Facci contro i gigolò della maldicenza anti-Cav. E contro il Pdl che fa la morale agli italiani

– Filippo Facci ha scritto sul Giornale un durissimo articolo contro i “piccoli gigolò della maldicenza” (il trio Travaglio-Gomez-De Lillo, autori dell’instant book “Papi, uno scandalo politico”) impegnati nel processo morale e politico del Cavaliere. Un articolo di attacco nei confronti della “triade”, ma non di difesa preconcetta e avvocatizia del suo “principale”, come lo chiamano quelli che “vorrebbero così dimostrare che io sono servo e dico il falso, mentre loro sono liberi e dicono la verità”.
Sul rapporto tra le donne e la politica (e anche tra i politici e le donne) ci sarebbe, secondo Facci, molto da dire. “Ma è un discorso serio e proprio il ‘lordume gossipparo’ l’ha spazzato via.” Delle veline in politica, dei criteri di promozione delle donne all’interno dei partiti, del sistema di selezione della classe dirigente femminile “prima di questa storiaccia se ne discuteva su Fare Futuro, non su Eva Expresso, o peggio ancora –  il peggio mai visto –  in questo libraccio da pidocchi del pube”.  Parlando con Libertiamo, Facci ribadisce le proprie convinzioni.
Partiamo da una domanda che a molti (e di certo a noi) sorge spontanea. Nel linciaggio mediatico del Cavaliere non hanno gioco facile i suoi nemici ad usare gli stessi argomenti, lo stesso perbenismo, lo stesso moralismo che per anni, da destra, si è usato per stigmatizzare il relativismo morale con cui la sinistra avrebbe avvelenato la cultura civile del Paese? Se un partito sembra impegnato nella missione di rifondare “antropologicamente” il rapporto fra morale e politica e non si preoccupa di mischiare sistematicamente le questioni dell’etica pubblica e di quella privata, è inevitabile “impallinare” il suo leader se non si dimostra coerente con una morale così esigente…
“L’attacco a Berlusconi – risponde Facci –  è un attacco ‘a prescindere’. Lo schema dell’attacco è, come ho scritto, seriale. Berlusconi e il berlusconismo sono, in sé, il nemico. Un nemico che di volta in volta è morale, politico, di classe, culturale… Nel tentativo di ‘mostrificare’ il Cavaliere si usano gli strumenti che l’attualità politica o la cronaca rendono disponibili. Li si usano tutti. In modo del tutto indiscriminato. Oggi è attaccato per la sua incoerenza sui temi morali, prima lo era per la sua coerenza sui temi fiscali ed era accusato di essere un difensore degli evasori, o sul garantismo, ed era accusato di essere un mafioso…”
“Detto questo –  continua Facci –  proprio la ‘professione seriale’ di moralismo nei confronti del Cavaliere rende più difficile, se non impossibile, per il Pdl continuare ad usare il tema dei valori in modo divisivo, discriminatorio e contundente. L’ha già scritto Flavia Perina sul Secolo d’Italia ed io sono d’accordo con lei. Oggi, per difendere il Cavaliere, si utilizza l’argomento della difesa del privato, del diritto al privato. Ed è un argomento sacrosanto. Ma è evidente che vi sono una serie di proposte di questo governo (dal testamento biologico, alla prostituzione) che attaccano proprio il privato delle persone, ‘politicizzandolo’ con argomenti moralistici e ‘criminalizzando’ su questa base comportamenti, scelte e preferenze del tutto individuali. Da questo punto di vista il velo dell’ipocrisia è caduto ed è bene che sia così. Questo vale anche rispetto al tema-simbolo della famiglia. Nel Pdl nessuno nasconde più la propria vita sentimentale extra-familiare e perfino extra-coniugale. I politici divorziano normalmente, lasciano i propri coniugi, o ne vengono lasciati. Non so fino a che punto e su quale base questi stessi politici possano opporsi al divorzio breve e continuare a difendere con le unghie e con i denti una disciplina ostruzionistica del divorzio, per compiacere i desiderata di uno stato estero di cui non importa quasi più nulla a nessuno, il Vaticano.”
Eppure –  obiettiamo –  il Pdl non sembra affatto intenzionato a cambiare registro. Più cresce lo scandalo, più si rovista nella spazzatura mediatico-giudiziaria per insozzare il Cavaliere, più la retorica dei valori non negoziabili e della bio-etica come frontiera della nuova civilizzazione politica del paese sono posti al centro dell’agenda istituzionale.
