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Una Cina meno libera è più pericolosa, anche sul piano economico

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl

– I disordini scoppiati nello Xinjiang, che hanno portato all’ennesima repressione a danno della minoranza musulmana degli uiguri, hanno coinciso con la visita in Italia di Hu Jintao e hanno suscitato, immediatamente, parole di monito accorte, ma inequivocabili da parte del Presidente della Repubblica. La repressione dei buddisti tibetani e dei musulmani uiguri non è solo una questione interna alla Cina, ma una cartina di tornasole eloquente della natura politica di un regime decisivo per l’equilibrio delle relazioni globali.
Continuo a ritenere che l’evoluzione economica della Cina sia un formidabile occasione di crescita per l’intera economia mondiale, consentendo l’apertura di un mercato sterminato e l’utilizzo di un importante polmone finanziario. Quello “protezionista” è il piano su cui l’Italia ha più da perdere nel rapporto con il gigante cinese.
Anche dal punto di vista economico della Cina dobbiamo temere, oggi più che mai, solo i ritardi nel processo di democratizzazione: in primo luogo, perché l’assenza di libertà civile e sindacale abbassa artificiosamente il costo del lavoro e altera le condizioni di concorrenza; in secondo luogo perché l’opacità del regime e l’assenza di condizioni di trasparenza e di libera informazione rendono la Cina un partner meno affidabile per ogni accordo sul piano economico-commerciale; in terzo luogo perché, in presenza di un controllo pervasivo e discrezionale del governo su tutte le attività economiche, l’assenza di istituzioni di mercato e di regole poste a garanzia della libertà contrattuale e della libertà di iniziativa degli investitori costituisce un rischio per quanti scelgono di avventurarsi sul promettente, ma complicato, mercato cinese.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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