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Padania is not Italy. Figurarsi Afghanistan.

Nell’uscita di Bossi sul ritiro delle truppe italiane dall’Afghanistan non c’è solo l’ennesimo “parlare a nuora perché suocera intenda”, che costituisce la trama della strategia di comunicazione e della stessa strategia politica del Carroccio.
Sbaglierebbe chi ritenesse che le parole di Bossi siano state solo dettate dall’opportunità di incassare il consenso crescente destinato a premiare chi chiede il disimpegno da missioni pericolose e costose, il cui legame con gli interessi nazionali appare poco visibile, indiretto, discutibile.
Il tema “internazionale” non solo si presta ad una facile e redditizia demagogia − c’è sempre una Danzica per cui non morire − ma è anche quello in cui dal punto di vista politico la logica “domestica” e anti-globalista del Carroccio trova i suoi sviluppi più organici e coerenti. Di lì nasce la diffidenza verso gli obblighi imposti dal quadro delle alleanze internazionali; su quella base si consolida l’idiosincrasia verso impegni di solidarietà internazionale che trovano la propria giustificazione politica (e non solo morale) in un quadro sovranazionale ideologicamente rifiutato come “schema” della politica di governo.
Dalla sua la Lega ha di certo gli umori profondi del Nord (che non “sono” il Nord, ma oggi ne segnano come nient’altro le dinamiche sociali e politiche) e una cultura politica reazionaria non alta, ma intelligentemente coltivata dal Senatur ed estremamente reattiva contro i pericoli del “meticciato” politico, religioso e culturale. Come i kosovari 10 anni fa, anche gli afghani oggi sono un “altro mondo”, che il cannocchiale rovesciato della retorica leghista confina, nella migliore delle ipotesi, nella categoria dell’esotico e, nella peggiore, in quella di un mondo che minacciosamente si muove e assedia i confini della patria nordista. E l’assedio non prende solo la forma dell’”invasione” migratoria, della concorrenza commerciale, dell’integrazione culturale, ma quella, ancora più astratta e perciò insopportabile, della solidarietà e responsabilità internazionale.
Non c’è dunque di che stupirsi se da questo solido localismo micro-nazionalista (che trova in Europa altri e peggiori riscontri e che solo la miracolosa intercessione berlusconiana ha finora contenuto nel perimetro del governo) venga fuori una voce che è ad un tempo anti-nazionale e anti-internazionale. Come direbbe Salvini: Padania is not Italy . Figurarsi Afghanistan.


One Response to “Padania is not Italy. Figurarsi Afghanistan.”

  1. Silvana Bononcini ha detto:

    Che bella redazione…. risolleva lo spirito!

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