Una sentenza del Tar del Lazio ha annullato le ordinanze ministeriali che prevedevano che i docenti  di religione partecipassero agli scrutini, con effetti sulla valutazione degli studenti. Benedetto Della Vedova,  sentito dall’Ansa, si è dichiarato stupito dalla reazione scandalizzata della Cei alla decisione del giudice amministrativo.

“Mi sarei aspettato un atteggiamento esattamente opposto” – ha detto Della Vedova –  attento “a non mischiare Dio e Cesare, la Chiesa e lo Stato, l’educazione religiosa e la valutazione scolastica”.
“Non sono contrario all’ora di religione – ha proseguito – che risponde a una situazione di fatto”  visto che la “grande maggioranza degli alunni scelgono di frequentarla. Ma per come è configurato l’insegnamento della religione in Italia, che è subappaltato alle autorità ecclesiastiche con la scelta degli insegnanti – aggiunge il deputo del Pdl – e che prevede la possibilità per gli studenti di non frequentare le lezioni, mi sembra pacifico che la valutazione complessiva vada fatta da altri professori che conoscono tutti gli alunni”

La Cei, per voce di Diego Coletti, Presidente della Commissione episcopale per l’educazione cattolica, denuncia nella sentenza del Tar “il più bieco e negativo risvolto dell’illuminismo” . “’Non c’entra nulla l’illuminismo, non c’entrano nulla i valori, ma c’entra la realtà” replica Della Vedova, secondo cui “escludere gli insegnanti di religione dagli scrutini non sarebbe discriminatorio per loro. Ma la loro partecipazione sarebbe invece discriminatoria per gli studenti che non seguono l’ora di religione”.