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CHANGE IRAN, GO GREEN. Vesti il colore della protesta. PARTECIPA

– Da mezzanotte Libertiamo cambia pelle e veste il colore dei manifestanti iraniani.  Partecipa anche tu.  Dai la tua adesione nei commenti

Nelle piazze iraniane, a partire da quelle di Teheran, sembra tornato a regnare l’ordine del terrore contro il “disordine” delle manifestazioni civili che sfidano il regime degli hayatollah. Le simbologie e le voci della protesta appaiono soffocate. Non è tornata la calma. Ha preso il sopravvento la forza intimidatoria con cui il regime, attraverso la violenza dei basiji nei confronti dei manifestanti e le blandizie della Guida Suprema Khamenei nei confronti degli avversari interni sospettati di complicità con la protesta, tenta di ripristinare il proprio dominio sulla società iraniana.
Non siamo vicini alla pacificazione. Potremmo essere, al contrario, vicinissimi alla resa dei conti definitiva. E’ il momento più difficile e pericoloso per quanti hanno scelto di animare la protesta, trascinando quello che all’inizio appariva uno scontro interno all’establishment di Teheran in una rottura più complessiva degli equilibri politici, sociali e civili su cui si regge, in modo sempre più precario, la Repubblica islamica iraniana.
Il rischio che l’isolamento dei manifestanti e la repressione di massa preluda ad un bagno di sangue è altissimo. Quella mediatica è al momento l’unica protezione che la comunità internazionale può concretamente offrire a quanti hanno manifestato e, da ciò che sembra, torneranno a manifestare in Iran per ricordare le vittime delle violenze. L’informazione è l’unica arma per spezzare l’isolamento politico e, quindi, l’oblio per le ragioni e per i protagonisti della rivolta democratica di Teheran. Intanto dai blog iraniani, anche nelle ultime ore, arrivano notizie di spari sulla folla e di violenze indiscriminate.
Attraverso il web, in varie forme, sono giunte le notizie e le immagini più drammatiche della protesta, a partire da quella della giovane Neda Agha Soltan, che ne è divenuta la tragica icona. Attraverso il web, si sono organizzate le manifestazioni, attraverso il passaparola on line si sta tentando di aggirare i blocchi materiali e simbolici opposti, purtroppo con successo, al dilagare della rivolta.
E’ giusto che, proprio attraverso il web, si testimoni l’attenzione politica e la sollecitudine morale nei confronti dei manifestanti. Dalla mezzanotte del 24 giugno fino (almeno) a domenica, Libertiamo.it vestirà il colore della protesta: una piccola campagna on line, che abbiamo chiamato: Change Iran, Go Green a cui invitiamo ad aderire altre testate, siti o blog.
Nelle strade di Teheran il colore dell’Islam è divenuto il simbolo di una mobilitazione che inneggia alla libertà civile e contrasta l’oppressione teocratica. In mezzo a tante tragedie che si sono consumate e ad altre, peggiori, che si annunciano, questa è una bella notizia. Anche e soprattutto per quanti avevano sino ad oggi identificato, non senza ragione, nell’onda verde islamica una minaccia montante contro le libertà e la sicurezza dell’Occidente.


15 Responses to “CHANGE IRAN, GO GREEN. Vesti il colore della protesta. PARTECIPA”

  1. Giovanna ha detto:

    Ottima iniziativa. Aderisco convintamente!

  2. Silvestro Gallipoli ha detto:

    Non nascondo che, che solo pochi giorni fa, dopo l’impiccagione di Delara Darabi, il mio disprezzo per gli iraniani era al culmine. Ora, invece, la dignità dei giovani iraniani, la loro voglia di libertà, il loro coraggio nel ribellarsi al potere teocratico non possono non essere per me motivo di profonda ammirazione per un popolo degno dei suoi trascorsi storici precedenti all’islamizzazione. Resta, anzi monta, il mio disprezzo per il regime ed i suoi rappresentanti. Mi vergogno del fatto che, come principali partner economici, continuiamo a finanziarli. Ma dove sono i pacifisti, i no global ecc.?

  3. Marco ha detto:

    Sono con il popolo iraniano

  4. diego sabatinelli ha detto:

    Aderisco, nessuna realpolitik può superare lo sdegno

  5. Piero Sampiero ha detto:

    La battaglia è persa in partenza; ma non per questo non si deve combattere.

  6. Benedetto Marcucci ha detto:

    Aderisco e sono a disposizione per iniziative!

  7. Aderisce http://www.FFwebmagazine.it che ha già modificato i colori della testata

  8. Federica Troni ha detto:

    Bella iniziativa!

  9. luca cesana ha detto:

    La mia totale adesione è tanto scontata, quanto convinta e determinata: organizziamo una “guerra” nonviolenta al regime, attraverso la straordinaria arma internet; ma gli Stati Occidentali devono accompagnarla con scelte politiche nette e senza stolti richiami alla realpolitik: richiamare subito gli Ambasciatori, sanzioni economiche serie (non alla “oil for food per capirci) e non ecludendo a priori, quantomeno per motivi meramente tattici, un intervento militare mirato.

  10. Silvana Bononcini ha detto:

    bene!
    Che i ragazzi iraniani che si stanno ribellendo a quel regime possano avere i loro sogni a colori|

  11. AVV.VITTORIO BASSINO ha detto:

    aderisco : lottiamo contro la dittatura teocratica ed assassina iraniana. chiediamo che i suoi crimini non siano postergati dai media dopo l’esame di maturità ed il gossip che riduce ad ficam la nostra politica nazionale:nec decedere nec morari!

  12. Antonio Cons ha detto:

    aderisco all’iniziativa, auspicando che dopo tanti anni di oscurantismo e ditatura finalmente ritorni la democrazia e la libertà anche in IRAN.

  13. gianpaolo86@liberista ha detto:

    Sosteniamo gli iraniani stachi della dittatura!!

  14. giuseppe naimo ha detto:

    Convintamente, aderisco!

  15. s.gallipoli ha detto:

    Non so se sia degno della gioventù iraniana che lo invoca.
    Ma i video del suo sito sono da vedere (http://www.mir-hosseinmousavi.com/)
    Dove c’è cultura non può non esserci democrazia.
    Prima o poi la teocrazia iraniana sarà sconfitta dal suo stesso popolo.
    Utilizziamo tutti i mezzi per far sentire ai giovani iraniani il nostro appoggio.

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