Immigrazione, basta retorica antirazzista

– Basta usare la parola razzismo! Ci vorrebbe una sollevazione intellettuale contro l’abuso di questa parola, perché, a furia di evocare quel male, quando questo si presenterà nuovamente alla porta, nessuno sarà più in grado di riconoscerlo.
La gente che vota Lega, nelle province della Lombardia e del Nord Est NON è razzista. Il Nord Est delle piccole imprese impiega da decenni manodopera immigrata dall’Est europeo e dall’Africa. Non si sono mai verificati massicci fenomeni di razzismo. Basta andare in Russia per vedere che cosa è il vero razzismo, dove gli xenofobi (quelli veri) fanno decine di morti solo per il colore della pelle delle loro vittime o per la loro lingua. Non c’è nessun gruppo, in Italia, che predica la supremazia della razza o della nazione italiana sulle altre. Non c’è nessuna banda armata che si mette a dare la caccia agli immigrati, che brucia i loro negozi, che va prelevarli nelle loro case per ammazzarli o scacciarli, come avviene regolarmente nei Paesi in cui il razzismo è veramente diffuso. Non c’è alcun progetto di legge che identifica il male in una etnia o indica i metodi per escluderla dai posti di lavoro pubblici e privati, dall’accesso ai luoghi pubblici. Non c’è neppure alcuna forza politica che abbia la volontà di appoggiare un testo di legge del genere.
Quello che si chiede a gran voce è solo sicurezza. E la sicurezza è il primo dovere di uno Stato: pago le tasse per essere protetto, fisicamente, da un aggressore. E’ una richiesta, non solo legittima, ma doverosa. Non la si deve confondere con il razzismo, se chi aggredisce la mia persona o le mie proprietà è un cittadino straniero, o appartiene a un’altra etnia: quello è un fattore incidentale. Fra gli immigrati clandestini (dunque meno controllabili) ci saranno anche tante brave persone disposte a lavorare, ma è innegabile che si celino criminali di tutti i tipi, gente in fuga dalla polizia del proprio paese, fanatici che vogliono esportare la jihad in Europa, personaggi senza arte né parte che, non riuscendo ad integrarsi, sono i primi a finir reclutati dai gruppi criminali. La richiesta di limitare questo tipo di immigrazione è dunque una legittima richiesta di sicurezza. E’ la richiesta di chi pensa: “prima di accettare un nuovo vicino di casa, almeno controlliamo che intenzioni ha”. Parlando in termini di diritti naturali, non esiste alcun diritto di emigrare. Non esiste alcun diritto a prender nuova casa in un Paese straniero. Non esiste alcun diritto a farsi ospitare. Esiste il diritto di proprietà dei cittadini italiani, il che comporta anche il diritto di escludere gli ospiti sgraditi. Un governo, che tuteli realmente il diritto di proprietà dei suoi cittadini, non può permettersi di lasciar approdare sulle coste italiane ogni tipo di imbarcazione non identificata, non invitata, non registrata, così come non può permettersi (sempre per ragioni di sicurezza) di far attraversare il proprio spazio aereo da apparecchi non identificati. Non c’è alcun razzismo in questo discorso: chiunque sia uno sconosciuto (indipendentemente dalla sua etnia, sesso o religione) deve palesare le sue intenzioni prima di entrare e stabilirsi sul suolo altrui. Questo è un principio comunemente accettato dai privati cittadini, quando controllano allo spioncino prima di aprire la porta. Non capisco perché non debba essere capito o condiviso quando lo applica una nazione alle prese con l’immigrazione.
