Archive | settembre, 2009

Angela Merkel ha vinto, viva Angela Merkel.

Angela Merkel ha vinto, viva Angela Merkel.

- Da Il Secolo d’Italia di mercoledì 30 settembre, di Benedetto Della Vedova-

Il voto in Germania ha chiarito che il “modello tedesco” non sarebbe una grande trovata per il nostro paese, visto il meccanismo cervellotico con cui trasforma i voti in seggi e, in alcuni casi, contraddice e vanifica il responso delle urne. Leggi tutto

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Perché al Pdl fa meglio il dibattito che la rigida disciplina di partito

Perché al Pdl fa meglio il dibattito che la rigida disciplina di partito

- da Il Foglio di mercoledì 30 settembre -

Al Direttore – Mi consenta una riflessione su quanto sta avvenendo in questi giorni attorno alle due iniziative della lettera dei venti deputati al premier Berlusconi sul disegno di legge sul “fine vita” e del progetto di legge bipartisan scritta da Fabio Granata (Pdl) e Andrea Sarubbi (Pd) sulla cittadinanza. Leggi tutto

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Fini sulla cittadinanza agli immigrati – VIDEO

Fini sulla cittadinanza agli immigrati – VIDEO

- Gianfranco Fini, intervenendo sabato 26 settembre alla festa del Popolo della Libertà, all’interno del dibattito “L’Italia oltre la crisi: competere e partecipare”, ha preso una posizione molto decisa, proponendo di ridurre a sette o cinque anni il periodo dopo il quale uno straniero che vive in Italia può ottenere la cittadinanza italiana. Leggi tutto

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Il cammino della Croazia verso l’UE passa da un confine impreciso con la Slovenia

Il cammino della Croazia verso l’UE passa da un confine impreciso con la Slovenia

- La scena politica croata, che vista dall’ester(n)o appare forse incomprensibile, e’ scossa e divisa dopo quello che si e’ voluto definire un evento storico: l’accordo Kosor-Pahor sul delicatissimo contenzioso confinario tra Croazia e Slovenia, che dura ormai da lunghi 18 anni. L’accordo raggiunto lo scorso 11 settembre a Ljubljana ha comportato la revoca del veto sloveno sui negoziati di adesione della Croazia all’Ue. Leggi tutto

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Guido il libertario, che ha vinto spiegando ai tedeschi che lavorare è un dovere

Guido il libertario, che ha vinto spiegando ai tedeschi che lavorare è un dovere

- Le lezioni in Germania le hanno vinte i liberali. E le hanno vinte “da liberali”. Tenendo con prudenza, ma anche con fermezza, il punto di una necessaria rottura del paradigma sociale tedesco, e offrendo alla Merkel una sponda esterna utile per disegnare una nuova prospettiva per i cristiano-democratici, almeno in parte compromessi dall’esperienza della Grande Coalizione.
Da questo punto di vista, è sicuramente vero quanto scritto da Giovanni Boggero qualche giorno fa su Libertiamo. Alle politiche tedesche il partito liberale, la FDP, ha raggiunto il risultato record di 14,6 % anche perché votato da quei cristiano-democratici che volevano archiviare l’alleanza CDU-CSU/SPD, responsabile della stagnazione economica, politica e culturale. Questi elettori non hanno però agito solo per calcolo elettorale; hanno politicamente preferito il “mercatismo” di Westerwelle al moderatismo della Merkel.

Westerwelle ha infatti saputo trasformare la FDP, nella percezione dei tedeschi, da partito del capitale e delle corporazioni (in Germania forti quasi quanto in Italia) a partito difensore del cittadino medio dalle tasse e dall’invadenza burocratica. Da partito del freddo calcolo economico a partito del calore dell’iniziativa individuale contro l’impersonale e a tratti disumana macchina statale tedesca.
Sicuramente la Germania in questi ultimi decenni non è stata regolata da un sistema politico-economico improntato al “liberismo selvaggio”. Insieme alla più efficiente copertura sanitaria universale dei grandi paesi del mondo, il sussidio di disoccupazione Hartz IV garantisce a chiunque di vivacchiare in condizioni decenti senza dover alzare un dito. Proprio per questo uno degli slogan di Westerwelle durante la scorsa campagna elettorale (”Lavorare deve tornare ad essere conveniente”) puntava il dito verso un nuovo ceto sociale tedesco di “disoccupati di professione”, che considerano il lavoro un diritto sociale ma evidentemente non un dovere individuale.

Se è vero che per la stragrande maggioranza dei tedeschi non la libertà individuale, ma la cosiddetta giustizia sociale (Soziale Gerechtigkeit) è il sommo valore politico, molti contribuenti cominciano a paventare che il rousseauviano sfruttamento del forte sul debole si stia in Germania paradossalmente trasformando in uno sfruttamento del debole sul forte. È per questo che nella FDP alla Soziale Gerechtigkeit si è contrapposta la Leistungs-Gerechtigkeit, ovvero la giustizia basata sui risultati e sulla produttività. Non quindi “a ciascuno secondo i suoi bisogni”, come raccomandava l’ideologia marxista, bensì “a ciascuno secondo la sua buona volontà”, come ci insegna la ragionevolezza.

