– Nell’approvare la legge sulla sicurezza, da parte del Governo e della stessa forza politica, la Lega, che più ha insistito per il varo della misura sul reato di clandestinità, si è ripetutamente assicurato che l’obiettivo della legge era quello di stroncare la criminalità straniera e interrompere il “traffico” di clandestini verso il territorio italiano, non quella di punire e di perseguire gli stranieri che sono stabilmente inseriti nel mercato del lavoro italiano.
Poiché la legge approvata punisce però non solo l’ingresso ma anche il soggiorno irregolare degli stranieri extracomunitari, in assenza di altre misure, le centinaia di migliaia di irregolari che lavorano (in alcuni casi, da parecchi anni) stabilmente nelle imprese e nelle famiglie italiane diverrebbero, per legge, criminali. Sostenere che la legge non è retroattiva non “salva” nessuno di loro, perché, successivamente all’entrata in vigore della legge, essi rimanendo in Italia continuerebbero a compiere ogni giorno il reato di “soggiorno” clandestino.
La regolarizzazione dei lavoratori stranieri irregolari (in parte consistente già perfino censiti dal Ministero dell’Interno) si impone dunque come un complemento necessario della legge sulla sicurezza, se si vuole che essa adempia davvero alle finalità dichiarate dall’esecutivo.

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Fonte Radioradicale.it Licenza 2.5 Ita