Dai fannulloni ai panzoni, Brunetta punta il dito contro i poliziotti in ufficio

– “Bisogna mandare i poliziotti per le strade a garantire la sicurezza. Meno burocrazia e più polizia “on the road'” a contatto diretto con il cittadino, credo che su questo punto non ci sia nessuno che dissenta”. E invece il ministro Brunetta si sbaglia, perchè qualche dissenziente c’è, il Sindacato Italiano Appartenenti Polizia, che non sapendo cosa rispondere alla sostanza di Brunetta, si appiglia alla forma. Ma prende un grande abbaglio.Accade infatti che Brunetta abbia definito “panzoni” (aggiornate i vocabolari) i tanti poliziotti che, nel corso degli anni, hanno finito per trasformarsi in burocrati. Ma nei confronti di costoro, l’esponente del Pdl pare animato da uno spirito benevolente: “Certamente non si può mandare in strada il poliziotto panzone che non ha fatto altro che il passacarte perchè lì se lo mangiano. Bisogna cambiare il concetto stesso di sicurezza, deve essere fatta da chi la sa fare”.
Cosa ha mai detto di male il ministro? L’indignazione è per l’accusa di sovrappeso o per la constatazione di una sopravvenuta incapacità a svolgere operazioni in strada di chi per troppi anni ha scelto la scrivania alla strada? A ben guardare, Brunetta è ben consapevole delle difficoltà di un ammodernamento e sa che questo va realizzato con gradualità.

“Perché il passaporto bisogna farlo in Questura? – ha continuato il ministro – Il burocrate faccia il burocrate, i poliziotti con la pistola ed il manganello vadano in giro per le strade, nelle gazzelle, nelle automobili e in elicottero. Questa deve essere la sicurezza, non deve essere burocrazia e invece, purtroppo, gran parte del nostro capitale umano, impiegato nei sistemi di sicurezza, è utilizzato per produrre carte e quindi burocrazia”.

L’Italia – contrariamente a quanto spesso si pensa – non ha un deficit di personale delle forze dell’ordine: per ogni centomila abitanti, nel nostro Paese vi sono circa 559 agenti, 210 in Francia, 294 in Germania, 259 in Gran Bretagna (fonte: The Eighth United Nations Survey on Crime Trends and the Operations of Criminal Justice Systems- 2004).
Il problema è che una quota molto consistente di questo personale sta negli uffici e fa un lavoro che potrebbe essere svolto da personale civile.
E’ passato qualche anno (cercheremo di riaggiornare i dati appena possibile), ma la situazione non è sostanzialmente cambiata: molti di questi dipendenti saranno snelli o addirittura palestrati, ma Brunetta solleva un problema importante e attuale.


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

9 Responses to “Dai fannulloni ai panzoni, Brunetta punta il dito contro i poliziotti in ufficio”

  1. DM ha detto:

    Il piano e-gov 2012 è diretto a snellire la burocrazia della PA ed abbattere i costi della stessa. In questa direzione operativa, ogni persona “risparmiata alle scartoffie” è una risorsa aggiuntiva che può essere utilizzata dove serve. Ogni poliziotto destinato al ruolo per il quale è stato formato è un risultato ottimale.

    Come avviene già in altri contesti delle forze armate, non credo si possa escludere l’utilizzo di civili per le pratiche burocratiche, con la supervisione di interni graduati e con la flessibilità di contratti di lavoro adeguati alle necessità del momento. Un modo per risparmiare da una parte e destinare risorse economiche verso chi rischia quotidianamente la pelle per garantire la sicurezza dei cittadini.

  2. Piercamillo Falasca ha detto:

    In passato avevamo proposto al ministro Brunetta di trasferire una quota di dipendenti comunali (dopo l’abolizione dell’ICI sulla prima casa, gli uffici tributi sono sovradimensionati) presso i più vicini ispettorati di polizia o caserme dei carabinieri, per lo svolgimento dell’attività d’ufficio e per liberare poliziotti da mandare in strada.

  3. DM ha detto:

    Piercamillo, se possibile, pubblicatela su questo sito così avrà maggiore visibilità.

  4. Alessandro Caforio ha detto:

    Che bello vedersi in faccia! Grazie

    ( vale per tutti… http://www.gravatar.com )

  5. xoxox ha detto:

    Scusate, ma non vi viene il sospetto che passando gli anni sia anche un po’ normale mettere su pancia? E se anche la pancia non cresce, l’atleticità si riduce comunque, per cui è più che normale che dopo un certo numero d’anni di servizio sia opportuno riservare al personale mansioni almeno fisicamente meno impegnative. Cosa proponete, di liberarsi della gente perché invecchia? Riapriamo i campi di sterminio per questi paria del nuovo millennio? Suvvia…

  6. Unpoliziotto ha detto:

    … e poi, se non ci sono più concorsi da almeno 15 anni e andare in pensione è sempre più difficile, oltre che con i “panzoni” l’On. Brunetta è destinato ad avere a che fare con sempre più sciancati, artritici ed arteriosclerotici. Mandiamoli tutti in strada: per gli “anziani” fare quattro passi è molto più salutare che sedere dietro una scrivania e del resto, con tutti i tagli che si susseguono, di sicuro non si sono macchine per tutti (a volte nemmeno per quelli che già svolgono servizio esterno!!). Vada a parlare di ipocrisia con chi non vive questa realtà tutti i giorni e, se gli riesce, mi spighi se andare “a caccia” di criminali con vetture con almeno 250.000 Km, vecchie di oltre 10 anni e con i sistemi di sicurezza ridotti al lumicino debba far parte dei rischi professionali del buon poliziotto “non panzone”. Illustre On. Brunetta, si lasci servire da uno che ci stà dentro da 20 anni e che ha visto susseguirsi ondate di burocrati che, pontificando dai loro scanni, hanno inesorabilmente demolito l’efficienza delle Forze dell’Ordine affogandola nella burocrazia e non ci offenda con le sue affermazioni. I poliziotti burocrati “panzoni” li hanno creati i suoi predecessori e non mi pare che nemmeno Lei stia facendo nulla per migliorare lo stato delle cose. Scusate lo sfogo.

