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Ahmadinejad di nuovo Presidente, l’opposizione di nuovo in piazza.

– Ahmadinejad è di nuovo ufficialmente Presidente, di un paese “ufficialmente diviso”. Il suo insediamento non ha consentito la stabilizzazione della crisi né la ricomposizione dell’establishment iraniano.
Lunedì scorso Ahmadinejad era stato proclamato Capo dello Stato, con la “fredda” benedizione dalla Guida Suprema, Ali Khamenei. A poche ore dall’investitura ufficiale erano riesplose le proteste a Teheran. Stando ai blogger iraniani, che comunicano gli avvenimenti tramite il social network Twitter, e alla Cnn, vi sarebbero state manifestazioni imponenti, la polizia avrebbe sparato lacrimogeni per far cessare le dimostrazioni e le repressioni sarebbero state, come sempre, molto cruente.
Ma la vera protesta, che è stata indetta da tutte le forze riformiste, è scoppiata oggi, prima della cerimonia del giuramento. Stamattina infatti Mahmoud Ahmadinejad ha giurato come presidente dell’Iran. All’esterno del Parlamento le forze dell’opposizione hanno manifestato massicciamente. Come già lunedì scorso non erano presenti gli ex presidenti Mohammad Khatami e Hashemi Rafsanjani che hanno scelto di boicottare la cerimonia La polizia ha arrestato una decina di persone e vi sono stati violenti scontri.
Le potenze occidentali hanno deciso di riconoscere l’elezione di Ahmadinejad, accettandola in termini, per così dire, di fatto, senza appoggiarne la legittimità. Sono mancati i messaggi protocollari di auguri che Ahmadinejad ha liquidato sarcasticamente: “Abbiamo sentito che alcuni leader occidentali hanno deciso di riconoscere il nuovo governo ma di non congratularsi con esso… Beh, nessuno in Iran sta aspettando i vostri messaggi”. Il chiaro riferimento era ai paesi che hanno preso le distanze da Ahmadinejad: Usa, Francia, Germania, Gran Bretagna e Italia.
Nell’intervento del Presidente, il solito mix di appelli all’unità del Paese e di accuse contro le potenze straniere per le minacce alla sicurezza iranania.

Seguendo passo passo, tutto ciò che accade, ricordiamo che dallo scorso 25 giugno Libertiamo “veste di verde”, nello spazio della testata e nei principali elementi grafici del sito, per accompagnare la protesta democratica in Iran.


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