Fini: Cazzola e Della Vedova, Non liquidare tesi Fini su cittadinanza e voto per immigrati

“Guai a sottovalutare, almeno nella loro impostazione culturale, le proposte del presidente Gianfranco Fini sulla questione della cittadinanza e dell’elettorato attivo e passivo per le persone immigrate. Al di là delle soluzioni tecnico-giuridiche, sono preminenti alcune considerazioni di ordine economico e politico. Quello dell’immigrazione è un processo non solo inevitabile ma necessario. E’ il mercato del lavoro che lo impone in un Paese a declino demografico come l’Italia, dove un numero crescente di occupazioni vengono rifiutate dalla forza lavoro locale, anche in periodi di crisi come l’attuale. Inoltre, un calcolo lungimirante ed utilitaristico, non offuscato dall’ideologia, consentirebbe di capire che il centro destra potrebbe trarre dei vantaggi elettorali dalla concessione del voto ai cittadini stranieri, gran parte dei quali – soprattutto se provenienti dai paesi dell’Est europeo – non sono affatto orientati a sinistra. Certo, l’immigrazione deve essere disciplinata con rigore ed equilibrio. Ma non è una politica saggia quella di contrastare un fenomeno che s’impone nella realtà (la vicenda “colf e badanti” ne è una prova) e di regalare, con un atteggiamento ostile all’immigrazione, alle formazioni della sinistra politica e sociale persone che, prima o poi (magari attraverso il matrimonio, dal momento che la <contaminazione> andrà avanti comunque), diventeranno cittadini italiani”. Lo affermano in una nota congiunta i deputati del PDL, Giuliano Cazzola e Benedetto Della Vedova.


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