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L’autonomia approda finalmente nel mondo dei licei

– Il cinquantatreesimo consiglio dei Ministri del Governo Berlusconi ha approvato in lettura preliminare la riforma dei licei, su proposta del Ministro Mariastella Gelmini. La riforma generale dei licei è stata lungamente attesa e varie volte vanamente tentata da diversi governi, cosicchè dal 1923 non c’è mai stata una revisione organica della portata di quella in corso. D’altra parte una “riformaccia”, per così dire, surrettizia è già stata de facto realizzata negli anni dalla moltiplicazione di sperimentazioni ed eccezioni alle regole, giunta fino a prevedere una giungla di circa 400 indirizzi sperimentali e 50 progetti ministeriali. Recuperando razionalità al sistema, il Ministro Gelmini ha deciso che entro il 2010 i licei saranno ridotti a 6, con in totale 10 indirizzi. Una scelta simile, sicuramente drastica, costituisce una notevole assunzione di responsabilità politica, poiché pone fine alla stagione delle sperimentazioni in ogni direzione per scegliere dichiaratamente una sola linea fra le tante possibili.
Certo, sarebbe stato sicuramente più semplice per il ministero lasciare tutto come è oggi, così da mantenere taciti tutti i sostenitori delle varie opzioni e rinviare sempre la scelta, come fatto in precedenza: tuttavia Mariastella Gelmini ha avuto il coraggio di anteporre l’esigenza degli utenti di ordine e conoscibilità del servizio offerto a qualsiasi considerazione politica. Una scelta, questa, che ci auguriamo sia anche vincente.
In questa breve analisi cercheremo di dare un primo parere sulla riforma. I licei che si delineano con questo testo sono non troppo pesanti per gli studenti in termini di ore (il massimo è 35 ore a settimana nell’artistico, ma la media è 30): questa è una caratteristica di tutta la nuova gamma di possibilità formative. Una delle indicazioni emerse dalle analisi internazionali sui sistemi educativi è proprio l’eccessivo monte-ore della scuola italiana, assolutamente oppressiva per gli studenti, che non si traduce affatto in un miglioramento della formazione per i ragazzi, come dimostrano i migliori risultati di paesi che hanno meno ore. E’ assolutamente inevitabile che molti accusino il Ministero dell’Istruzione di aver predisposto licei che impartiscono meno ore di insegnamento al solo fine di risparmiare sul numero dei docenti, tuttavia – che ciò sia vero o meno (e non sarebbe un errore voler risparmiare) – le ricerche sui sistemi educativi danno ragione alla Gelmini e torto ai sostenitori della scuola totalitaria, in cui si entra di mattina e si esce al pomeriggio, senza tempo per svagarsi o per approfondire interessi specifici, anche quelli sorti proprio nello studio. Un’altra caratteristica saliente dei licei della riforma Gelmini è la flessibilità, declinata secondo un modello autonomistico. Fino ad oggi la flessibilità è rimasta fuori dalla porta della scuola italiana, fatta eccezione per la tentata riforma Moratti, mai portata veramente a regime a causa dell’atavico e immotivato terrore ministeriale dell’autonomia degli istituti. Generazioni di burocrati hanno passato il tempo a rendere sempre più uniforme sul territorio nazionale la scuola, impedendo ogni fermento vitale che non fosse prima di tutto bollato con un visto trasteverino. La spinta per l’autonomia, iniziando ad attribuire alle scuole maggiore libertà di scelta, ha reso possibile una soluzione di buon senso e pragmatismo: attribuire ad ogni istituzione scolastica la possibilità di variare del 20 per cento in più o in meno il monte-ore di qualsiasi materia nel biennio, percentuale che sale al 30 nel triennio A fianco di questa notevole flessibilità sugli orari è stata mantenuta quella relativa alle materie che già la Moratti aveva tentato di introdurre, prevedendo un insieme di insegnamenti opzionali possibili, da attivare nelle singole scuole. Favorendo una differenziazione fra le offerte formative di diversi istituti (rispetto alla mera predisposizione di un insieme solo semiaperto di materie opzionali valide in ogni scuola, da introdursi solo aumentando il quadro orario), si può dunque assicurare più libertà di scelta agli studenti, perché possano maggiormente pianificare – da soli e insieme alle loro famiglie – il loro investimento formativo.
Il cammino dell’autonomia – personale, familiare, territoriale – è approdato finalmente nel mondo dei licei.


Autore: Giovanni Basini

Nato a Roma nel 1987, studia giurisprudenza all’Università la Sapienza, ed ha un diploma ISLE di consulente in tecnica legislativa. Ha posizioni classicamente liberali, con un forte accento giusnaturalista ed 'austriaco'. Già responsabile nazionale scuola di Forza Italia Giovani, fino a novembre 2010 è stato un Dirigente Nazionale della Giovane Italia (organizzazione giovanile del PDL), ed è attualmente iscritto a Futuro e Libertà per l'Italia. E' tra i componenti del Comitato Promotore Nazionale di Generazione Futuro.

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