– Fiocco azzurro (o blu?) al Parlamento Europeo dove è nato un nuovo gruppo di centro-destra, su iniziativa principalmente dei Conservatori inglesi di David Cameron e del Partito Civico-Democratico di Vaclav Klaus e Mirek Topolanek.
Il nuovo gruppo denominato Conservatori e Riformisti Europei unisce vari partiti liberali e conservatori con un approccio “eurorealista” in contrapposizione alla linea “euroentuasiasta” del Partito Popolare Europeo (PPE). Ne fanno parte, tra gli altri, i liberisti fiamminghi della Lijst Dedecker e la destra polacca di Legge e Giustizia.
L’idea di costituire un nuovo gruppo era nell’aria da tempo, tanto che già nel 2006 i britannici e i cechi avevano lanciato il Movement for European Reform, prodromo del gruppo che adesso è stato ufficialmente costituito.Il nuovo gruppo pare nel complesso più liberista e più convintamente atlantista del PPE, senza esserne più confessionale sui temi della biopolitica. In effetti le posizioni dei partiti membri sui temi eticamente sensibili sono variegate e in ogni caso questi restano fuori dal manifesto politico del gruppo, racchiuso nei dieci principi della Dichiarazione di Praga:

1)    Libera impresa, competizione, commercio libero e corretto, regolamentazioni minime, tasse più basse e governo limitato come fondamentali catalizzatori per la libertà individuale e la prosperità personale e nazionale.
2)    Libertà dell’individuo, maggiore responsabilità personale e un sistema politico che risponda ai cittadini.
3)    L’importanza della famiglia come fondamento della società.
4)    Un approvvigionamento di energia sostenibile e pulita, con un’enfasi sulla sicurezza energetica.
5)    L’integrità sovrana dello stato nazionale, in opposizione al federalismo europeo ed un rinnovato rispetto per una vera sussidiarietà.
6)    Un accresciuto valore della sicurezza transatlantica in una NATO rivitalizzata e un sostegno alle giovani democrazie in Europa.
7)    Un’immigrazione controllata con efficacia e la fine dell’abuso delle procedure di asilo.
8)    Servizi pubblici efficienti e moderni e sensibilità ai bisogni delle comunità sia urbane che rurali.
9)    Fine degli sprechi e dell’eccessiva burocrazia ed un impegno per maggiore trasparenza e onestà nelle istituzioni europee e nell’uso dei fondi europei.
10)    Rispetto e trattamento equo per tutti i paesi dell’Unione Europea, nuovi e vecchi, grandi e piccoli.

Come si nota, ad alcuni tratti più propriamente conservatori si affianca un chiaro indirizzo liberale e liberista nell’affermazione della centralità dell’individuo, nella difesa della libertà di impresa e del libero mercato e nella lotta alla burocrazia e all’eurocentralismo.
Obiettivamente è improbabile che il PDL possa mai scegliere di abbandonare il PPE per aderire a questo nuovo gruppo: Berlusconi sa di avere bisogno, soprattutto in questa fase, della legittimazione internazionale che gli deriva dall’essere parte del partito europeo di maggioranza.
Tuttavia il percorso dei Conservatori-Riformisti  merita interesse e non è detto che in futuro il gruppo di Cameron e Topolanek non possa divenire un plausibile approdo per una forza italiana di centrodestra.
Di certo si tratterebbe di una prospettiva più promettente di quella offerta oggi, ad esempio, dal gruppo liberaldemocratico che è diventato per molti versi una sorta di gruppo misto, in cui a posizioni ragionevolmente liberali si affiancano posizioni genericamente centriste, liberalsocialiste, socialdemocratiche e persino quelle di un partito come l’Italia dei Valori di Di Pietro.