma, mancava solo il “Movimento a cinque stelle”. Dopo avere giocato per un quindicennio a “guardie e ladri”, e avere venduto l’anima non al diavolo dei poteri forti, ma ad un furbo ex poliziotto reazionario, ora siamo all’upgrade: la “società civile” di sinistra gioca direttamente a “i buoni contro i cattivi”. E neppure si accorge che anche in questo gioco c’è (purtroppo) una destra disponibile, tutt’altro che refrattaria a buttarla in caciara.
La sinistra fa davvero male alla destra, ma non nel modo che vorrebbe e che sarebbe più utile ad entrambe.