Categorized | Partiti e Stato

Elaborare per differenziarsi… e un po’ ritrovarsi

– Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha dato prova di buonsenso nella sua recente intervista al Corriere, su due temi importanti: l’importanza del dibattito e dell’elaborazione interna al Pdl e la necessità di evitare le tentazioni da Stato etico sulla legge del fine vita.
E’ corretto chiedere che il Pdl accetti la sfida della Lega e del Pd riguardo all’elaborazione intellettuale ed alla presenza sul territorio: inutile lamentarsi, se non si dibatte e non si elaborano proposte; se non ci si radica sul territorio, poi, non è certo colpa di Bossi e soci. E’ importante per il futuro del Pdl che tali sviluppi non siano semplicemente la scopiazzatura delle posizioni e delle pratiche altrui. Il Pdl ha una sua specificità, quella della difesa della libertà nella sicurezza, che è invece praticamente assente negli altri partiti italiani. Sarebbe  utile all’intero Pdl che  tale specificità venisse valorizzata, nelle proposte di legge e nella pratica sul territorio.
Un esempio spicciolo: è possibile venire incontro alle esigenze locali rimuovendo paletti e costi, invece che aumentando tasse e norme, ossia la conseguenza  delle soluzioni normalmente indicate da Lega e dal Pd.
E’ altrettanto possibile, in Parlamento, proporre soluzioni ai problemi attuali che riducano, invece di aumentare, il peso dello stato e dell’intervento governativo. Questo approccio rappresenterebbe una reale novità, offrirebbe una concreta alternativa a tutto il panorama politico italiano. Sarebbe coerente con il messaggio del 1994, quello che portò al successo Silvio Berlusconi e che si è poi appannato, generando in maniera determinante le difficoltà (e il disincanto) degli anni successivi.

Si tratta di una strada sicuramente più ardua che una semplice “variazione sul tema” dello statalismo, caro al resto dello spettro politico. E’ una strada che passa attraverso un confronto serrato, nel quale le culture politiche non liberali del Pdl saranno chiamate ad accettare la sfida della competizione interna, non tanto e non solo sui singoli temi, quanto soprattutto sulla filosofia sottostante all’azione legislativa e di governo: gli obiettivi possono rimanere invariati, ma l’angolo dal quale vengono affrontati deve necessariamente cambiare.  Ancora, è un percorso che passa atraverso la necessità di un rinnovato e concreto impegno  per coloro che più si riconoscono nell’ idea liberale. Se, al contrario, siamo interessati soltanto a costruire l’ennesimo clone partitico,  tanto vale ammettere che Lega, Udc e Pd sono più che sufficienti per una nazione collettivista.


Autore: John Christian Falkenberg

- John Christian Falkenberg è il tenutario del blog The Mote in God's Eye; collabora con Tocque-ville.it . Il suo alter ego in carne ed ossa è laureato in Economia e fra poco festeggerà dieci anni di sopravvivenza in svariate sale operative, passati a districarsi fra default, titoli tossici e bolle di ogni ordine e grado.

5 Responses to “Elaborare per differenziarsi… e un po’ ritrovarsi”

  1. gianpaolo86@liberista ha detto:

    So ke non c’entra niente con l’articolo, ma visto che non ho trovato niente a riguardo provo a formulare qui la questione:
    mi piacerebbe sapere cosa pensano Della VEdova, Carmelo Palma, ecc.. sul caso Boffo: soprattutto dopo la solidarietà di Bagnasco io inizierei a dubitare sulla correttzza della CEI.
    Grazie e buon lavoro!!
    Gianpaolo

  2. Alberto Scarcella ha detto:

    Io invece censurerei interamente il caso. Perchè ci sono cose molto più importanti di cui discutere e chi proprio grazie alla copertura dedicata a queste risse da Uomini & Donne fra vescovi e politicanti, passano in secondissimo piano.

    In questo modo si diseduca la “pubblica opinione” e si invertono i criteri di giudizio delle persone.

  3. Michele Soldano ha detto:

    Io penso che attualmente nel PdL non ci siano proprio gli organi interni dove esercitare il confronto tra diverse proposte politiche. Il PdL è appiattito sul suo leader con tutti i pro e i contro che ne conseguono. Prima di tutto bisognerebbe creare gli spazi ove esercitare un confronto democratico.

  4. Guastalla Alberto ha detto:

    D’accordo con Michele Soldano, nel PdL mancano non solo gli organi interni ma tutto quell’apparato che permette agli iscritti di far sentire il proprio parere ai piani alti.
    Girovagando in rete ci si accorge di quanto la necessità di dibattere i temi sia grande. La speranza è che anche i capi si prendano la briga di darci un’occhiata e riflettano. Non a caso il ministro Brunetta, che ritiene la rete un ottimo veicolo di informazioni e la frequenta personalmente, risulta il più “amato” e seguito.

Trackbacks/Pingbacks

  1. […] Leggi tutto il post qui. […]