La Crisi e l’opportunità delle Riforme – VIDEO

– Estratto dall’intervento di Gianfranco Fini alla festa del PdL, a Milano, il 26 Settembre 2009. Il Presidente della Camera dei Deputati e co-fondatore del Popolo della Libertà mette in guardia dal sottovalutare la fase di uscita dalla crisi economica e sottolinea la necessità di riforme di sistema  in campo economico ed istituzinale.


2 Responses to “La Crisi e l’opportunità delle Riforme – VIDEO”

  1. stranamore scrive:

    Peccato che il caro Fini non faccia parola di quali riforme secondo lui sono necessarie. Riforme in senso liberista (meno stato, meno tasse) o le riforme in senso socialista del PD (più stato, più tasse). Riforma è una parola che piace in sè, soprattutto se non si specifica in quale direzione. Quindi magari il nostro Fini farebbe meglio ad essere un po’ più chiaro, visto che i suoi trascorsi e alcuni suoi fedelissimi non mi sembrano propriamente di indirizzo liberista.

  2. stranamore scrive:

    Fini parla del sistema Italia e di una strategia comune che accontenti tutti, confindustria e sindacati. E cioè? Forse ho una posizione troppo diffidente nei confronti del nostro Fini, ma mi sembra di avere già sentito frasi del genere in bocca ad esponenti del PD. Il PD nel recente passato ha avuto una politica tesa ad accontentare i sindacalisti e confindustria, spesso a spese degli stessi lavoratori e dei comuni elettori. Il PD di Prodi che politiche ha attuato? Non si può parlare neppure di politiche socialiste. In realtà sono state politiche clientelari: si sono abbassate le tasse al sistema industriale, si sono alzate le tasse ai cittadini e si sono fatti favori alla casta sindacale in termini di gestione di attività economiche (TFR e fondi pensione). I leader del Pd hanno dimostrato e tutt’oggi dimostrano di avere una sudditanza verso interessi particolari. Confindustria in particolare è in grado di “comprare” i politici dando più o meno loro appoggio tramite una pletora di quotidiani. Per questo motivo politici deboli o parzialmente screditati (da D’alema a Veltroni) sono irresistibilmente attratti verso politiche consociative, che sono solo a vantaggio di alcune congregazioni a danno dei cittadini comuni. Il sistema Italia di Fini quanto differisce dalle politiche recenti del centro sinistra? Quanto Fini è realmente indipendente dai desiderata di Confindustria e sindacati? Sarò io diffidente. Ma il suo linguaggio (a mio parere ambiguo) non mi fa sperare bene. Le riforme istituzionali poi non mi sembrano quello che più è necessario all’Italia in questo momento, si facciano pure ma insomma l’unica vera riforma che mi sembra urgente è il taglio della spesa pubblica, non appena si sia usciti dalla recessione, vuoi per ridurre il debito, vuoi per ridurre le tasse (sperabilmente ai privati cittadini, piuttosto che a confindustria). Di questo Fini non mi sembra faccia parola.

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