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Senza paura. Sui referendum il Pdl dica Sì

Il “semi-bipartitismo” italiano si è costruito per via del tutto politica, malgrado e non grazie alle regole dell’attuale legge elettorale. Le scelte compiute da Pdl e Pd nel 2008 hanno infatti eccezionalmente consentito di giocare la partita del voto secondo regole diverse e migliori di quelle che, in teoria, l’attuale legge avrebbe offerto ai partiti e agli elettori.
I referendum elettorali che si terranno il prossimo 21 giugno rendono possibile consolidare dal punto di vista normativo una dinamica politica bipolare e, in prospettiva, bipartitica, che gli elettori hanno dimostrato di apprezzare, ma che è oggettivamente minacciata da norme elettorali che non ne impediscono, ma al contrario ne favoriscono il “sabotaggio”.
Per il Pdl il sì ai referendum dovrebbe essere una scelta naturale, inscritta nello stesso processo che ha portato alla costituzione di un grande partito a vocazione maggioritaria e coerente con l’ambizione di realizzare un compiuto disegno di riforma delle istituzioni e della Costituzione.
Le democrazie moderne, in tutti i paesi avanzati, si reggono su grandi partiti, su sistemi politici competitivi e su un assetto istituzionale efficiente. Si tratta di condizioni indispensabili per l’esercizio di un’effettiva responsabilità di governo e d’opposizione. A servire questi obiettivi di modernizzazione politica non può quindi essere una legge elettorale, come quella attuale, che consente la formazione di coalizioni omnibus, favorisce la frammentazione e non l’aggregazione partitica, e assicura l’accesso alla rappresentanza parlamentare anche a formazioni che raccolgano meno dell’1% dei voti.
L’approvazione dei referendum elettorali non impedirebbe, in seguito, l’adozione di misure utili a razionalizzarne l’esito, senza contraddirne il significato. La vanificazione dei referendum, al contrario, pregiudicherebbe per molto tempo la possibilità di riformare la legge elettorale.
Se la vittoria dei sì stabilizzerebbe il quadro politico, in molti pensano che rischierebbe però di destabilizzare la compagine di maggioranza.  Sono chiare le ragioni e i timori della Lega e altrettanto evidente è il rischio che la minaccia di una possibile crisi  di governo porti il Pdl ad allinearsi, implicitamente o esplicitamente, alla strategia astensionista. Siamo però fiduciosi, dopo l’annuncio del voto favorevole da parte del Presidente del Consiglio, che la risposta del Pdl possa essere diversa e rilanci nei confronti della Lega una vera sfida politica: non per far saltare l’accordo di coalizione, ma per assicurarne un’evoluzione coerente con le esigenze di modernizzazione del nostro sistema elettorale.
Non mancano soluzioni che permetterebbero, anche dopo la vittoria dei sì, di consolidare in modo stabile l’alleanza fra Lega e Pdl, senza rischiare che le spinte centrifughe dovute alla legge elettorale nel medio periodo abbiano la meglio sulle ragioni politiche, sociali, culturali ed economiche che, da quasi un decennio, hanno portato ad una alleanza organica tra Lega e Pdl. Un accordo è possibile, se entrambi gli interlocutori si dimostreranno disponibili a cercarlo.
Per queste ragioni, riteniamo che il Pdl dovrebbe profondere un deciso impegno a favore del sì ai prossimi referendum elettorali. Ciò, con ogni evidenza, non metterebbe in discussione né pregiudicherebbe per gli elettori e i dirigenti del Pdl la libertà di fare una scelta diversa e altrettanto legittima. Ma non pensiamo che il più grande partito italiano possa sottrarsi alla responsabilità di dare un’indicazione esplicita su referendum, la cui approvazione offrirebbe un contributo decisivo alla realizzazione del progetto politico che esso propone al Paese.

Questo intervento è pubblicato in contemporanea su Ffwebmagazine e Libertiamo.it, in vista dell’incontro organizzato dai due periodici per sabato 23 maggio 2009 a Roma, alle ore 10.30, presso la sala conferenze dell’Opinione di via del Corso 117. Interverranno: Adolfo Urso, Benedetto Della Vedova, Antonio Martino e Giovanni Guzzetta. Modera: Arturo Diaconale, direttore de l’Opinione.20 maggio 2009


