Catricalà e Ibl suonano le trombe delle liberalizzazioni

Contro l’aumento dell’inflazione ed in particolare per evitare “di riportare indietro le lancette” dopo gli sforzi sostenuti dall’Italia per adeguarsi al resto d’Europa, sono necessarie più concorrenza e più liberalizzazioni. Questo è quanto ha sostenuto il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, intervenendo ieri alla giornata di studi in onore di Fabio Gobbo alla Luiss. In assenza di posizioni esplicite da parte del governo e della maggioranza, Catricalà vede succedersi tentativi “sporadici, ma significativi” per invertire la tendenza. E ironicamente ha aggiunto: “Anche all’Aspen a Venezia i monopolisti hanno detto di andare avanti con la concorrenza…”

E’ necessario, ora più che mai, “ridurre i costi delle assicurazioni, del credito, professionali e dell’energia”. Con una politica monetaria espansiva, l’unico modo per arginare una fiammata inflazionistica è “liberalizzare, e portare nuovi soggetti sul mercato”.

Anche a Milano, dove è stata presentata l’edizione 2009 dell’Indice delle liberalizzazioni curato dall’Istituto Bruno Leoni, si è parlato della necessità di più forti liberalizzazioni e di maggiore concorrenza.

Il direttore generale di Confindustria, Giampaolo Galli, che era tra i partecipanti all’incontro, ha indicato come “con più liberalizzazioni il Pil italiano balzerebbe in avanti dell’11%.” Da parte di Rodolfo De Benedetti, amministratore del gruppo Cir, è arrivata una proposta radicale: lo Stato dovrebbe “uscire dalle aziende di cui è azionista e limitarsi al ruolo di regolatore”.

Dalla ricerca dell’IBL – rispetto ai benchmark di riferimento – il mercato più liberalizzato risulta essere quello elettrico, il meno liberalizzato quello delle infrastrutture autostradali. I miglioramenti più significativi riguardano invece i servizi idrici, il fisco e il mercato del lavoro.


2 Responses to “Catricalà e Ibl suonano le trombe delle liberalizzazioni”

  1. Mario Seminerio ha detto:

    Il problema è proprio che il mainstream di questo governo è un’incomprensibile e suicida scelta di 1) non fare riforme strutturali e 2) disapplicare silenziosamente quelle poche che erano state fatte nella precedente legislazione, vedi il caso delle parafarmacie, che non è neppure il più eclatante. Evidentemente, per qualcuno in questa maggioranza il corporativismo è un valore….

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