Mercati energetici, intervista a Benedetto Della Vedova – VIDEO

– In questa intervista a Benedetto Della Vedova, pubblicata sul canale Youtube “Canalenergia“, il presidente di Libertiamo parla della diversa reazione di Enel ed Eni dopo la liberalizzazione dei mercati di energia elettrica e gas.

Della Vedova sostiene che, mentre all’Enel sono state tolte consistenti quote di mercato, favorendo così un rinnovamento dell’azienda, la stessa cosa non è accaduta per l’Eni, ad oggi ancora pressoché monopolista del mercato del gas in Italia: nel primo caso, dunque, si sarebbe risolto il “conflitto d’interessi” tra lo Stato-azionista di maggioranza della società e lo Stato-garante dell’interesse dei cittadini, mentre nel secondo no.

Nel video, l’intervista completa.


7 Responses to “Mercati energetici, intervista a Benedetto Della Vedova – VIDEO”

  1. stranamore ha detto:

    Della Vedova mi è sempre piaciuto come politico. Ha spesso espresso idee liberiste in economia e ha portato avanti critiche molto sensate a difesa del libero mercato e dei cittadini. Si è poi sempre schierato contro l’assurdità della tassazione dei risparmi della gente (la tassazione delle rendite, come viene chiamata da sindacalisti e da politici con impostazione chiaramente socialista). A mio parere non c’è nulla di peggio di questa forma di tassazione perchè il risparmio è il primo pilastro su cui si basa l’elevazione sociale e l’indipendenza economica delle persone in una società libera. Questa patrimoniale permanente erode progressivamente la capacità d’acquisto del risparmio e crea sfiducia nel futuro. E favorisce anche la fuga dei capitali, un vero favore ai paradisi fiscali. E grande fastidio mi produce la riproposizione di questa tassazione in forme più pesanti di quelle attuali da gente come De Benedetti, che dal Sole 24 Ore del 12 settembre propone una “patrimoniale permanente e pesante”, per finanziare sgravi fiscali alle imprese. Il fatto che De Benedetti usufruisca con la sua famiglia dei vantaggi fiscali che la Svizzera consente, accentua il senso del ridicolo. Beh ,scusate la digressione. Comunque tornando a Della Vedova vorrei reiterare il mio apprezzamento per le sue proposte per una società più libera, con meno stato e più concorrenza. A questo riguardo il suo avvicinamento a Fini un po’ mi sorprende. Non mi risulta che Fini si sia mai espresso per il libero mercato e per un’economia liberista. In effetti Fini su temi in economici per quanto mi riguarda è una vera incognita. Proprio per questo io potrei sottoscrivere Della Vedova come leader del centro destra, ma Fini certamente no.

  2. Agli amici di FB questa video intervista sull’energia. Leggo i commenti su Libertiamo.it

  3. Silvana Bononcini ha detto:

    Posso sottoscrivere per Della Vedova laeder di uno shieramento riformatore?

  4. DM ha detto:

    Della Vedova, prossimo ministro dell’Economia.

  5. Piercamillo Falasca ha detto:

    Non di sola economia vive la politica, caro stranamore…
    Laicità dello Stato, immigrazione e cittadinanza, democrazia interna al partito: ci sono molti temi sui cui le posizioni di Della Vedova e di Fini sono molto vicine.
    E sul’economia noi di Libertiamo ci stiamo dando da fare per dellavedovizzare Fini… dacci un po’ di tempo…

  6. stranamore ha detto:

    D’accordo non c’è solo l’economia. Però, bene o male, l’economia influenza tutta la società. Se devo scegliere per chi votare, io guardo a che cosa i candidati propongono nell’economia e nella fiscalità. Su Fini sono perplesso perchè non mi è chiara la sua visione in quest’ambito. Purtroppo sono una persona diffidene e tendo a pensare il peggio. Comunque se mi sbagliassi, non avrei difficoltà a votare anche per Fini. Certo è che se è in armonia con la Polverini, allora tanto vale andare al mare. La cifra di merito per l’eventuale candidato alla guida del centro destra nel dopo Berlusconi sarà, secondo me, il suo grado di indipendenza da confindustria e sindacati. Purtroppo per un leader in fieri il sostegno di queste due lobbies può essere molto utile. Tuttavia è un sostegno che va pagato, e in genere i politici del PD hanno sempre saldato il conto con il bancomat del contribuente.

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