Fatta l’Italia, dopo quasi un secolo, toccò ad un americano fare gli italiani. Ad unirli nel secondo dopoguerra attorno ad un’idea allegra e divertita della comunità nazionale, con il registro e il linguaggio “basso” e potentissimo della televisione. Gli italiani impararono così a conoscersi e a riconoscersi, a frequentare i luoghi della propria geografia ed a sfogliare le pagine della propria storia. La sua koinè televisiva ha dato all’Italia una lingua comune. Molto meno di quanto speravano quelli che volevano “fare gli italiani”, molto più di quanto un secolo di storia patria era riuscito a fare.

Prima di tutto ciò aveva fatto il partigiano, era stato catturato dai tedeschi ed era finito a Mauthausen. Dopo, con Berlusconi, insieme a Corrado, Vianello e Mondaini aveva inventato la televisione commerciale. E’ stato, per molto tempo, il fenomeno più straordinario della cultura popolare italiana e ne era orgogliosamente consapevole. Anche per questo meritava il laticlavio di senatore a vita.