Stabilito che in Italia non c’è razzismo, ma solo una grande richiesta di sicurezza, il razzismo può rinascere? Sì. Il razzismo diffuso in tutto il mondo occidentale nel XIX secolo era accademico: erano gli stessi professori a insegnare la distinzione fra razze superiori e inferiori. Il nazismo fu solo l’applicazione più coerente (e tardiva) di quelle idee, diffuse in tutta l’Europa. Il razzismo esploso nei Paesi post-comunisti dopo la caduta del muro, che ha causato l’esplosione della guerra civile nell’ex Jugoslavia e tuttora provoca conflitti e violenze nell’ex Urss, è un razzismo da reazione. Una reazione al comunismo che voleva imporre la fratellanza. Se costringono cento persone a vivere nello stesso condominio, se nessuno fa giustizia quando i più prepotenti del condominio impongono i loro abusi ai più pacifici, quella comunità è destinata ad esplodere. A voler semplificare le cose, l’esplosione di razzismo che si è verificata nei Paesi ex comunisti riflette questa dinamica condominiale.
Ora: le teorie razziste classiche sono scomparse dalle accademie. In Italia (e in generale in Europa) noi rischiamo il secondo tipo di esplosione razzista, quello da reazione a un’utopia egualitaria, proprio come nei Paesi ex sovietici. Con un distinguo: nei Paesi ex comunisti il razzismo è esploso perché lo Stato voleva fare tabula rasa delle tradizioni locali, soppiantandole con una nuova religione atea (il comunismo) uguale per tutti. Le tradizioni locali, dunque, sono sopravvissute nella clandestinità e sono state riaffermate con forza da tutte le etnie dopo che il comunismo è palesemente fallito. Nei Paesi europei contemporanei non si mira tanto a far tabula rasa delle tradizioni locali, quanto a costringere a rispettare le differenze culturali (multiculturalismo) qualunque esse siano. Ma con un occhio di riguardo per quelle tradizioni appartenenti a etnie numericamente minoritarie ed economicamente più povere, solitamente costituite da immigrati. Il razzismo può ritornare se dovessero essere applicate politiche di questo genere: immigrazione illimitata, privilegio legale degli immigrati nell’ottenere posti di lavoro, case e incarichi pubblici, mancata applicazione della giustizia per punire i crimini di immigrati (in quanto appartenenti a “culture diverse” e quindi degni di attenuanti), applicazione di leggi derivate da tradizioni degli immigrati incompatibili con i diritti individuali (come il riconoscimento legale di matrimoni combinati fra minorenni, infibulazione, discriminazione dei sessi, applicazione di censure religiose). Più lo Stato interviene per tutelare quelle che sono viste come “minoranze svantaggiate”, più crea inevitabili conflitti. L’applicazione coerente del multiculturalismo è di per sé razzista: conferisce privilegi a individui, solo perché questi appartengono a un’etnia o a una religione. Che questa etnia o religione siano minoritarie piuttosto che maggioritarie è solo una differenza di numero, non di sostanza. Solo in un sistema multiculturalista è possibile che l’immigrato, così come lo Stato che lo privilegia, inizi a essere visto come un nemico dall’etnia maggioritaria. Una volta gettate le basi del conflitto etnico, insomma, è difficile tornare indietro.
La ricetta per salvarci dal razzismo è: più sicurezza, meno interventismo statale per aiutare gli immigrati (e meno interventismo statale in generale), meno multiculturalismo intellettuale… perché le utopie di fratellanza universale, oltre ad essere molto lontane dalla realtà, sono la via più breve per arrivare alla guerra civile.


