– Intervenendo alla scuola politica del Pdl di Gubbio, nella sessione “La persona al centro della politica e del governo”, Benedetto Della Vedova ha sottolineato l’importanza che il Pdl non scelga la via del “partito monoculturale”, rispondendo indirettamente alla critica, che Fabrizio Cicchitto gli aveva rivolto ieri, di ragionare come se la Chiesa non esistesse: “Non ho mai ragionato in questo modo, non foss’altro per la mia formazione personale. Ma rivendico il diritto all’autonomia della politica: sarei molto più felice se il Pdl avesse su tutti i temi, come la biopolitica, lo stesso spirito di autonomia nei confronti delle gerarchie cattoliche che giustamente mette in campo sull’immigrazione. Tema sul quale, peraltro, sono più vicino ai vescovi che alla Lega”.Sul tema della famiglia, Della Vedova, rispondendo al Ministro Sacconi, ha ribadito che il riferimento alla “famiglia tradizionale” è antistorico, “perché la famiglia tradizionale a cui retoricamente ci si riferisce era quella che, ad inizio secolo, negava alle donne coniugate autonoma iniziativa giuridica e, fino alla riforma del diritto di famiglia negli anni Settanta, subordinava giuridicamente la moglie al marito rispetto alla conduzione della vita familiare e all’educazione dei figli. La famiglia che dobbiamo difendere non è quella degli anni Cinquanta, ma quella che nasce con il divorzio, contro l’orientamento della Chiesa e con il sostegno di gran parte del mondo cattolico”.

A questo link, ascolta la sessione “La persona al centro della politica e del governo”, con interventi di Michela Vittoria Brambilla, Renato Brunetta, Daniele Capezzone, Mara Carfagna, Benedetto Della Vedova, Mariastella Gelmini, Alfredo Mantovano, Maurizio Sacconi. Modera Ubaldo Casotto.