“E’ una cosa –  risponde Facci –  che non capisco e che rispetto a Berlusconi (che è attento, anche ‘commercialmente’, a ciò che la gente pensa e compulsa quotidianamente i sondaggi)  neppure mi spiego. E’ vero che la gente vota guardando di più al portafoglio che alle libertà civili, ma l’aspetto per me più sconvolgente di questa deriva è che si scelgono e si difendono con il massimo dell’intransigenza posizioni assolutamente minoritarie, avversate o mal tollerate dalla gran parte dell’opinione pubblica. Io non so chi abbia convinto Berlusconi a impelagarsi nel caso Englaro con una posizione come quella che ha assunto. Ma so che presto o tardi molti elettori del Pdl si stancheranno di tutto questo. Non è semplice votare per un partito che vorrebbe mandare i carabinieri ad impedire ai medici di adempiere alla volontà dei malati. E non penso di essere il solo a pensarlo.”
“Il paradosso, oggi, è che il Pdl è disposto a sposare in modo automatico e a volte spericolato gli umori e le paure dell’opinione pubblica su quasi tutti i temi, fuorchè su quelli che riguardano le libertà individuali. Mi manda letteralmente in bestia – prosegue Facci – l’idea che le camere abbiano votato a furor di popolo una norma, in base a cui nei reati di violenza sessuale l’applicazione di una misura cautelare comporta obbligatoriamente la carcerazione dell’indagato: una scelta insensata fatta sulla scia dell’indignazione popolare per un reato (il famoso “stupro di capodanno”) che le indagini hanno poi dimostrato non essere stato commesso. Invece sul testamento biologico – tema che non lascia affatto indifferente l’opinione pubblica – di quello che pensa la gente non sembra letteralmente importare niente a nessuno. Oppure, al contrario, sull’aborto, spinti da Ferrara e da Buttiglione, si inventano problemi che non esistono e che quasi nessuno, tra i cittadini, avverte come tali.”
Ma questo forse è anche il risultato di un lungo lavoro di costruzione di un’identità culturale a cui i catto-tradizionalisti, atei-devoti, teo-vat e compagnia cantante si sono comunque dedicati in questi anni con serietà e rigore, mentre i ‘laici’, o almeno la gran parte di loro, ritenevano che la figura di Berlusconi fosse di per sé una garanzia sufficiente di laicità e avrebbe impedito comunque una regressione confessionale del partito. Invece, con ogni evidenza, la ‘diga’ di Berlusconi non ha tenuto….:
“E’ vero, c’è stato un lavoro di costruzione e di relazione, di insediamento dentro il partito e di legittimazione all’esterno del partito. Ma tutto questo non spiega affatto la cosa per me incomprensibile: perché Berlusconi continui ad andare dietro a costoro. Il passaggio dal progetto del partito liberale di massa a quello di una grande forza popolare e nazionale, aderente al PPE, non spiega affatto questa svolta, perché nel PPE non c’è nessuno che sui temi civili abbia le posizioni massimaliste che sono oggi prevalenti nel Pdl”.
Un ultima domanda, forse scontata, ma non gratuita. Aldo Cazzullo ha scritto che in qualunque altro paese una vicenda di questo tipo avrebbe fatto saltare il premier, mentre in Italia questo non è successo e non succederà. Tu che ne pensi?
“Penso che sia vero. Ma penso anche – e non è una risposta di comodo – che l’Italia sia davvero un’altra cosa, sia davvero diversa. Forse messa peggio di altri paesi. Ma non per colpa di Berlusconi. Il rapporto giustizia-informazione-politica funziona in modo diverso, perché né la giustizia, né l’informazione né la politica hanno mai funzionato come negli altri grandi paesi europei. All’estero un leader politico non sarebbe sopravvissuto alle vicende giudiziarie che hanno segnato la vicenda politica di Berlusconi. Ma la colpa non è degli italiani, né di Berlusconi, bensì della giustizia italiana, della sua scarsa credibilità, della sua lentezza, della sua parzialità, della sua immagine tutt’altro che super partes. Un leader politico tedesco o inglese aspetterebbe la conclusione delle indagini che lo riguardano prima di tornare in campo. Ma se in Italia si volesse applicare questa regola, dal 1994 in poi Berlusconi se ne sarebbe dovuto stare in panchina. All’estero la stessa vicenda Finivest-Mediaset sarebbe anomala, ma non sarebbe stata neppure possibile quella della Rai. L’Italia è un insieme di anomalie che si spiegano e si giustificano l’una con l’altra. Si può dire che ad essere anomala è l’Italia e dunque, come ogni cosa italiana, lo è anche Berlusconi, come leader e fenomeno politico.”


