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La Lega è mobile, il partito pagano torna a farsi cristiano

Meno male che a difendere la dottrina sociale della Chiesa sui temi della vita e della famiglia ci penserà la Lega. Lo hanno promesso Bossi e Calderoli al cardinale Bagnasco, e questi ha gradito. I druidi, le ascendenze celtiche, il dio Po… l’armamentario “di lotta” torna nel cassetto. Tornerà utile più avanti.

L’ultimo partito politicamente leninista (ci sarebbe anche quello di Di Pietro, ma non è neppure un partito, è una holding politica con una classe dirigente riciclata e avventizia) difenderà le fontane di San Pietro dai cavalli dei cosacchi. L’ultimo partito pagano, con una mistica collettiva da adunata del ventennio o da raduno di Servire il Popolo, opporrà le sue forze all’avanzata del relativismo materialista. La Lega tiene la linea, sa essere “realista”, sa fare una robusta e spregiudicata propaganda. Nel giro di una settimana può minacciare il bombardamento del Concordato contro i preti catto-comunisti per passare a minacciare, con uguale ardore, i nemici della Chiesa indossando, con disinvoltura immoralista, le divise della crociata moralista.

Se bisogna andarci pesanti (sugli immigrati, come sui valori) la Lega ci sa fare. Lo ha già dimostrato. Quando due anni fa l’arcivescovo di Milano Tettamanzi scrisse ai divorziati della sua diocesi per assicurare loro che la Chiesa non li avrebbe abbandonati, venne richiamato all’ordine da Roberto Castelli, che prima lo paragonò a Pannella e poi lo deferì a Ratzinger. Va bene che Castelli è divorziato ça va sans dire – e quindi secondo il gioco dei contrari che domina la discussione sui valori aveva tutti i titoli per fare la morale al cardinale. Va bene che l’importante è la lotta contro il peccato e tanto meglio se a farla è un peccatore militante. Va bene pure che, come peccatore, Castelli non si sentisse degno dell’indulgenza del pastore e lo richiamasse ad un maggiore rigore, come un bravo scolaro, consapevole delle sue colpe, farebbe verso un cattivo maestro. Però l’impressione è che in quel caso Castelli fosse solo interessato a “tenere la linea” (anche allora era questa la linea) e bastonare il vescovo fuori linea (e che fosse un vescovo che importava, visto che era fuori linea…).

Ma una domanda sorge spontanea. la Cei pensa di combattere con questi soldati di ventura la battaglia dei valori?


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

3 Responses to “La Lega è mobile, il partito pagano torna a farsi cristiano”

  1. Silvana Bononcini ha detto:

    Ma han perso tutti la bussola?

    Bentornato….

  2. Luca Cesana ha detto:

    ma quale tandem? un trittico: Fini-Della Vedova-Palma!!

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  1. […] nazionale”. E qui (per la serie “tutto il mondo è paese” sembra veramente di essere tornati a […]