Domanda ad Alemanno: Francia a chi la ama, perché non l’Italia?

La grande questione della destra moderna è il rapporto tra l’identità e l’universalità dei diritti. Sarkozy l’ha risolto, e questo gli ha consentito di svuotare Le Pen: non la Francia ai francesi, ma la Francia a chi la ama.

Sono riflessioni di Gianni Alemanno, in un’intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera. Ha ragione da vendere, il sindaco di Roma: ai grandi partiti della destra moderata e liberale spetta il compito di ricercare e di tradurre in politiche concrete l’equilibrio tra diritti universali e identità nazionale.
Ora, se il merito di Sarkozy è stato quello di affermare il valore di un “patriottismo del cuore”, spazzando via le tentazioni estremiste del “patriottismo dei cromosomi”, perché Alemanno non vuole che il Pdl si lasci ispirare dallo stesso principio?
Ciò detto, così continua la dichiarazione del sindaco:

Qui in Italia la bussola può essere il radicamento nella cultura cattolica, che non è clericalismo, ma un fondamento della nostra identità nazionale.

E’ vero, la cultura cattolica è un fondamento imprescindibile dell’identità nazionale italiana e non può essere confusa con il clericalismo. Ma non comprendiamo perché Alemanno sia così netto nel distinguere la “via francese” al patriottismo da quella italiana: chi ha fatto dell’Italia una scelta di vita, chi ne rispetta le leggi ed i valori civili, chi ha voluto farvi nascere e crescere i propri figli, pur non essendo “radicato” nella cultura cattolica, non merita l’Italia? Questa logica non rischia di disconoscere anche l’italianità di molti italiani, del nostro presente e del nostro passato? Insomma se la Francia è per chi la ama, perché non può esserlo anche l’Italia?


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

One Response to “Domanda ad Alemanno: Francia a chi la ama, perché non l’Italia?”

  1. ZulieOfficial ha detto:

    Caro Piercamillo, complimenti davvero.

    Alemanno ha detto “senza dirlo” ciò ke pensa realmente sulla multiculturalità, il rapporto con l’Islam ecc. Soprattutto, ha nuovamente rimarcato le sue note posizioni da “clerico”.

    E da uno cresciuto a pane e “fascismo pagano” di Rauti, la cosa fa un po’ specie…

Trackbacks/Pingbacks