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Freedom House e il noema di Noemi

– Edmund Husserl parla di “noema” per indicare il percepito, ovvero l’oggetto della percezione, mentre i sensi noematici sono i differenti modi tramite i quali un oggetto ci viene presentato. Il caso di cui vogliamo evidenziarne il noema e i sensi noematici è la “vicenda Noemi”.

I sensi noematici in questo caso sono in larga parte rappresentati dalla stampa e dall’informazione italiana. Durante la campagna elettorale una pezzo di stampa e informazione ha cercato di sottolineare i caratteri critici e promiscui di Silvio Berlusconi attorno a tale vicenda. Un secondo pezzo ha cercato invece di mettere in evidenza i caratteri non-critici e non-promiscui di Silvio Berlusconi attorno alla medesima vicenda. Notare che la prima parte non è perfettamente circoscrivibile con la cosiddetta stampa e informazione di sinistra o centro-sinistra, così come la seconda non lo è rispetto alla destra o al centro-destra; a tal proposito basti pensare alla posizione di FareFuturo su un argomento non propriamente collaterale: il velinismo.

I sensi noematici messi in campo per la vicenda di Noemi sono rilevantemente più sostanziosi in quantità e qualità dei sensi noematici messi in campo per vicende temporalmente contemporanee: la febbre suina, l’azzeramento della giunta siciliana o la “sconfitta” di Fiat rispetto a Magna nell’affare Opel. Ricercando su Google, ad esempio, le stringhe “Silvio Noemi” da una parte e “Fiat Opel” dall’altra e limitandoci solo alle pagine in italiano, Noemi ha (avuto) di certo una preponderanza ben maggiore di Fiat e ancor più della febbre suina o l’azzeramento della giunta siciliana.

Ma perché tanta rilevanza e così tante differenti versioni per la stessa vicenda? Il punto è che il noema di Noemi non è la vicenda in sé. La trattazione sostanziosa, maliziosa e parziale che i giornali, chi da una parte e chi dall’altra, ne danno si fonda su un oggetto – il noema di Noemi, appunto – meno triviale: il conflitto di interessi in capo al premier. Su questo si fonda una stampa parziale e tendenziosa che vorrebbe riequilibrare lo squilibrio derivante da tale esistenza. In difesa di questo si schiera tutt’altra parte di stampa e informazione, che reagisce alla prima con le stesse armi, gli stessi pregiudizi e un’identica parzialità. In questo ingarbugliato circolo (vizioso) dove gli effetti sono cause e le cause sono effetti, chi ci rimette è un’informazione libera di essere Italia-centrica e non obbligata a essere (anti)Berlusconi-centrica.

Non troppo tempo fa Freedom House ha arretrato l’Italia a Paese a informazione parzialmente libera. I giudizi sui quali si fonda tale responso per l’Italia sono in larga parte fondati su vicende legate al premier. Ma quello che riteniamo abbia maggiormente influenzato il giudizio sono le trattazioni diametralmente opposte fornita dai giornali, chi da una parte e chi dall’altra, a mostrare una stampa non obiettiva e non rispondente ai canoni di Freedom House. Con Noemi (con la lettera maiuscola) questo noema (con la lettera minuscola) è ancora più evidente, se possibile. A ognuno la sua libera interpretazione di ciò.


Autore: Pasquale Annicchino e Massimiliano Vatiero

Pasquale Annicchino è editor in chief della Human Rights Law Review dello University College London. Laureato in giurisprudenza presso l'università di Siena ha studiato presso la Charles University a Praga, Emory University ad Atlanta ed alla European Academy of legal theory a Bruxelles. ----------------------------------------------------------------------- Massimiliano Vatiero, assegnista di ricerca in economia politica presso la facoltà di economia dell'università di Siena, è visiting scholar presso la Chicago-Kent School of Law. Ha effettuato periodi di ricerca presso la Yale Law School e l'università di Leicester.

One Response to “Freedom House e il noema di Noemi”

  1. Pezzi di ricambio ha detto:

    Dopo ore di navigazione sono riuscito a trovare quello che mi interessava, ho letto il tuo articolo e l’ho trovato interessante.
    Grazie Claudio

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