Se nei prossimi anni Barroso decidesse di essere audace

Socialisti e verdi l’accusano di essere troppo orientato verso il libero mercato, eppure ciò che è mancato nei cinque anni della sua presidenza è stato proprio l’afflato liberale e liberalizzante che da lui ci si sarebbe aspettati. Parliamo di Josè Manuel Barroso, la cui riconferma alla carica di presidente della Commissione Europea appare ormai scontata. Ma a questo punto, saprà Barroso – come si chiede oggi un editoriale del Wall Street Journal – essere bold (audace)?
“Il suo sostegno al libero scambio e alla liberalizzazione del mercato – si legge nel pezzo dell’importante quotidiano in lingua inglese – sembra genuino. Sfortunatamente, ci sono aree in cui gli stati membri e la politica internazionale hanno la meglio sui poteri della Commissione”. Come a dire, i poteri Barroso li avrebbe, le idee pure, ma è la politica che comanda.Non è un caso che negli ultimi mesi siano stati i governi dei paesi più gelosi delle loro prerogative – la Francia di Sarkozy in testa – ad avanzare qualche dubbio strumentale alla riconferma di Barroso, proponendo magari il rinvio della decisione e infine sottolineando come il supporto al portoghese fosse “inequivocabile” ma non “incondizionato”.
A metà giugno, leggevamo su EU Observer le seguenti dichiarazioni del presidente francese: “Abbiamo chiesto al signor Barroso… di chiarire, di formalizzare, in qualche modo, le sue intenzioni per il secondo mandato… impegnandosi personalmente in un’Europa che protegga gli europei”. Chi ha orecchie per intendere, intenda.
A Barroso, andrebbe invece chiesto l’esatto contrario di ciò che Sarkozy goffamente pretende: il presidente della Commissione usi il suo secondo mandato per un autentico braccio di ferro con le forze protezioniste e stataliste del Vecchio Continente. La politica per la concorrenza, come sottolinea ancora il WSJ, è un esempio importante: è lì che va compiuta una virata strategica. L’operato dell’Antitrust va focalizzato sulla tutela dei consumatori, abbandonando le crociate quasi ideologiche contro le multinazionali (spesso americane) ree di detenere potere di mercato.
Ma le partite da giocare sono tante e l’attuale recessione le rende quanto mai importanti per le chance di rilancio dell’economia continentale: apertura del commercio internazionale, riforma della politica agricola, apertura agli ogm, liberalizzazione dei servizi, mercato delle reti energetiche.
Se la politica prevale sulla tecnocrazia, al capo della burocrazia europea bisogna chiedere di fare politica. Questa volta non si gioca nessuna riconferma, sfrutti l’occasione per un quinquennio di sano disordine.


2 Responses to “Se nei prossimi anni Barroso decidesse di essere audace”

  1. Ghino di Tacco ha detto:

    Addirittura Barroso è stato costretto a “smentire” di essere mai stato un “neo-liberista” ma sempre un riformatore di centro attento alla coesione economica e sociale…
    Ormai essere liberisti pare un’accusa peggiore della pedofilia…

    http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/News/132341

  2. Jean Lafitte ha detto:

    “Ormai essere liberisti pare un’accusa peggiore della pedofilia…”

    e mi pare pure giusto dopo i drammi che avete provocato…

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