5 Responses to “Facci contro i gigolò della maldicenza anti-Cav. E contro il Pdl che fa la morale agli italiani”

  1. Giorgianni ha detto:

    bah,il fatto è che di questa storia in molti siamo annoiati, ma per lo meno quel trio di sfaccendati a corto di idee ha trovato, grazie a Berlusconi, pranzo e cena per un annetto,il che non è poco, visto che non sanno lavorare.

    Questo squallore a parte ci rammarichiamo certo dello scarso laicismo del Pdl.

  2. Mario ha detto:

    A sinistra mancano strategia, progettualità e contenuti e non sanno più a cosa attaccarsi pur di dire qualcosa: dall’altra parte si lavora e si fa, neanche troppo male. Purtroppo pero’ l’oltranzismo baciapilesco della destra e’ vero, fastidioso ed anacronistico. La nostra cultura e’ figlia del cristianesimo, non del cesaropapismo

  3. Fiore ha detto:

    Caro Mario non è proprio così. Travaglio non direi sia di sinistra
    e ti contrabatto anche sul fatto che manchino progettualità e contenuti. Tutto un pò lungo da scrivere e spiegare qua.
    Il discorso è che siamo tutti stufi delle storielle private del Presidente, peccato che le escort gitino per un Palazzo che non è di SUA proprietà ma di noi italiani e che questa sua immagini libertina faccia a pugni con l’immagine che LUI stesso ci ha descritto. Effettivamente è vero che l’Italia è un paese strano che non segue sicuramente i parametri degli altri stati, ma stavolta stiamo andando un pò troppo oltre e…non diamo la colpa ai comunisti e alla stampa perpiacere! La prima a gettare benzina sul fuoco è stata la Sig.Berlusconi con “il Giornale” ecc ecc ecc..
    Vorrei vedere quale opposizione al mondo avrebbe guardato senza commentare..
    Scusatemi ma mi sembrava giusto dirlo
    FIore

  4. Giorgianni ha detto:

    caro Fiore , rispondo io che effettivamente Berlusconi è uno spudorato mentitore : ha dichiarato ” non sono un santo “.
    Come osa?
    Come credere che non sia un santo uno che arriva a Napoli dopo mesi e mesi di disastro rifiuti di fronte al mondo , con la sinistra amministrazione e risolve tutto in 15 giorni ?
    come credere che non ci sia qualcosa di soprannaturale in uno che sposta il G8 all’Aquila,ma l’imprevisto ripresentarsi di sussulti sismici fino alla vigilia si interrompe miracolosamente solo nei tre giorni del summit ( scontentando D’Alema e le sue preghiere).
    E che dire del bene della grande fiducia profusa ai 55/65enni che magari temevano per il loro futuro nel campo dell’amore.
    Io se fossi in lei scriverei piuttosto a Famiglia Cristiana proponendo l’avvio dell’istruttoria di santificazione e l’ipotesi di sostituire il culto di Padre Pio con quello di Berlusconi ( con tutti i diritti commerciali riservati a Mediaset beninteso).
    un caro saluto e buone ferie e sotto l’ombrellone si legga “Papi”

  5. Alberto Scarcella ha detto:

    Facci è un pennivendolo, come gli altri, e come gli altri ha ogni tanto uno sprazzo di onestà intellettuale.

    Sulla faccenda di Berlusconi e le sue amanti l’unica cosa intelligente che si possa dire è: SILENZIO. CI SONO COSE INFINITAMENTE PIù IMPORTANTI. Di moralità e costume si può discutere all’infinito, inutilmente. E la discussione stessa su questo tipo di temi arreca danni seri perchè distoglie l’attenzione da questioni ben più serie e pian piano inverte la scala di valori delle persone, rendendo l’opinione pubblica una platea di idioti sensibili solo a tematiche da quinta elementare. E siccome le elezioni le decidono proprio questi bovini, ben più numerosi di noi esseri umani, mi pare ovvio quale sia la logica conclusione.

    In un contesto simile il dovere di giornalisti e intellettuali, (se tali realmente sono) è di riportare l’attenzione della massa sulla tematica seria, importante. Lo scandalo e il pettegolezzo sono il veleno della cultura, e dove manca quel minimo di cultura manca anche la moralità, e prospera la delinquenza, sia quella “illegale”, che quella “legale”.

    In defitiva se sei una persona seria e resposabile e ci tieni a te stesso e agli altri, devi boicottare e bandire questa sotto-cultura dalla tua vita. È consequenziale. Un cervello ormai in moto rifiuta questa spazzatura, se la accetta e la chiede significa che non è in moto. È prossimo alla morte.

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