E’ morto l’americano che ha fatto gli italiani

Fatta l’Italia, dopo quasi un secolo, toccò ad un americano fare gli italiani. Ad unirli nel secondo dopoguerra attorno ad un’idea allegra e divertita della comunità nazionale, con il registro e il linguaggio “basso” e potentissimo della televisione. Gli italiani impararono così a conoscersi e a riconoscersi, a frequentare i luoghi della propria geografia ed a sfogliare le pagine della propria storia. La sua koinè televisiva ha dato all’Italia una lingua comune. Molto meno di quanto speravano quelli che volevano “fare gli italiani”, molto più di quanto un secolo di storia patria era riuscito a fare.

Prima di tutto ciò aveva fatto il partigiano, era stato catturato dai tedeschi ed era finito a Mauthausen. Dopo, con Berlusconi, insieme a Corrado, Vianello e Mondaini aveva inventato la televisione commerciale. E’ stato, per molto tempo, il fenomeno più straordinario della cultura popolare italiana e ne era orgogliosamente consapevole. Anche per questo meritava il laticlavio di senatore a vita.


Autore: Lucio Scudiero

Classe 1986, è laureato in Giurisprudenza presso l’Università Federico II di Napoli. Quando non scrive nè edita bozze altrui studia a un master di diritto europeo, in attesa di potersi dedicare alla storia moderna, alla musica e ai classici della letteratura. E' incidentalmente caporedattore di Libertiamo.it.

2 Responses to “E’ morto l’americano che ha fatto gli italiani”

  1. Alberto Scarcella scrive:

    Bla,bla,bla,bla. Certo come no. Adesso facciamo il panegirico di Mike Bongiorno. Quando moriranno la De Filippi o la Deusanio sono sicuro che qualcuno troverà dei motivi per elogiare anche loro, attribuendogli chissà quali meriti culturali.

    Questo è un giudizio stupido e buonista. La “cultura popolare” è soltanto un accozzaglia di stupidaggini e di credenze false. Ovvero le stronzate nelle quali vive la plebaglia.

    È morto un conduttore di trasmissioni televisive indirizzate ad un pubblico mediocre e sotto-acculturato. Nonchè estreamamente inconsapevole. Niente di più.

    Se la cultura e la coscienza civica di un popolo si basano sulla ruota della fortuna o sui quiz televisivi siamo a posto!

  2. Buon viaggio Mike: noi anziché guardare la tv, sbirceremo lassù, perché è nata una nuova stella.

    Addio Mike mancato Senatore a vita!
    Conobbi Mike Bongiorno come tutti dalla Rai-Tv in bianco -nero, poi quasi giornalmente di persona nel 1966-68 nella sua casa in Galleria Passerella di Milano.
    Visto che ero impiegato nella più grande casa discografica del dottor G.B Ansoldi – suocero di Iva Zanicchi ed avevo l’incarico più vario di collegamento- Artisti -studi d’incisioni – Rai-Tv di Corso Sempione. Avevo un lavoro duro, esaltante con soddisfazioni e conoscenze di tutti gli artisti del mondo nel loro ambiente di lavoro e in casa ed hotels. Questo per incarico del dott. Albera Capo Ufficio Stampa e Pubblicità o dal dott. Carlo Carish Capo Ufficio della Ri-Fi Co e fratello di Alberto Carisch e fondatore della stessa Ri Fi Co. di cui è considerato uno dei più celebri discografici Italiani con la Sauthern Music. Così quasi tutti i giorni mi recavo in centro col metrò per fare shopping per l’ufficio e contatti in Galleria del corso, datosi che allora, era il fulcro della musica e struscio per artisti. Ogni giorno, stesse chiacchierate con qualche artista, visita al Clan di Adriano Celentano in Corso Europa, ma dovevo portarmi un’assicurazione, visto che, a volte dovevi scansarlo, altrimenti t’investiva con la sua bici! Poi la sera con l’invito ricevuto dalla Signora Marta dell’Ufficio Stampa Rai o dal Maestro Mario Consiglio Direttore Artistico e d’orchestra RAI TV, lì negli studi nel padiglione Fiera, rivedevo ancora Mike de altri artisti: ma erano tempi! Ma agli inizi di Canale 5, una sera pizzeria in zona Lambrate, incontrai al mio fianco della tavolata tutta la troupe, Mike e collaboratore musicale ed autore della sigla di Canale 5, cioè: il Maestro Augusto Martelli, figlio del grande Maestro G. B. Martelli che in Ri-Fi era Direttore artistico. Io posso testimoniare la classe e la semplicità di una grande uomo e professionista Mike Bongiorno! Buon viaggio Mike: noi anziché guardare il cinescopio, sbirceremo lassù, perché è nata una nuova stella! Un aneddoto: volli vedere la sua villa da vicino a Vulcano nell‘Arcipelago delle Eolie, ci andai e feci un tuffo nel suo luogo di pesca della sua Camilla una cernia di enorme dimensioni che non riusciva a tirarla su, peccato che non ho foto con lui e con altri migliaia d’artisti, ma ho buoni ricordi tra cui, quando ebbi per qualche settimana come modella la sua valletta Edi Campagnoli con cachet di 24000 lire per sera! http://www.facebook.com
    http://vincenzoaliasilcontadino.splinder.com/ http://vincenzoaliasilcontadino.ilcannocchiale.it/

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