No a gabbie salariali, libertà di contratto in tutti i casi – VIDEO

– “La Lega ha auspicato l’adozione di gabbie salariali a livello regionale, intendendo che il salario nelle varie regioni debba essere calcolato tenendo conto delle differenze di costo della vita nelle varie regioni. Non è una proposta accettabile, in questo concordo con Gianfranco Fini”. A sostenerlo è Antonio Martino, nel corso del suo consueto video-editoriale per Libertiamo.it

“La soluzione del problema è l’applicazione del principio della libertà di contratto in tutti i casi”. Per l’economista del Pdl, la libertà di contratto dovrebbe consentire “di individuare attraverso la contrattazione fra il datore e i lavoratori quello che è un salario che i lavoratori considerano accettabile e che l’impresa considera sostenibile. Le parti interessate decidano in piena libertà di accordarsi su quello che sia il livello più utile del salario.”

Come provocazione a chi mette in discussione l’economia di mercato, Martino propone “l’introduzione di un articolo 140 alla costituzione che sancisca che la legge non impedirà mai atti di capitalismo tra adulti consenzienti”.


6 Responses to “No a gabbie salariali, libertà di contratto in tutti i casi – VIDEO”

  1. erio da rimini ha detto:

    art.140 proposto non potrà mai essere introdotto: gli atti di capitalismo non avviene mai col consenso del dipendente. Quindi è nullo.
    invece una vera giustizia sociale può recitare che sopratutto per aziende nazionali e sovranazionali il salario(in quanto d’importo sempre relativamente tendente verso il basso nella scala sociale) dovrebbe essere costituito da una parte variabile in base alla regione di appartenenza in nome di una giustizia sociale perequativa.

  2. Piercamillo Falasca ha detto:

    erio,
    quella di Martino sull’articolo 140 era una provocazione, ovviamente…

  3. DM ha detto:

    Condivido i giudizi negativi sulle gabbie salariali per motivi di difficile gestione nel tempo e per la più spicciola accettabilità di questa scelta. Sarebbe come introdurre una sorta di “ufficiale discriminazione” tra regioni della stessa nazione.

    Sicuramente meglio la contrattazione locale auspicata da Fini e sostenuta da Martino, partendo però da un livello base comune e dignitosamente accettabile per tutto il paese. Ordine spontaneo da ottimo locale.

    “Assicurare un reddito minimo a tutti, o a un livello sotto cui nessuno scenda, quando non può provvedere a se stesso, non soltanto è una protezione assolutamente legittima contro rischi comuni a tutti, ma è un compito necessario della Grande Società [cioè dello Stato].” — F. Hayek

  4. Massimo C. Pizzòcaro ha detto:

    Trovo la proposta delle gabbie salariali giustificata nel senso che non si capisce perchè i dipendenti delle aziende del nord, ove il costo della vita è sensibilmente più alto che al sud, debbano venire pagati come i colleghi del meridione. Ma la ragione di questa stortura è nella mancanza di un mercato vero secondo me! Ovvero per via di quella frescata voluta e sostenuta anche da Agnelli (tanto incapace quanto osannato!!!!) che si chiama “statuto dei lavoratori” che è quanto di più dirigista via sia nel mondo sviluppato! Ove la contrattatzione fosse libera, con le dovute regole ovviamente, non ci sarebbe bisogno di gabbie salariali o altre amenità: sarebbe anche per di più molto conveniete investire al sud sino a che il livelleo generale die prezzi raggiungesse un suo equilibrio, tralasciando gli effetti della produttività.

  5. Filippo ha detto:

    Concordo con l’ultimo intervento.. Io non trovo da liberali un opposizione alle gabbie salariali. Sicuramente bisogna uscire dalla logica del contratto nazionale. Se il mercato fosse libero di agire al sud gli stipendi sarebbero più bassi favorendo lo sviluppo e l’occupazione stessa a differenza di ora che a parità di prezzo è sicuramente più conveniente x un’azienda investire al Nord dove sono presenti maggiori infrastrutture. Ho sintetizzato all’estremo il mio discorso per non essere prolisso.

  6. Filippo ha detto:

    Concordo con l’ultimo intervento.. Io non sono contrario invece alle gabbie salariali. Sicuramente bisogna uscire dalla logica del contratto nazionale. Se il mercato fosse libero di agire al sud gli stipendi sarebbero più bassi favorendo lo sviluppo e l’occupazione stessa a differenza di ora che a parità di prezzo è sicuramente più conveniente x un’azienda investire al Nord dove sono presenti maggiori infrastrutture. Ho sintetizzato all’estremo il mio discorso per non essere prolisso.

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