Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl

Le parole del ministro Scajola sulla opportunità di andare oltre le sole colf e badanti nella regolarizzazione dei clandestini che lavorano stabilmente nel nostro paese, dimostrano visione politica oltre che buon senso.
Avendo sancito per legge il reato di clandestinità (ingresso e soggiorno), ora non è più tempo di proclami ideologici, ma di buon governo. Per questo, con un po’ di sano pragmatismo, è bene che la opportunità di regolarizzazione venga estesa da famiglie e badanti anche a quelle imprese e a quei lavoratori stranieri altrimenti condannati allo stato di “delinquenti”. Che per altro, non sono pochi, né offrono un contributo irrilevante alle sorti dell’economia italiana: senza ulteriori provvedimenti rimarrebbero “irregolari” tra i 250 e i 300mila lavoratori extracomunitari (calcolando esclusivamente quanti hanno presentato richiesta di assunzione in base ai decreti flussi 2007 e 2008), impiegati nelle imprese italiane, soprattutto nelle costruzioni, nell’agricoltura, nel turismo, nell’industria manifatturiera e nel commercio al dettaglio. Si tratta di una cifra pari a circa il 10% della popolazione extracomunitaria regolarmente soggiornante (dati 2008).
Non vi è alcuna ragione economica e neppure di ordine pubblico che sconsigli una misura di che assicurerebbe risorse fiscali e contributive e consentirebbe di concentrare l’attenzione sugli aspetti dell’immigrazione clandestina che destano allarme sociale; e non penso che sia il caso dei pizzaioli, dei mungitori o dei magazzinieri.