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“Fermiamo quella legge, una mediazione c’è”

– Intervista di Benedetto Della Vedova a Il Giorno – QN – Resto del Carlino: “Serve un disarmo bipartisan”

Onorevole Della Vedova, crede che sul testamento biologico ci sarà bisogno di gesti eclatanti come quello attribuito a Fini?
“Mah, guardi, non so se il presidente Fini vorrà scegliere una via così forte dal punto di vista istituzionale, ma dal punto di vista politico vale quel che disse al congresso del Pdl: leggi come quella approvata dal Senato sono tipiche degli stati etici, perché impongono a tutti la visione di alcuni”.

In fondo, l’attivismo di Fini compre un vuoto di rappresentanza del Pdl, no?
“Chi dice che su questa materia Fini è di sinistra o è in malafede o è ignorante: la sua posizione è quella della Merkel, di Sarkozy, di Cameron e di tutti i maggiori partiti che aderiscano al Ppe. Nonché della maggior parte degli elettori del Pdl in Italia”.

Ma allora perché si insiste nel voler negare la libera scelta del malato?
“Alcuni lo fanno in buona fede, per altri è una forma di opportunismo clericale: un modo per compiacere il Vaticano. Personalmente, vorrei che la stessa capacità di autonomia dalla Chiesa che abbiamo, pur con posizioni che non condivido, sull’immigrazione, l’avessimo anche sui temi cosiddetti etici”.

Il ministro Sacconi propone di accontonare la discussione sul testamento biologico fissando solo l’irrinunciabilità di idratazione e alimentazione artificiali.
“Non sarebbe certo una mediazione… E sono sicuro che al primo ricorso la Consulta boccerebbe la legge in ottemperanza all’articolo 32 della Costituzione, quello che dice che i trattamenti sanitari non possono essere obbligatori”.

Sembra perà che un ammorbidimento del testo licenziato dal Senato sia difficile.
“E allora si abbia il coraggio di scrivere che anche i pazienti coscienti non possono rifiutare l’idratazione e l’alimentazione”.

C’è una via d’uscita?
“Sì, prendere atto che in questa fase non c’è nella maggioranza la possibilità di giungere a una legge prescrittiva: né nel senso del pieno rispetto della volontà del paziente, né nel senso dell’imposizione da parte dello Stato”.

Dunque?
“Dunque, se il testo della legge resta quello del Senato, alla Camera il Pdl si spaccherebbe”.

D’accordo, ma come evitarlo?
“Facendo tutti un passo indietro con una sorta di disarmo bilaterale: fissiamo con chiarezza il no all’accanimento terapeutico e all’eutanasia attiva e rimandiamo il resto a tempi più maturi. Allo stato, è meglio che a decidere su idratazione e alimentazione siano medici e familiari caso per caso”.

Le sembra una prospettiva realistica?
“Guardi, se il Pdl decide di non fare di questa legge una bandiera innestata sulla terna Dio, Patria, famiglia, compiendo così un clamoroso autogol, è possibile un ravvedimento. Tutto dipende da Berlusconi”.

Cosa si aspetta dal premier?
“Che torni allo spirito con cui, all’inizio della vicenda di Eluana Englaro, disse con grande chiarezza che lo Stato deve astenersi dall’intervenire. Una posizione assolutamente liberale”.


3 Responses to ““Fermiamo quella legge, una mediazione c’è””

  1. Andrea de Liberato ha detto:

    “leggi come quella approvata dal Senato sono tipiche degli stati etici, perché impongono a tutti la visione di alcuni”…. verrebbe voglia di scriverlo sulle case a caratteri cubitali, in stile Mussolini. Peccato che sarebbe un gesto davvero illiberale e tipico delle dittauture, una tentazione insoddisfabile. :-)

  2. Alberto Scarcella ha detto:

    “Tutto dipende da Berlusconi”. Esatto. È proprio questo il problema, non si tratta di un governo ma di un circo. Che sta perdendo anche la capacità di far ridere.

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