Cazzola riapre l’agenda delle riforme economico-sociali. Buonissima idea.

Tra le tante spiegazioni che non spiegano, ma tendono a “giustificare” il risultato del Pdl quella di Giuliano Cazzola sembra invece prendere di petto la realtà del voto e leggerla attraverso una chiave robustamente politica: “C’è una spiegazione per il voto della Lega e per quello del Pdl:  la Lega è riuscita a realizzare comunque i provvedimenti a cui teneva; il Pdl ha teorizzato che durante l’emergenza non è possibile dare corso alle riforme economiche e sociali. E’ in questa direzione dunque, la svolta da compiere per consolidare e rafforzare il buon risultato complessivo della maggioranza di governo.  L’elettorato del Pdl è pronto e disponibile”.
Traducendo in modo irriverente il discorso di Cazzola si potrebbe dire:  non solo la Lega ha dato l’impressione di “volere”, ma anche quella di “fare”, a costo di rischiare rotture interne alla maggioranza.  Il Pdl ha dato l’impressione di “non volere” e, al più, di “lasciare fare” al Carroccio.  In parte perché sul Pdl e sul premier ricade il peso della mediazione.  In parte perché nel Pdl – in cui dovrebbe trovare spazio un riformismo coraggioso e lungimirante – ci si è irragionevolmente convinti che la crisi sociale si affronta secondo la logica del “quieta non movere”, rimandando le riforme al “tempo del poi”.
Buonissima idea, dunque, quella di Cazzola, di chiudere la partita del voto, aprendo la partita delle riforme economico-sociali.


Comments are closed.