IBL: No Tax area, dalle parole ai fatti

L’Istituto Bruno Leoni accoglie con favore il crescente consenso attorno alla sua proposta di fare del Meridione una grande “no tax area”. Ma per il think tank torinese “è venuto il tempo di passare dalle parole ai fatti”.
E’ dalla campagna elettorale del 2008 che l’IBL ha chiesto di fare del Sud una “zona franca”, esentando dal pagamento delle imposte le imprese per dieci anni, in modo da attirare investimenti e dare nuovo stimolo all’economia locale. Su questa proposta, dopo un importante editoriale di Angelo Panebianco sul Corriere della sera (17 agosto 2009), è sorto un consenso significativo: imprese, categorie, destra e sinistra. Oggi con una sorprendente apertura il candidato alla segreteria del Partito Democratico Pierluigi Bersani propone anch’egli “Una no tax area per nuovi investimenti, a comicniare dal Sud, stabilita automaticamente, senza intermediazioni”.
E’ importante che questo nuovo consenso non sia solo una corrispondenza di buone intenzioni. Per questo, l’Istituto Bruno Leoni è determinato a convocare, a settembre, un tavolo bipartisan, con tutti i soggetti interessati. “La no tax area sarebbe uno strumento fondamentale per portare il Sud Italia fuori da una crisi che per il Meridione non è cominciata nel 2008”, spiega Alberto Mingardi, direttore generale dell’Istituto Bruno Leoni, “ed è positivo che ci sia un così ampio accordo su questa idea. E’ la politica che deve produrre norme, i think tank, gli accademici e la società civile possono solo produrre idee. Ma perché le une non siano indipendenti dalle altre, vogliamo riunire al più presto chi si sente pronto a fare propria questa proposta con chi già la condivide. Un tavolo bipartisan, con esperti e politici, per elaborare assieme una proposta che possa uscire dalle secche parlamentari e diventare una speranza concreta e reale per il Sud”.


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