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Difendersi è ancora un diritto. Anche per Berlusconi

– Da Calabria Ora del 1 settembre 2009 –

Nei giorni scorsi gli organi di informazione nazionali ed internazionali, questi ultimi da un po’ di tempo particolarmente sensibili alle vicende di casa nostra, hanno diffuso la notizia dell’avvenuta citazione in giudizio, da parte del Presidente del Consiglio, di due importanti testate giornalistiche per l’accertamento dell’eventuale posizione in essere di illeciti diffamatori e la consequenziale, ove pertinente, pronuncia di una sentenza di condanna al risarcimento del potenziale danno accertato.
Questi i fatti, seguiti da un’immaginabile miriade di commenti a sfondo precipuamente politico.
Nella pletorica messe di opinioni, affiorate dovunque, spiccano quelle che, sotto le spoglie e col sembiante di un accorato appello , hanno espresso tre giuristi di elevato spessore umano ed eccellente lignaggio professionale.
Franco Cordero, Stefano Rodotà e Gustavo Zagrebelsky hanno deplorato e stigmatizzato la condotta del Presidente del Consiglio, indirizzandogli l’accusa di aver tramite questa compiuto un atto intimidatorio a danno dei media e di aver inferto un duro colpo alla garanzia della libertà dell’informazione, pervero consacrata nella Carta Costituzionale della Repubblica Italiana e nella Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo.
Donde l’invito a sottoscrivere un manifesto di protesta, ampiamente e fulgidamente ospitato all’interno del sito internet di uno dei giornali interessati.
Invero, tuttavia, la riferita accusa si presta ad essere qualificata come infondata e, dunque, decisamente ingenerosa nei confronti di coloro i quali l’hanno abilmente confezionata.
Il capo dell’Esecutivo non ha arbitrariamente limitato la libertà dei cronisti, tant’è che essi si sono mossi, talvolta, al di là della genetica finalità della propria professione ossia la resa dell’informazione alla collettività.
Costui, semplicemente, si è ritenuto leso, nell’immagine e nella reputazione, da alcuni articoli ed ha interessato la magistratura onde essa indichi se i pezzi attenzionati abbiano avuto carattere denigratorio o meno.
I tre insigni giuristi che hanno evocato allegorie catastrofiche, forse perché troppo impegnati a cucire addosso al Premier un’inconferente ed inopportuna veste dittatoriale, hanno omesso di considerare che la Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo, le cui disposizioni essi stessi hanno brandito a mò di arma (ovviamente pacifica in quanto dialettica), statuisce all’articolo 8 il diritto di ogni individuo di tutelare le proprie ragioni per mezzo degli strumenti all’uopo predisposti, quindi in via giudiziale.
Ma v’è di più.
La nostra Carta Costituzionale sancisce all’articolo 24 il diritto di ciascuno di agire a salvaguardia di qualsivoglia proprio interesse ritenuto meritevole di protezione da parte dell’ordinamento giuridico.
Insomma, cari professori Cordero e Rodotà e Zagrebelsky, difendersi è ancora un diritto e questo diritto il Presidente del Consiglio ha inteso esercitare!
È ovvio che non dovrà mancare, in caso di temerarietà dell’azione di Silvio Berlusconi, la sanzione processuale già prevista – e oggi più che mai potenziata – per chi scomodi l’apparato giurisdizionale in cerca di celebrità e fama anziché giustizia.


Autore: Mario Tocci

Nato nel 1979, è avvocato in Cosenza. Autore di pubblicazioni di carattere giuridico, è dottore di ricerca in “Impresa, Stato e Mercato” presso l’Università Statale degli Studi della Calabria e già membro del Consiglio Esecutivo Nazionale dell’Associazione degli Avvocati Giusconsumeristi Italiani.

5 Responses to “Difendersi è ancora un diritto. Anche per Berlusconi”

  1. Maurizio ha detto:

    Non ci si difende accusando gli altri.. e manipolando l’informazione pubblica e poi da che pulpito!!!! Sicuramente merita di essere giudicato e processato…cosa che a Mussolini non è accaduto, e ha fatto la fine che ha fatto…

  2. pius ha detto:

    Maurizio, sei un imbecille. E mo’ come ti difendi, imbecille?

  3. koteko ha detto:

    Mi sembra che tentare di difendere B., oggi, sia piu’ arduo che arrampicarsi su uno specchio alto 1000 metri con le mani legate dietro la schiena…

    Il diritto a difendersi c’e’ per tutti, ed e’ ovvio, ma in certi casi si sconfina veramente nel ridicolo.

  4. Alberto Rota ha detto:

    Berlusconi ha esercitato giustamente un sacrosanto diritto, previsto dalla Costituzione italiana e dalla Dichiarazione dei diritti dell’Uomo; la Sinistra reagendo a ciò in modo forsennato ha dimostrato, ancora una volta di essere “doppiopesista”: quando esponenti autorevoli di sinistra ( Berlinguer, D’Alema, Prodi etc.) quelerarono i giornali NON ci fu nessuna reazione di indignazione, tutto rimase sotto silenzio e allora? ( la solita logica: 2 pesi, 2 misure ).

  5. Marco Maiocco ha detto:

    Per carità difendersi può difendersi, anche i mafiosi possono farlo (absit iniuria verbis). Però c’è modo e modo. Ad esempio anziché chiedere 1 €/mio a Repubblica per avere fatto delle domande, e 3 €/mio all’Unità per avere raccontato cosa è successo, avrebbe potuto finalmente spiegare chi è Noemi, perché aveva a che fare con personaggio come Tarantini, etc. Magari sarebbe riuscito per una volta a non mentire e a non smentirsi dopo pochi istanti.

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