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C’era una volta l’anarchia etica

– “Sorridendo, ma mica tanto, dico che il mio è un partito monarchico per quanto riguarda la leadership, visto che il leader è uno solo ed è indiscusso, e visto che ne è stato anche il fondatore, ma anche un partito anarchico, perché  su questioni di etica e morale, ad esempio, noi lasciamo la libertà di coscienza in tutte le situazioni” – (Silvio Berlusconi, 27 febbraio 2008);

Il rapporto tra il governo e la Chiesa si “consoliderà nei prossimi mesi anche su questioni molto importanti, come il testamento biologico”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso di un’intervista a Mattino Cinque. “La difesa che il nostro governo ha compiuto di alcuni principi basilari di civiltà, che sono alla base della dottrina cattolica, principi come la difesa della vita umana e la difesa della famiglia – ha sottolineato il premier – sono lì a dimostrare questa eccellenza di rapporti tra il nostro governo e la Chiesa” – (ANSA, 7 settembre 2009)


6 Responses to “C’era una volta l’anarchia etica”

  1. Carmelo Palma ha detto:

    Meno male che è tornata la serenità istituzionale tra Governo e Santa Sede. Se non fosse per il cardinale Martini che ha questi cedimenti relativisti, vivremmo nel più cristiano dei mondi possibili.

    http://www.corriere.it/politica/09_settembre_07/serenita_istituzionale_papa_governo_56fee020-9bbf-11de-88f0-00144f02aabc.shtml

    http://www.corriere.it/cronache/09_settembre_07/fregonara_16fcef80-9b74-11de-88f0-00144f02aabc.shtml

  2. Mario Seminerio ha detto:

    Martini è un noto cattocomunista, di lui si occuperà Feltri appena possibile, ora c’è una lunga lista di attesa. Ci resterà comunque il “cardinale” Vian…

  3. Piercamillo Falasca ha detto:

    Già oggi la Roccella ha avuto modo di riprendere Martini: “Mi colpisce soprattutto questa dualità corpo/mente, che pensavo fosse superata, l’idea che la parola cosciente valga più della vita incosciente”.
    L’idea che Eugenia Roccella dia lezioni di etica-teologia-etc. ad uno che ha scelto (per ragioni di salute) di non diventare Papa fa proprio sorridere… o forse fa piangere…

  4. Mario Seminerio ha detto:

    C’è una terza opzione, quella per cui serve un antiemetico…

  5. Marco ha detto:

    Che dirvi? Siete voi che votate per questi qui…

  6. enrico ha detto:

    Il clima ideologico in cui viviamo e` insopportabile.Ho scritto una lettera all`Onorevole Della Vedova, lettera che attenendo al significato della parola inserisco anche qui.Mi rendo conto che l`argomento puo` essere poco stimolante ma
    secondo me e` molto importante che chi persegue la liberta` reagisca.

    Ecco il testo.

    Caro Benedetto,
    scusa il “tu” confidenziale ma, avendoti conosciuto ai tempi in qui entrambi eravamo radicali, e avendo fatto nel mio piccolo propaganda elettorale per te, mi risulta difficile fare altrimenti.
    Se vuoi pero` posso darti dell`Onorevole…

    Ti scrivo, sperando in una tua risposta perche` sto ascoltando con terrore la relazione di Mons. Fisichella a Gubbio (sono le ore 11del 12.11.2009).

    Cio` che mi inorridisce non e` l`uso strumentale e tradizionale della parola come mezzo di condizionamento delle opinioni altrui ma il fatto che sembra che nessuno voglia o non sia in grado di ribattere.

    Se la parola e` il mezzo principale della comunicazione tra esseri umani, bisogna che il significato della parola sia accettato e condiviso.

    Per me l`etica afferisce a una condotta di comportamento sociale e non e` unica.

    Esistono etica professionale in genere
    l`etica dei giornalisti
    dei politici
    dei medici
    di giudici ecc.

    L`etica cambia con il tempo nella storia e nelle diverse societa`

    Quindi l`etica (il modo di comportarsi nel sociale) degli antichi romani o dei quaccheri americani o dei talebani e` diversa.

    La caratteristica principale dell`etica e` dunque la relativita`.

    Quindi il termine “relativismo etico” inventato da qualcuno (non so chi sia) contrapposto ad un assoluto etico e`
    un imbroglio che va assolutamente disvelato.Se l`etica ha un senso nella sfera sociale, la morale appartiene
    alla sfera personale.
    La morale stabilisce cio` che e` bene e cio` che e` male per ogni singolo individuo e mi sembra ovvio che non possa
    esistere un “morale pubblica” (a livello sociale la morale diventa etica ma la definizione di bene o male si riferisce alle conseguenze che determinati comportamenti hanno sugli altri e non a dei claori assoluti)
    Quindi anche la morale e` necessariamente relativa.Una morale assoluta ha senso solo nella sfera religiosa.E` infatti compito della religione stabilire cio` che e` bene o male per i propri credenti.
    Ma esistono diverse religioni anche se ognuna ha la presunzione di essere quella vera e le guerre conseguenti non sono ancora terminate.
    Ed esistono anche gli atei che forse i cattolici vorrebbero tornare a torturare o a bruciare sul rogo…

    Ora tutto cio` che ho scritto sembra una finezza etimologica ma ha un`importanza enorme se coloro che fanno le leggi non capiscono la differenza tra i due termini.

    Ma e` possibile che nessuno sia in grado di spiegare al popolo la differenza tra queste due parole e l`imbroglio che sta dietro al voluto fraintendimento delle stesse parole da parte degli integralisti cattolici?

    Nemmeno tu?

    Ti prego rispondimi.

    grazie.

    enrico

    per conoscenza anche ad alcuni dei polici che secondo me dovrebbero sviluppare il tema in questione, etica e morale per scuscitare un minimo di dibattito pubblico.

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