Westerwelle ha anche saputo cambiare la propria immagine personale, mostrandosi meno ironico e salace (sul modello dei conservatori inglesi), meno esuberante e sicuro di vincere (sull’esempio dei politici americani), più severo e composto. Ha definitivamente accettato il fatto che il liberalismo all’anglo-sassone non potrà mai essere importato in Germania, neanche nei toni, visto che l’ironia viene troppo spesso confusa con lo sprezzo o interpretata come mancanza di serietà personale, e nulla conferisce più autorevolezza ad un oratore che un tono di vaga indignazione. Ma non ha per questo rinunciato a marcare un’effettiva differenza liberale sui temi economici, a partire dalla questione fiscale, su cui ha attenuato le sue proposte storiche, ma non ha affatto mollato la presa.

Non bisogna però fare l’errore di attribuire il successo di Westerwelle solamente al suo pragmatismo e alla concretezza sui temi economici e sociali, ignorando invece il suo grande slancio ideale sui temi etici e civili, che hanno permesso alla FDP di combattere alla pari con il suo naturale concorrente libertario: il partito dei verdi.
Sono infatti principalmente i liberali e i verdi tedeschi a propugnare e testimoniare con insistenza il valore più importante per un liberale nel metodo: la tolleranza. È grazie a loro se la società tedesca ha trovato proprio sui temi civili ed etici uno straordinario equilibrio normativo e culturale in un fertile dialogo tra cattolici, protestanti, musulmani (in Germania svariati milioni) agnostici e atei. È grazie a loro se i toni su questi temi rimangono sempre bassi, se non c’è paura o odio verso chi ha concezioni morali o modelli comportamentali diversi da quelli prevalenti e se non si usano i temi etici come strumento di potere per assicurarsi il consenso delle gerarchie religiose, che per altro in Germania, sia da parte cattolica che da parte protestante, non sembrano condividere l’oltranzismo della Curia romana e della Conferenza episcopale italiana.

Si tratta di un equilibrio pragmatico e di buon senso, come ho fatto notare qualche mese fa proprio su Libertiamo, parlando del disegno di legge sul fine vita dei cristiano-democratici tedeschi sottoscritta dalla cancelliera Merkel. Un equilibrio non-ideologico, non dogmatico, non oppressivo verso alcuno, frutto del dialogo, dell’empatia cristiana e del ragionamento illuminista. Guido Westerwelle in particolare, gay dichiarato, testimonia in prima persona con il suo rapporto stabile, ordinariamente “monogamo”, che gli omosessuali non sono un problema sociale né le vittime, colpevoli o incolpevoli, di un male morale irredimibile o di un conflitto interiore irrisolvibile. Anzi, per ironia della sorte, è toccato a questo gay libertario, che ama divertirsi e a cui non piace nascondersi, richiamare la Germania al dovere del lavoro, dell’impegno individuale e del rischio personale.

Ci vorrebbero più liberali come Guido Westerwelle anche in Italia, ma soprattutto più cittadini educati a ragionare con la propria testa, al senso critico. Forse è per questo che la promessa politica più importante dei liberali tedeschi è stata quella di aumentare ulteriormente i già alti investimenti nell’istruzione: solo cittadini intelligenti possono scegliere rappresentanti intelligenti.

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Senza nemici non si vince, vale anche per l’Afghanistan

Senza nemici non si vince, vale anche per l’Afghanistan

- Nella settimana successiva alla strage dei parà italiani a Kabul, il rapporto del generale americano in Afghanistan, Stainley McChrystal, ha infiammato il dibattito sulla missione internazionale nel paese che offrì la possibilità ad Al Qaeda di organizzare gli attacchi dell’11 settembre. Le forze occidentali hanno bisogno di una nuova strategia in Afghanistan per evitare uno scenario mai seriamente preso in considerazione, ovvero la vittoria dei Talebani, e tale strategia non può prescindere né dalla forza, né dalla diplomazia. Leggi tutto

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Italiani e stranieri: la cittadinanza è merito o rendita?

Italiani e stranieri: la cittadinanza è merito o rendita?

- Il Ministro Brunetta, nel suo intervento di Gubbio contro l’Italia della rendita, sulle politiche dell’immigrazione ha detto di essere più d’accordo con Gianfranco Fini che con i suoi avversari interni. Non ha aggiunto altro e non ha spiegato perché. Un giorno forse lo spiegherà, dando un contributo importante e, come è solito fare, “pesante” alla discussione politica del Pdl. Da parte nostra, pensiamo di condividere la posizione di Fini per una motivazione molto “brunettiana”. Che non è detto – sia chiaro – corrisponda a quella di Brunetta. Leggi tutto

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Rai: Della Vedova, privatizzazione unica soluzione

Rai: Della Vedova, privatizzazione unica soluzione

- Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato PdL

L’occupazione politica e partitica della Rai è un elemento costitutivo, non transitorio né eliminabile, dell’azienda del servizio pubblico nel nostro paese. Chi oggi a sinistra se ne lamenta, in realtà spera di poter tornare a fare quello che ha fatto in passato, cioè piegare la Rai ai propri interessi politici. Leggi tutto