Autore: Stefano Magni

Nato a Milano nel 1976, laureato in Scienze Politiche all’Università di Pavia, è redattore del quotidiano L’Opinione. Ha curato e tradotto l’antologia di studi di Rudolph Rummel, “Lo Stato, il democidio e la guerra” (Leonardo Facco 2003) e il classico della scienza politica “Death by Government” (“Stati assassini”, Rubbettino 2005).

14 Responses to “Immigrazione, basta retorica antirazzista”

  1. alex ha detto:

    Bravo Magni.
    Alla buonora, un intervento condivisibile su questo blog

  2. uno che ha da perdere tempo ha detto:

    Scrivi scrivi e scrivi, leggi ogni tanto qualcosa o no?
    Mi sono sorbito delle castronerie che pensavo ad un copinone del defunto bagaglino, comunque ho preso nota delle relazioni tra comunismo e razzismo nei paesi dell’est, così da correggere il termine pogrom sul vocabolario.
    Per il resto, è uno scritto infinitamente triste, leggiti il libro di Cassata sull’eugenetica va…
    Nel tuo “il razzismo può tornare”, hai sostanzialmente messo all’indice odierno categorie di cui senti il bisogno così impellente di lavarti le mani – in che cosa, non si sa – come anni addietro è accade in maniera ancor più infame.
    Eh sì, se scrivevi la battuta di Giobbe “noi non siamo razzisti, sono loro che sono napoletani” ci guadagnavi tempo sia tu sia io.
    Poi fai una bella cosa, invece di cianciare sul multiculturalismo, comincia a cibarti soltanto di prodotti che storicamente appartengono al nostro territorio, vedrai come ti toccherà inchinarti a questo maledetto multiculturalismo.
    Comunque, indicaci su chi fare fuoco: sloveni, visto che al tempo non si finì il lavoretto; ladini, che in effetti rompono abbastanza; albanesi, da secoli in Italia ma sempre albanesi rimangono; …

    Illustraci.

    dal profondo nord, vissuto e non scritto per essere vissuto

  3. Alberto Rota ha detto:

    Sono pienamente d’accordo con l’approfondita e coraggiosa tesi di Magni, finalmente un’opinione seria che sfida il “politically correct”, confuta l’ideologismo terzomondista e cattocomunista.
    Il multiculturalismo è molto pericoloso, ha fallito in diversi Paesi ( vedi in Olanda, soprattutto ).

  4. Jean Lafitte ha detto:

    la solita fuffa razzista.

    “Stabilito che in Italia non c’è razzismo”: puro cabaret condito dalle solite sciocchezza “meno stato, più sicurezza” che poi siano inconciliabili tra loro non lo diciamo caso mai qualcouno possa accorgeresene…
    certo che un personaggio del genere solo Leonardo Facco poteva trovare come editore.

  5. andrea ha detto:

    L’applicazione coerente del multiculturalismo è di per sé razzista. E’ esattamente quello che penso.

  6. DM ha detto:

    Basta qualche riferimento al Comunismo e i relativi disastri per far emergere i soliti “pacifisti con la mazza ferrata”, quelli pronti ad attaccare anche sul piano personale chiunque la pensi diversamente da loro.

  7. giorgianni ha detto:

    Molto comodo per chi non è toccato da vicino ( benessere economico, sicurezza di lavoro, casa propria in zona signorile etc etc ) indicare il cattivo ( il ministro, i leghisti, le destre ecc ecc ) e ammantarsi di cosmesi di “progressista” , guardarsi allo specchio e dire “ come sono buono io “.
    L’italiano non è razzista sia di carattere sia perché non c’è nessuno di noi che non abbia in famiglia l’esperienza dell’emigrazione ( vedi la bellissima mostra a Genova “ Da Genova a Ellis Island” mostra interattiva dell’emigrazione in america dove il visitatore diventa un emigrante – )
    I rari casi sono più espressione di teppismo generico e di psicopatologie in percentuali fisiologiche.
    Le sinistre , soprattutto le radicali, hanno perso, su tutti i fronti : sono state scaricate da tutti gli strati sociali, operai compresi , sopravvivono con pochi intellettual chic, e stanchi irriducibili e allora che fanno ? si rivolgono agli immigrati , sobillano , fomentano , aizzano, strumentalizzano una categoria che è facilmente influenzabile e ingannabile e senz’altro, sopratutto chi è illegale ( clandestino, abusivo ) ha un bisognoso interesse momentaneo a rivoltare le cose ( salvo poi magari ,quando stabilizzato, chiedere sicurezza,mi è capitato più volte parlando con stranieri integrati )
    Le sinistre si preparano alla imminente ennesima conferma della sconfitta democratica elettorale per prepararsi a quella che è sempre stata la loro specialità : la prepotenza.
    Allora addestrano le ormai uniche fasce su cui possono fare presa alla “ alla piazza” da sfoderare dopo la sconfitta come ricatto alla politica e alla società e per non perdere il potere forte che tuttora si detiene in varie classi (giornalismo… , scuola, pubblico impiego, magistratura,) . La loro allucinazione non gli consente di fare le doverose colossali autocritiche e cercare di riguadagnare consenso popolare, e giocare il positivo ruolo di parti “socialiste” in alternativa e alternanza a forze liberal e liberiste e loro eventuali eccessi..

