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Fine vita: Da Giovanni Reale importante riconoscimento, scontro non è tra laici e cattolici

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl

Mi fa piacere che sia stato il Professor Giovanni Reale, nella sua intervista a Ffwebmagazine, ad intendere nel modo più profondo il senso del nostro appello al disarmo ideologico sulla materia del fine vita. E mi compiaccio che riconosca a quanti hanno promosso questa iniziativa di avere cercato una “giusta misura” e di averla trovata in una soft law che dica no all’eutanasia e all’accanimento terapeutico e riconsegni tutto il resto al rapporto tra medico, familiari e paziente.  Trovo inoltre importante che uno dei massimi filosofi cattolici italiani abbia onestamente riconosciuto che non esiste sul tema una “posizione cattolica”, ma una pluralità di posizioni che attraversa e interroga lo stesso mondo cattolico. Questo conferma quanto, fin dall’inizio, abbiamo ribadito: non c’è nessuno scontro tra laici e cattolici; c’è una alternativa tra una legge – quella che sosteniamo – che riconsegni alle persone e alle famiglie (laiche o cattoliche che siano) la materia del fine vita e una – quella approvata dal Senato – che invece stabilisca che medici e politici decidono tutto e pazienti e famiglie non decidono nulla.

Roma, 23 settembre 2009


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

One Response to “Fine vita: Da Giovanni Reale importante riconoscimento, scontro non è tra laici e cattolici”

  1. Aldo Signori ha detto:

    Caro Benedetto io non posso essere daccordo con la soft law che dica no all’eutanasia
    Io penso sia mio inalienabile diritto avere una correct law che riconsegni alla persona o al suo testamento biologico con la vigilanza della persona, famigliare o meno da lui chiaramente indicata in precedenza il diritto ad una sweet death che in Italia si chiama “eutanasia”
    Non mi basta il no all’accanimento terapeutico,voglio decidere per me
    e credo che nessuno abbia il diritto di vietarlo maggioranza o minoranza che sia.
    con immutata stima Aldo Signori

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