Bio-testamento: Bagnasco può prescindere da valutazioni giuridiche, il Parlamento no

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl

Quando il Cardinale Bagnasco chiede l’approvazione da parte della Camera dei Deputati della legge sul fine vita licenziata dal Senato conferma una posizione nota. La Cei, nell’auspicare una normativa in linea con la dottrina morale della Chiesa, può prescindere da qualunque valutazione giuridica (a partire da quella sulla costituzionalità delle norme) e dall’esigenza di trovare un punto di equilibrio in cui tutti gli italiani possano onorevolmente riconoscersi.
Il Parlamento invece non può e non deve ragionare “a prescindere”, non può votare una legge che anziché chiudere, re-innescherebbe il gigantesco contenzioso giudiziario sulla materia del fine vita apertosi con il caso Englaro, e soprattutto, rispetto ad alcune cure, non può imporre, scavalcando la volontà dei malati e delle famiglie, un “trattamento sanitario obbligatorio” che molti italiani avvertirebbero come una violenza.

Roma, 21 settembre 2009


One Response to “Bio-testamento: Bagnasco può prescindere da valutazioni giuridiche, il Parlamento no”

  1. Alberto Rota - Lecco ha detto:

    Pienamente d’accordo, le Leggi sono elaborate dal Parlamento come sintesi, punto di equilibrio delle diverse posizioni culturali, religiose, ideologiche presenti nell’intera società italiana.

Trackbacks/Pingbacks