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Un successo l’incontro con Obama. Solide le relazioni Italia-Usa

di Benedetto Della Vedova –

L’incontro alla Casa Bianca con Obama avrà sicuramente deluso quanti speravano che il logoramento mediatico di Berlusconi e gli “effetti collaterali” degli show romani di Gheddafi avrebbero suscitato sospetti, riserve o freddezze da parte dell’amministrazione americana.
Obama, che gestisce la politica internazionale del paese più esposto dal punto di vista economico, politico e simbolico sulla scena globale, deve badare al sodo e giudicare i suoi interlocutori dalla loro concreta adesione all’agenda politica di Washington.

Senza dubbio il premier ha inteso rassicurare Obama sul fatto che, al di là delle apparenze e di una diplomazia molto “manovriera”, quando si parla di contenuti e si arriva al dunque delle scelte, la linea della politica estera italiana rimane robustamente ancorata all’orizzonte atlantico, alla partnership con gli Stati Uniti e al riconoscimento esplicito del ruolo di guida che, a prescindere dal colore dell’amministrazione, la Casa Bianca esercita sul piano internazionale per la comunità dei paesi liberi.
Obama ha trovato in Berlusconi un interlocutore disponibile su tutti gli aspetti più delicati dell’agenda del prossimo G8 e dell’impegno internazionale statunitense: sulla vigilanza sugli intermediari finanziari; sul rilancio, in chiave antiprotezionista, del Doha Round; sul potenziamento del contingente italiano in Afghanistan e sull’accresciuto ruolo dei nostri soldati in quello scenario di guerra; sullo “sblocco” della situazione di Guantanamo; sul coordinamento inter-atlantico delle iniziative nei confronti di Teheran.
Il rinnovato legame tra Italia e Stati Uniti è utile ad entrambi. Agli Stati Uniti, che possono contare su di un governo amico, non condizionato, nei suoi equilibri, da componenti manifestamente anti-americane. Per l’Italia che, anche all’interno dell’U.E, deve lavorare perché la “spinta ad est” di un Europa divisa, in cui ogni paese continua a fare per sé, non allarghi troppo le sponde dell’Atlantico. Il G8 dell’Aquila può aprirsi sotto buoni auspici.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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