– Definitivamente inserito nel nostro ordinamento il reato di clandestinità, si rende necessario passare ad un piano straordinario di regolarizzazione degli extracomunitari che già lavorano stabilmente, ancorché in modo irregolare, nel nostro paese. Pensiamo alle centinaia di migliaia di badanti ma anche a tutti coloro che prestano la propria opera professionale nei vari settori produttivi.

La regolarizzazione – sulla scia di quelle sucessive al varo della Turco-Napolitano e della Bossi-Fini – avrebbe in primo luogo l’effetto di non trasformare il pacchetto sicurezza in una grida manzoniana: dal momento che sarebbe poco credibile trasformare l’esercito di badanti e lavoratori già presenti in Italia in fuorilegge da perseguire penalmente, senza la loro regolarizzazione il reato di clandestinità perderebbe subito di efficacia. Le rassicurazioni sulla non retroattività del reato penale, non sembrano sufficienti a chiarire la situazione, dal momento che la legge parla di “ingresso” ma anche di “soggiorno”.

La regolarizzazione dei lavoratori già presenti sul nostro territorio molti dei quali ne hanno di già fatto richiesta, non sarebbe contraddittoria con il varo di norme più rigorose sull’immigrazione, ma darebbe più credibilità alle nuove norme e garantirebbe di recuperare alla legalità – con i relativi benefici per le entrate fiscali e contributive – centinaia di migliaia di lavoratori di cui famiglie e imprese non potrebbero fare a meno.