Dati Ocse e Caritas confermano la necessità di un provvedimento urgente

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl

Nel Focus sull’immigrazione pubblicato quest’oggi dal Corriere della Sera, a cura di Maria Antonietta Calabrò, emerge chiaramente che il fenomeno della “clandestinità” nella gran parte dei casi non ha connotati criminali. L’assoluta maggioranza dei clandestini, come confermano i dati Ocse e Caritas, lavorano infatti stabilmente e non sono regolarizzabili non perché scelgano, con i rispettivi datori di lavoro, di “lavorare in nero”, ma perché, in quanto clandestini, non possono essere assunti.
Nei giorni scorsi ho sottolineato che, considerando solo  le richieste di assunzione effettuate nell’ambito dei decreti flussi 2007-2008, vi sono tra i 250 e i 300 mila stranieri impiegati in settori diversi dal lavoro domestico che attendono da due anni l’assunzione. Che il numero dei clandestini complessivamente presenti in Italia raggiunga il numero di 750 mila stimato dall’Ocse o il milione ipotizzato dalla Caritas, è certo che negare la realtà di questo fenomeno non aiuterà a governarlo in modo efficace.
L’intransigenza contro proposte di regolarizzazione più ampie di quelle riservate ai soli lavoratori domestici è in realtà una risposta politicamente “lassista”, che favorisce fenomeni di illegalità diffusa nel mercato del lavoro e di concorrenza sleale tra le diverse imprese, in particolare nei settori come l’agricoltura e l’edilizia in cui è maggiore la quota di manodopera straniera immigrata e in cui non esiste una manodopera italiana “sostitutiva”, come ha bene spiegato, in molte occasioni, Giuliano Cazzola.

Roma, 10 agosto 2009