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Per superare la cesura tra Nord e Sud, una riforma dell’università meno accademica

Per superare la cesura tra Nord e Sud, una riforma dell’università meno accademica

- Gli Atenei del Nord sarebbero più virtuosi ed efficienti di quelli del Sud del paese. E’ quanto emerge da una classifica elaborata dal Ministero dell’Istruzione sulla base della quale, da quest’anno, verrà distribuita una parte (il 7 per cento) del Fondo di Finanziamento Ordinario per le Università (FFO). Le Università più efficienti, dunque, dovrebbero ricevere più soldi di quelle meno attente a qualità dell’offerta formativa e ricerca, e, a quanto emerge dalla classifica stilata sulla base dei criteri di merito definiti dagli esperti del ministero, essa premia le strutture universitarie del Nord, piazzando al primo posto l’Università di Trento, seguita dai Politecnici di Torino e Milano, con le università meridionali molto staccate in classifica e quasi tutte relegate agli ultimi posti. Leggi tutto

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In Germania una vittoria di segno liberale, indicazioni utili per il Pdl

In Germania una vittoria di segno liberale, indicazioni utili per il Pdl

- Dal punto di vista politico, la vittoria della coalizione giallo nera (CDU/CSU-FDP) è inequivoca. E malgrado un sistema elettorale assurdo, dovrebbe consegnare della coppia Merkel-Westerwelle una solida maggioranza parlamentare. Leggi tutto

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Semplificazione: per un Diritto del lavoro comprensibile a tutti, applicabile a tutti – VIDEO

Semplificazione: per un Diritto del lavoro comprensibile a tutti, applicabile a tutti – VIDEO

- Le oltre mille pagine di cui consta oggi un codice del lavoro di normali dimensioni (incapaci, peraltro, di contenere per intero la normativa sulla materia, per la quale ne servirebbero addirittura il triplo) sono il frutto di una legislazione alluvionale e particolaristica, di volta in volta prodotta da legislatori pro-labour, su sollecitazione dei sindacati dei lavoratori, o da legislatori pro-business, su sollecitazione delle associazioni imprenditoriali.

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Riflessioni sparse sullo scudo fiscale

Riflessioni sparse sullo scudo fiscale

- I primi due scudi fiscali (2001-2003) permisero di riportare in Italia circa 80 miliardi, ma l’entità dei capitali italiani ancora su conti offshore è molto maggiore, secondo alcuni stimabile in circa 500 miliardi di euro. Si tratta di uno stock enorme: riportarne nel nostro paese una frazione è obiettivo difficilmente contestabile. Con lo scudo 2009, si punta a far rientrare fino a 100 miliardi. L’obiettivo di far rimpatriare i capitali italiani riparati nei paradisi fiscali non è di per sé scandaloso. Va affrontato pragmaticamente: i paradisi fiscali non vanno “condannati” (fanno competizione fiscale e contribuiscono a tenere le tasse più basse in tutto il mondo) e, di fronte ad essi, lo Stato italiano fa bene a individuare strumenti alternativi di competizione. Leggi tutto

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Le liberalizzazioni, dal lenzuolo al cuscino?

Le liberalizzazioni, dal lenzuolo al cuscino?

- Nella scorsa legislatura mi sono ritrovato più volte a criticare, per la loro eccessiva timidezza, le cosiddette “lenzuolate” di piccole liberalizzazioni condotte dal Ministro Bersani, che in vari casi richiamavano più la metafora del cuscino che quella del lenzuolo. Temo però che, pur in presenza di un Governo guidato da chi più volte ha promesso la “rivoluzione  liberale”, siamo passati, per quanto riguarda la politica delle liberalizzazioni, dalla timidezza ad una sorta di “autismo”. Leggi tutto

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In Afghanistan, McChrystal rispolvera i manuali di counter-insurgency

In Afghanistan, McChrystal rispolvera i manuali di counter-insurgency

- Lunedì scorso il Washington Post ha pubblicato amplissimi stralci del rapporto preparato dal  Comandante delle missioni ISAF (International Security Assistance Force) e USFOR-A (US Forces Afghanistan), Generale Stanley McChrystal, il primo da quando si è insediato nel paese il 15 giugno scorso. Il rapporto, datato 30 agosto, ha suscitato un ampio dibattito negli Stati Uniti e sarà ovviamente uno dei documenti chiave alla base della futura strategia degli USA e della NATO in Afghanistan. E’ importante sottolineare come la pubblicazione del rapporto sia tutt’altro che fortuita, come sempre accade in casi simili: le raccomandazioni di McChrystal – soprattutto in materia di aumento delle truppe USA sul campo – sono politicamente controverse per l’amministrazione Obama e per i Democratici nel Congresso. Dunque il fatto che il documento sia stato fatto trapelare appare un chiaro tentativo di forzare la mano del Presidente e del suo staff, al fine di accelerare un processo decisionale che finora è rimasto sostanzialmente fermo (come ricordato, il rapporto è stato trasmesso ai vertici politici americani quasi un mese fa). Leggi tutto

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