  7. DM ha detto:

    xoxox, il sospetto che mi viene è che tu non abbia ben interpretato il problema di natura strettamente organizzativa qui descritto :)

  8. xoxox ha detto:

    Sarà, DM, ma apprezza almeno il fatto che non mi sono soffermato inutilmente sull’ennesima sortita cafona del nostro ministro. Il bello è che certe cadute di stile arrivano proprio da chi esorta all’eleganza nell’esercizio delle proprie mansioni, fingendo di non sapere che esiste eleganza ed eleganza. Ad esempio, direi che è più elegante un cantoniere del Comune che spala catrame in canottiera e scarponi di un ministro che si permette di insultare i cittadini/lavoratori.

    Rimane la questione: che fare dei poliziotti quando, con l’avanzare dell’età, non sono più in grado di svolgere mansioni “operative”? E’ un punto chiave, anche perché la tendenza a liberarsi del personale si sta facendo evidente in più d’un settore, tanto nel privato quanto nel pubblico. Basta leggere la normativa “estiva” sulla pianificazione finanziaria per l’anno in corso, dove si sancisce un notevole sfoltimento del personale nel settore (per fare un esempio a me noto) della scuola.

    Il bello è che si dice che “nessuno sarà licenziato”, contando sull’equivoco determinato dal fatto che quando scade un contratto a termine e non lo si rinnova, in effetti non si sta “licenziando” nessuno, anche se lo si lascia comunque a casa. Acrobazie linguistiche degne del gioco di mano di quei mariuoli che si cimentano nel gioco delle tre carte truffando gli sprovveduti nei sottopassaggi delle stazioni.

  9. Luca Valerio ha detto:

    Caro xoxox,
    guarda, comprendo perfettamente il tuo fastidio, e ne hai ragione. Infatti, il ministro Brunetta si è sempre espresso in modo discutibile, usando espressioni colorite e che sfiorano l’offensivo. Non si dovrebbe fare così.
    Tuttavia, il problema è che, detto francamente, le politiche che Brunetta sta introducendo sono eccellenti. Detto in sintesi, è la prima volta che un politico 1)affronta quello che era uno dei motivi principali del ritardo di benessere e civiltà dell’Italia rispetto agli altri Paesi occidentali: la Pubblica Amministrazione (non lo dice Brunetta, ma vent’anni di statistiche Eurostat, FMI, WTO, centri studi economici, Sole24ore, paper accademici, inchieste sulle opinioni degli investitori esteri, raffronti di produttività fra le regioni italiane e l’estero, correlazioni statistiche fra la performance economica di un Paese e la performance della PA), ed era un tabù perché nessun politico ha mai osato inimicarsi i dipendenti pubblici e i sindacati (i politici pensavano più al consenso che a fare le riforme giuste); 2) fa esattamente quello che serve per risolvere il problema, come dimostra il fatto che le sue riforme non sono altro che un mix di cose che già esistono, guarda caso, nei Paesi più civili ed efficienti del nostro, che guardacaso non manchiamo di ammirare con invidia (UK, Canada, Germania, Paesi Scandinavi).
    Ora, se si giudica Brunetta dalle parole che sceglie, si rischia di buttare via il bambino con l’acqua sporca. Il problema nasce da due elementi:
    1)le parole di Brunetta sono sempre riassunte male dai giornali. Se dice “Dobbiamo epurare i dipendenti pubblici fannulloni perché non rovinino l’immagine di quelli che lavorano che sono la maggioranza”, la stampa titola “Brunetta dice che tutti i dipendenti pubblici sono fannulloni”. Se dice: “I dipendenti pubblici, anziché vergognarsi di dire quello che fanno ai propri figli, dovrebbero fare come i dipendenti della Ferrari, che sono invece orgogliosi di dirlo” la stampa titola il contrario: “I dipendenti pubblici devono vergognarsi”. Se dice: “Dobbiamo riformare la burocrazia nella polizia – anche se non è certo colpa loro se alcuni poliziotti sono stati abituato a stare dietro la scrivania da regoe sbagliate (sintesi infelice: “panzoni”)”, i giornali titolano: “Brunetta dice che tutti i poliziotti sono panzoni”.
    2) Brunetta è convinto (lo ha detto esplicitamente) che le sue riforme (ineccepibili dal punto di vista della scienza economica) vadano spiegate al pubblico in modo “semplice” (è un po’ arrogante!), usando parole ed espressioni che facciano cogliere “immediatamente” l’effetto positivo di tali riforme. Ecco perché escogita queste espressioni. E in parte funzionano; ma rischiano di produrre un effetto opposto in persone che vorrebbero sentirsi spiegare le cose in modo più corretto.
    A presto,
    Luca Valerio

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