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Mettere le cose nella giusta prospettiva

– E’ l’invito che raccogliamo da Greg Mankiw, che ci segnala questi due grafici di Donald Marron, pubblicato sul blog di quest’ultimo.

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I dati sono riferiti agli Stati Uniti, ma abbiamo ragione di credere che il messaggio valga anche per quest’altra sponda dell’oceano: se è vero che l’attuale recessione economica è molto severa, rispetto alle crisi degli ultimi decenni, è altrettanto vero che ogni paragone con la Grande Depressione è assolutamente fuori luogo.


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

3 Responses to “Mettere le cose nella giusta prospettiva”

  1. antonluca ha detto:

    MANKIW IS A MUST :)

  2. Andrea de Liberato ha detto:

    E’ un’informazione chiara, semplice, diretta; eppure credo sia misconosciuta ai più!
    Sui media, differentemente da quanto sostiene Mankiw, almeno in Italia proliferano i paragoni con la Grande Depressione. Saranno pure opera di “economisti della Domenica”, ma a mio avviso sortiscono un non trascurabile effetto psicologico, con tutte le negative conseguenze del caso.

  3. Adriano Teso ha detto:

    Attenzione, la caduta dell’economia reale ( fatturato delle industrie ) da ottobre 2008 a tutto maggio 2009 è di circa un 25%. Ed è una perdita strutturale dovuta ai noti limiti del sistema Italia ( alta occupazione e redditi improduttivi, spesa dello Stato che supera il 55% del PIL rettificato, alti costi energetici, mercati e sussidiarietà poco funzionanti, basse ore di lavoro, mancato adeguamento dell’età pensionabile e relativo risparmio in relazione all’enorme crescita delle attese di vita, mancanza di adeguate infrastrutture logistiche, Giustizia che provoca enormi danni all’economia e così via in un mondo che si muove sempre più rapidamente ) Non è vero che abbiamo toccato il fondo. Ora le industrie iniziano a chiudere o a ridimensionarsi ed aumenterà la disoccupazione. Urgono inteventi strutturali della Politica in chiave liberale e sussidiaria. Con queste attuali strutture e regole non se ne esce.

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