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Referendum: Cronaca di una morte annunciata, riforma rimane necessaria

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl

Quella dei referendum elettorali è la cronaca di una morte annunciata.
La condanna è stata emessa nel momento in cui si è stabilito di votare nel primo giorno d’estate, una data nella quale era  materialmente impossibile portare al voto oltre i quattro quinti dei votanti alle europee. Il messaggio era di smobilitazione e cosi è stato recepito dall’opinione pubblica. A quel punto, sarebbe stato meglio rinviare il voto all’anno prossimo.
Ciò detto, restano l’amarezza per aver sprecato un’occasione per consolidare il bipolarismo e l’auspicio che la discussione sollevata  dal referendum possa portare comunque ad una revisione della legge  elettorale che impedisca un pericoloso ritorno al passato, quello delle coalizioni frammentate e dei governi ballerini.
L’unica cosa che nessuno potrà ragionevolmente sostenere è che con questo voto gli italiani abbiano “promosso” la legge Calderoli e “bocciato” l’opportunità di riformarla in senso più marcatamente bipartitico e maggioritario. Dire che il “non voto” significa implicitamente un “sì” per norme, che consentono la creazione di coalizioni-monstre di 15 forze politiche e l’accesso al Parlamento a partiti che ottengono lo 0,5% dei voti, sarebbe davvero un po’ troppo.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

One Response to “Referendum: Cronaca di una morte annunciata, riforma rimane necessaria”

  1. Barbara ha detto:

    Aggiungerei, gentile Onorevole, l’indecenza dei media, principali boicottatori del referendum. Invece che lasciar parlare i promotori del si e del no, hanno dato spazio a esponenti politici che quasi mai hanno fornito spiegazioni tecniche ma soltanto politiche.

    Ho visto una tribuna referendaria alle 15.00 di venerdì pomeriggio… Mi chiedo chi abbia visto la trasmissione in un’ora tale!!!!

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