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Change Iran- Go Green. Continua la repressione, ma l’ordine non regna sovrano

– Durante questa settimana, dopo giorni di apparente calma, è riesplosa la protesta a Teheran con migliaia di persone in piazza e nuovi scontri tra manifestanti, da un lato e forze di sicurezza e milizie basiji, dall’altro, oggi in mano al figlio della Guida Suprema, Ali Khamenei. I sostenitori del leader dell’opposizione Mir Hossein Moussavi, ma anche molti studenti senza alcuna appartenenza politica, hanno sfidato il divieto del regime tentando di raggiungere in corteo l’Università di Teheran.
Nel giorno dell’anniversario della rivolta studentesca del 1999 – 9 luglio – i manifestanti sono scesi massicciamente in strada, e le forze dell’ordine in tenuta antisommossa, per disperdere i cortei, hanno usato lacrimogeni, picchiato con i manganelli, sparato in aria.
Secondo alcuni blogger, vi sarebbero state proteste anche in altre città del Paese. Le notizie “postate” però, non sono confermate da fonti indipendenti poiché i pochi giornalisti stranieri presenti nel Paese sono limitati negli spostamenti ed è impedito loro di documentare le proteste. Nonostante gli scontri e le tensioni crescenti nel Paese, il Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha lanciato l’ennesima sfida all’Occidente sostenendo che tutti dovranno trattare con il suo Governo, che è tornato al potere legittimamente con il sostengo di 40 milioni di voti.
Intanto, la spaccatura all’interno dell’establishment iraniano sembra sempre più profonda ed insanabile.
Continuiamo a “vestire di verde”, nello spazio della testata e nei principali elementi grafici del sito, per accompagnare la speranza dei giovani democratici di Teheran. La repressione continua, ma fortunatamente l’ordine del regime degli hayatollah non regna sovrano.


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