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Proposte ragionevoli per una manovra più incisiva

– E’ molto probabile che il Governo ponga la fiducia sul decreto anti-crisi: la pausa estiva incombe e le risorse sono oltremodo scarse (inutile immaginare modifiche che comportino oneri per l’erario, si trattasse pure di riduzioni fiscali). Dal Parlamento sono arrivati circa 1100 emendamenti e non si tratta solo di proposte ostruzionistiche dell’opposizione. Dalle fila del Pdl è stata messa tanta carne a cuocere e sarebbe davvero un peccato se il Governo, dovendo redigere un maxi-emendamento, chiudesse gli occhi di fronte a misure ragionevoli, che non comportino costi aggiuntivi e che siano capaci di irrobustire gli effetti di alcune delle misure di rilancio dell’attività economica previste dal decreto.

Su tutte, ovviamente, spicca la proposta di equiparazione dell’età pensionabile delle donne nel pubblico impiego. Ci sono più proposte sul campo (l’emendamento Cazzola-Della Vedova, ma anche la formulazione che Maurizio Sacconi aveva presentato nella scorsa legislatura e la proposta di Renato Brunetta), che si differenziano sulla gradualità dell’intervento e sulla destinazione dei risparmi di spesa (da qui al 2018, circa 2,5 miliardi di euro, quasi 300 milioni all’anno), ma che permetterebbero finalmente un riequilibrio importante sul fronte della spesa sociale: anziché “risarcire” le donne della loro funzione welfaristica con una più bassa età di pensionamenti, si irrobustirebbero i servizi per la maternità, per l’infanzia e per anziani e disabili. Pende sull’Italia la sentenza di condanna della Corte di Giustizia Europea e, soprattutto, grava sul paese il peso di questo anacronistico e inefficiente squilibrio “donne su donne”: nonne in pensione presto, ma giovani madri sempre più in difficoltà nel conciliare famiglia e lavoro. Equiparata l’età pensionabile per le dipedenti pubbliche, si potrà poi aprire il fronte dell’equiparazione anche nel privato. Il Governo superi le resistenze dei mesi scorsi (soprattutto quelle, quasi ideologiche, del ministro del Welfare) e non abbia paura di mostrare i muscoli.

Il perno della manovra estiva è rappresentato dalla Tremonti-ter, la detassazione (selettiva) degli utili reinvestiti, per la quale si è già aperto un serrato confronto con le imprese sulla durata dell’agevolazione e sui beni interessati. Proprio dalle imprese, va detto, sono arrivate altre misure interessanti che l’esecutivo con pragmatismo dovrebbe analizzare e, se possibile, recepire. Da parte nostra, abbiamo annunciato il nostro endorsement (con due emendamenti a firma Della Vedova) a due proposte avanzate da Confindustria Giovani a Santa Margherita Ligure, in materia di investimenti e patrimonializzazione delle aziende. Da un lato, si dà mandato al Governo, nel già previsto piano di revisione dei coefficienti di ammortamento, di individuare un insieme di beni per i quali abolire tout court il piano di ammortamento: gli investimenti verrebbero inclusi ai fini fiscali tra i costi dell’anno in cui sono realizzati. Soprattutto per le start-up, si tratterebbe di un alleggerimento burocratico e di un incentivo all’investimento. Sul fronte della patrimonializzazione, poi, si chiede l’applicazione di un’imposta sostitutiva del 12,5 per cento per i maggiori utili conseguiti nel triennio 2010-2012 rispetto alla media del triennio precedente, qualora accantonati in un fondo di riserva. Occorre agevolare dal punto di vista fiscale gli apporti di capitale per il rifinanziamento delle nostre imprese: per molte aziende, si tratta di un’esigenza impellente, che permetterebbe di reagire con tempestività alla stretta sul credito.


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

One Response to “Proposte ragionevoli per una manovra più incisiva”

  1. antonluca ha detto:

    nice one, mate!

    ….and FLAT TAX PER IL SUD!

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