Categorized | Comunicati, Il mondo e noi

In Cecenia il terrorismo non è più di opposizione, ma di governo

Zarema Sadulayeva, direttrice dell’ONG «Salviamo la generazione» e il marito Alik Dzhabrailo sono stati uccisi a Grozny. Si allunga la lunga lista delle vittime civili (giornalisti, oppositori politici, attivisti dei diritti umani) nella Cecenia “pacificata” e governata, con la benedizione di Mosca, dal regime di Ramzan Kadyrov.

Gli assassini non saranno arrestati né condannati. E’  probabile che invece siano processati dai tribunali russi quanti daranno voce al sospetto che dietro questi omicidi politici vi siano mandanti ed esecutori politici. Negli scorsi giorni Kadyrov  ha citato in giudizio un dirigente dell’ONG Memorial, che l’aveva accusato della resposanbilità dell’omicidio di Natalya Estemirova. E ci sono buone possibilità che i tribunali moscoviti gli rendano, per così dire, “giustizia”.

Dovrebbe apparire curioso che nella Cecenia di Kadyrov, interprete e beneficiario della strategia anti-terrorista di Mosca, gli unici “terroristi” che continuano ad operare con ampi margini di manovra siano quelli che ammazzano giornalisti, dissidenti e attivisti politici. Un terrorismo di governo – diciamo – e non di opposizione, che il regime “anti-terrorista” non riesce a sconfiggere. Per soddisfare questa curiosità bisognerebbe però ficcare il naso nelle “questioni interne” di Mosca, sfidando il geloso riserbo del governo russo e del suo uomo forte. E in Europa di leader politici e uomini di stato così curiosi francamente non se ne vedono.


Comments are closed.