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Il misterioso caso del professor Zerlenga

– Riceviamo e pubblichiamo una lettera che due giovani ricercatori di relazioni internazionali, Andrea e Mauro Gilli (animatori di Epistemes.org), hanno indirizzato al direttore de Il Foglio, Giuliano Ferrara, affinchè sveli un mistero che da mesi attanaglia la mente di molti lettori foglianti: chi è Franco Zerlenga, il misterioso professore italo-americano con cui Christian Rocca intrattiene da mesi piacevoli e conviviali conversazioni di politica estera? Come si legge dalla lettera, il caso è aperto.

Al Direttore – Leggiamo da mesi le conviviali elucubrazioni newyorchesi di Christian Rocca e di tal prof. Franco Zerlenga. Senza voler necessariamente salvare il primo, Le scriviamo perché le opinioni di quest’ultimo ci sembrano spesso fondate su assunti deboli o dubbi. Il quotidiano che Lei dirige celebra con una certa frequenza le “particolari” idee di Zerlenga (a nostro modo di vedere, uno strana forma di liberal progressista con il tatuaggio di Umberto Bossi sul bicipite). E a loro sostegno viene offerto il ritornello: “ex-professore di Storia dell’Islam alla NYU”. In realtà, se si conduce una semplice ricerca su google.com e scholar.google.com, oltre che sui motori di ricerca accademici (da worldcat, jstor, proquest, a lexis-nexis), non si ottiene alcuna informazione. Zero, niente, nada, nichts.
Salvo gli articoli di Rocca, una recensione scritta da un certo Franco Zerlenga su Amazon.com e qualche ringraziamento quà e là, sembra che il Nostro non sia mai esistito. Non una pubblicazione, non un curriculum, non un legame tra Zerlenga e la NYU, non una menzione da altri studiosi di Islam, non un ringraziamento da ex-studenti. Nemmeno la biblioteca della NYU ha in catalogo qualcosa scritto da Zerlenga. E lo stesso vale per la Library of Congress e la New York Public Library (le più grosse biblioteche al mondo).
Visto che le credenziali accademiche di Zerlenga vengono usate per dare credibilità alle sue opinioni, è troppo chiedere esattamente cosa e dove abbia studiato, insegnato, e pubblicato?
Il mondo della ricerca accademica non sembra essersi mai accorto del contributo di Zerlenga. Siamo felici che abbiate pensato voi del Foglio a fare giustizia, riscoprendone il pensiero. Intanto, aspettiamo con ansia una Sua risposta.

Andrea Gilli, Ph.D. Student, European University Institute, Fiesole – Firenze
Mauro Gilli, Ph.D. Student, Northwestern University, Evanston – Chicago


6 Responses to “Il misterioso caso del professor Zerlenga”

  1. GMR ha detto:

    Franco Zerlenga non esiste ed è una delle tipiche prese per i fondelli del Foglio. La reazione migliore a queste calandrinate del Foglio è cascarci per godersele o, a seconda dei gusti, non cascarci tacendo. Ferrara non vi risponderà mai, e vi ha cestinato. Saluti.

  2. Mario Seminerio ha detto:

    C’è una terza possibilità. Fare apparire questa per quella che è: una presa per i fondelli dei lettori silenti che si bevono tutte le sciocchezze che alcuni quotidianamente distillano. Zerlenga esiste, il sospetto è che le sue credenziali accademiche siano state un filino dopate. Ma per confutare questo sospetto ci sono modi molto efficaci, come mostrarne le referenze accademiche vere. Considerare il “tacere” la “reazione migliore” è ovviamente soggettivo.

  3. Mauro Gilli ha detto:

    Gentile GMR,

    un certo Franco Zerlenga partecipo’ ad Otto e Mezzo durante la conduzione di Giuliano Ferrara. Quindi non si tratta di un personaggio di fantasia. Ad oggi, il direttore del Foglio non ci ha ancora risposto, quindi restiamo con le nostre domande ed i nostri dubbi riguardo le effettive credenziali accademiche del prof. Zerlenga.

    Cordialmente

  4. GMR ha detto:

    Io credo che tutti quelli che scrivono sul Foglio non esistano, e anche se esistono quando firmano sul Foglio diventano dei personaggi immaginari o letterari: Agnoli, Buttafuoco, Rocca, in passato la Soncini, e altri. In quanto personaggi letterari, non forniranno mai curriculum. Fate come volete, ma a mio parere la risposta migliore al Foglio è seguire la loro forma giornalistica: inventatevi un anti-Zerlenga semi-serio e semi-immaginario, una proiezione di voi stessi, prendeteli per i fondelli prendendo al tempo stesso per i fondelli voi stessi. Questo è il linguaggio del Foglio. Invece cercare di metterli nell’angolo richiedendo credenziali, numero di articoli peer-reviewed, Ph.D. significa non aver compreso la natura buffonesca -nel bene e nel male- del Foglio. Questa roba serissima a un vecchio Belfagor come Ferrara non fa alcun effetto.

  5. GMR ha detto:

    E poi, scusate, questo Zerlenga che ogni volta mangia come un Gargantua e beve come un Pantagruele bevande americane zuccheratissime o diet-coke, è un personaggio che da solo si presenta satirico. Ma tutto il Foglio è un’enorme opera letteraria satirica. Satira menippea, per la precisione.

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  1. […] Il personaggio è così poco credibile che c’è chi, come Andrea e Mauro Gilli, ha messo in dubbio la sua stessa esistenza (fonte). […]