  8. Fabio ha detto:

    Concordo, la parola razzismo è usata fin troppo. Chiede sicurezza e ammettere che l’integrazione è fallita in tutti i paesi europei (Francia e Olanda in primis) non mi sembra razzista così come non è razzista chi chiede rigore contro la immigrazione clandestina

  9. frenk ha detto:

    virus
    la politica dell’energia fossille a buon mercato e frutto di specucalotori che si arricchiscono danneggiando la collettivita con il risultato ultimo della distruzione planetaria dell’uomo sulla Terra .
    pochi petrolieri e ministri si arricchiscono mentre i disoccupati aumentano e l’esodo dell’immigrazione aumenta in maniera incotenibile , perchè non diamo modo di coltivare le piante da biocarburante nel sahara e dare energia pulita al mondo ? no dicono i politici non è giusto fare arricchire i contadini pezzenti mentre nelle loro tasche arrivano enorme somme di denaro dalle accise ( tasse del petrolio ) ma mentre succede tutto questo a causa del buco dell’ozono terribili virus nascono dal nulla per distruggere gli esseri umani . se invece trasformassimo questi enormi 8 milioni di km2 di deserto in coltivazioni da biocarburante il buco dell’ozono sparirebbe e si risolverebbe il problema di immigrazione indesiderata e povertà …

  10. Eh! ha detto:

    Ma visto che non si fa nulla in questo paese, non ci si cura del bene collettivo, io pronostico un periodo molto buio. Gli immigrati sono ovunque. Burka, veli, turbanti. Ora, non voglio entrare nel merito, dal punto di vista intelettuale, del motivo che mi vede avverso a tale fenomeno.
    Voglio solo dire che la gente è sempre più stufa e arcistufa di vedere kebab ad ogni angolo e gente messa peggio degli animali. Rom (i Rom esistono ancora e sono tanti!), lavavetri, vu cumprà. La gente non li vuole. Ma questa gente aumenta, si moltiplica. partorisce cloni di se stessa. Sempre più. Ora non mi meraviglierebbe se presto o tardi, avvenissero episodi gravi di intolleranza. Io sto alla finestra e me ne aspetto uno grosso da un momento all’altro. E più sarà eclatante più me ne beerò. Forse anche i nostri rappresentanti si faranno carico della realtà, chissà. Intanto io darò il mio voto ad un partito di estrema destra, nella speranza che vinca come in Olanda, ma senza trovarmi nella mia città ridotta come la latrina che è divenuta Rotterdam..
    Ma noi italiani ci preoccupiamo della bua di Felipe Massa…Che bamboccioni..

  11. Antonio ha detto:

    basta immigrati, basta riempirci di feccia. Chi vuole aiutarli lo faccia coi propri soldi ed in casa loro, non sta scritto da nessuna parte che tutti i pezzenti del mondo debbano bivaccare e scroccare in Italia.

  12. massimiliano ha detto:

    ci sono troppi interessi economici,legati all’immigrazione clandestina,e purtoppo non credo che possa essere fermata con metodi politicamente corretti,penso che Stefano Magni abbia perfettamente ragione quando parla di guerra civile,e quando arriveremo al limite,succederà l’inevitabile! si possono fare tanti bei discorsi riguardo all’uguaglianza,non mi ritengo migliore,ma di certo non sono uguale a loro,e non li voglio a casa mia!altri invece dicono che noi italiani siamo emigrati in argentina e USA,quindi dobbiamo accogliere chi viene da noi,io penso che non devo pagare per le cose fatte da dei miei ex connazionali che sono scappati! VIVA L’ITALIA!!!

  13. IO ha detto:

    Come fate ad essere contro il multiculturalismo, dato che l’Italia stessa è un MISCUGLIO DI CULTURE? Se siete contro il multiculturalismo significa che siete una massa di IDIOTI CELEBROLESI che NON SI RENDE CONTO IN CHE CAZZO DI MONDO VIVE!

  14. Crocco ha detto:

    Crocco dice, fuori tutti dai coglioni!

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