Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl

Due anni fa – malgrado la richiesta di centinaia di deputati – al Dalai Lama, allora in vista in Italia, non fu consentito di intervenire nell’Aula della Camera, perché il protocollo, i precedenti e il senso dell’opportunità politica sconsigliavano un passo di questo genere.
Anche di fronte a quel precedente, non appare né giustificato né opportuno l’intervento solenne del Presidente libico Gheddafi nell’Aula del Senato. Al Presidente di un Paese che ha appena stipulato con l’Italia un trattato di cooperazione e di partenariato si deve il riguardo e il rispetto connesso al suo ruolo politico e alla sua funzione istituzionale. E’ quindi giusto e doveroso che incontri i vertici delle istituzioni italiane e quanti, nella società civile ed economica, vogliono stringere relazioni con la realtà di un importante paese nordafricano.
Ma non ha senso onorare Gheddafi per quello che non è e che non sembra apprestarsi a diventare, cioè un leader democratico che possa parlare, in questa veste, nella casa della democrazia italiana, che è il Parlamento.
Oppure qualcuno spera che la presenza nell’Aula di Palazzo Madama possa contagiare “democraticamente” un Presidente che governa da 40 anni la Libia con il pugno di ferro?

Roma, 10 giugno 2009