Tremonti presti l’orecchio ai consigli di Draghi

Un “graduale incremento dell’età media effettiva di pensionamento”, con la necessità di introdurre “subito” delle misure atte a ridurre la spesa corrente “senza rinvii a ulteriori atti normativi e a decisioni amministrative”. Lo chiede il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, nel corso delle sue Considerazioni Finali. Secondo Draghi, l’aumento dell’età della pensione “assicurerà l’erogazione di pensioni di importo unitario adeguato”.Come a dire: non c’è bisogno di prevedere (o annunciare) “scambi” tra età di pensionamento e robustezza delle pensioni, perchè questo fenomeno è già insito nei meccanismi del sistema pensionistico, senza bisogno di ulteriori concessioni.
Allo stesso tempo, sostiene il Governatore, “un più alto tasso di attività nella fascia da 55 a 65 anni innalzerà sia il reddito disponibile delle famiglie sia il potenziale produttivo dell’economia”. Una misura sempre opportuna,aggiungeremmo, ma oltremodo necessaria in tempi di crisi.
In prospettiva (anche lo scorso anno Draghi calcò la mano sul punto), il Governatore considera imprescindibile l’implementazione di un sistema pensionistico misto, con elementi di ripartizione ed altri di capitalizzazione, che sarebbe “nel lungo periodo preferibile a uno basato solo sulla ripartizione”. La possibilità di un parziale opting-out dalla contribuzione pubblica verso una contribuzione privata?
Dalle pensioni alle liberalizzazioni, Mario Draghi conserva lo stesso piglio di chi vuol incidere nel dibattito dei prossimi mesi – “Il processo di liberalizzazione intrapreso negli anni passati non deve fermarsi o recedere” – senza aver timore di scendere nel concreto della questione: “Il caso dei servizi pubblici locali e’ esemplare di quanto la mancanza di una regolazione affidata a soggetti competenti e indipendenti dai gestori possa generare inefficienze e costi piu’ alti per i consumatori”.
Passata la sbornia elettorale di giugno, ci sarà da lavorare. Anzi, ci sarà da riformare e liberalizzare: il consenso elettorale che il Pdl conquisterà alle elezioni europee dovrà essere investito in questa direzione.


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