4 Responses to “Senza paura. Sui referendum il Pdl dica Sì”

  1. Cerchero’ di esserci , sara’ un incontro dall’alto valore di contenuti

  2. Andrea Ruini ha detto:

    Non capisco le ragioni di questo ‘accanimento terapeutico’ a favore dei referendum elettorali. Per una serie di motivi. Innanzitutto credi che una ripresa delle forze liberali in Italia, se mai ci sarà, deve ripartire dalle tematiche economiche e sociali: economia di mercato, lotta alle corporazioni e ai privilegi, privatizzare, liberalizzare, taglio della spesa pubblica e della pressione fiscale, Stato “leggero” e mono invadente, oppressivo e burocratico. Poi penso che non siamo per nulla obbligati a diventare un sistema bipartitico (la Germania non è bipartitica e funziona benissimo. E poi, che cosa sarebbe stata la prima repubblica se non ci fossero state le piccole forze dei socialdemocratici, dei liberali e dei repubblicani?). Se proprio dobbiamo diventare bipartitici, sarà per una dinamica della competizione elettorale e per le scelte dei cittadini, non per una imposizione dall’alto, che può solo provocare disastri. Inoltre, il sistema che verrebbe fuori dal referendum è assolutamente mostruoso, e consentirebbe ad un partito con il 25 per cento dei voti, mettiamo, di ottenere il 55 per cento dei seggi. Qualcuno si sente di difendere questo orrore ? D’altra parte, non mi sento nemmeno di votare NO al referendum e di difendere il “porcellum”. Allora, d’accordo con Sartori, penso che la scelta migliore sia quella di non andare a votare. Insistere ancora sui referendum elettorali (spero comunque che sia l’ultima volta) porta non solo al disastro, ma sottrae spazio ed energie a battaglie liberali che sono invece indispensabili.

  3. Tudap ha detto:

    Mi piace questa accoppiata Ffwebmagazine e Libertiamo.it, tra l’altro molte delle idee presenti nei due giornali online mi sembrano in diretta continuazione con quanto veniva scritto su Ideazione.com.

    Chi sa che fine hanno fatto gli opinionisti di Ideazione.com? Mi piacerebbe se foste voi 2 a raccoglierne l’eredità. Pierluigi Mennitti e Paola Liberace li vedrei bene come collaboratori del web magazine della Fondazione Fare Futuro, mentre Domenico Naso potrebbe entrare nella redazione di Libertiamo.it.

    In bocca al lupo per il referendum!

  4. giulio mancabelli ha detto:

    Riflessioni sui referendum! e proposta del sistema elettorale
    “SEMIALTERNO” un “condensato di semplicità” e “buon senso” … in progressive?!
    Giaché per tagliare definitivamente la testa al toro bisogna poterlo agguantare da entrambe le corna?!!!
    Siamo alle solite i referendum quanto le bicamerali sono delle ottime occasioni per ripristinare il solito gioco dell’oca nel mantenere le leggi elettorali sempre transitive ed assicurare così l’eterna intransitività alla casta quale criterio per continuare ad alzarsi direttamente od indirettamente la posta in gioco e comodamente mantenere sotto scopa l’intero paese! Quindi, con un siffatto inconcludente anacronistico procedere, sempre più retrogrado risulta parlare di conservatori e liberali quando la struttura elettorale si mantiene sempre così incompleta, obsoleta e transitiva al solo funzionale mero speculativo scopo del perpetuare lo “STATUS QUO”! Quando or giunti nel terzo millennio, grazie alle nuove tecnologie ed internet… Tutto il conservatorismo del mondo non può opporre neppure una resistenza simbolica all’assalto ecologico dei nuovi media elettrici. M. Mc McLuhan pertanto, inderogabile si rende necessario introdurre radicali adeguamenti anche nei meccanismi delle leggi elettorali per renderli completi e più coerenti alle necessità che una siffatta nuova accelerata realtà caratterizzata da una società complessa, pluralista in perpetuo mutamento e, questo nuovo scenario determina aprire un più argomentato “logos” per adeguarsi su tutti i fronti alle trasformazioni in atto!
    Pertanto, in un siffatto momento di crisi, ben venga il dimezzamento del pletorico numero dei Parlamentari e rendere più specifiche le funzioni delle Camere rispetto all’attuale ridondate loro doppio compito legiferante… così come auspicabile risulta la riduzione dei lauti appannaggi rispetto ad ogni media dei “Parlamentari dell’€urozone” Ma, oltre a questi ampollosi attuali elettorali propositi, serve un semplice salto di qualità ed acquisire un sistema a meccanismo completo tale da indurre ed implementare un virtuoso bipolarismo aperto! Data la crescente pervasività dei media in ogni ambito della vita umana che hanno modificato in profondità la nostra esperienza del mondo, le modalità d’interagire con le sue diverse realtà e con gli altri incontrovertibilmente reclama l’acquisizione di regole complete, chiare e trasparenti per non continuare a “farci” gestire sul fronte elettorale da paradigmi obsoleti frutto di statuizioni formalmente corrette, che ci mantengono ancorati e prigionieri a modelli lineari, orientati, deterministici, stazionari a tempo discreto, apparentanti al primo periodo della democrazia “discente” quella del compassato! Rispetto ad una realtà sempre più complessa, diversificata e cangiante anzi fluida (Bauman) che pretende ben più strutturati sistemi per dare più puntuali risposte alle prossimità. Pertanto, il momento reclama anche per i meccanismi elettorali adeguamenti più completi “a check & balance insito criterio” quanto già il sistema SEMIALTERNO enuclea e permetterebbe in modo più elastico flessibile massimizzare governabilità-decisionalità, rappresentatività, economicità gestionale, ecc implementando qualità e riverberando un più concorrenziale virtuoso effetto per tutta la galassia di cui tutto l’intero sistema paese si avvale e compone per: politics, policy and polity!
    Quindi, serve un salto di qualità per evolvere (back to the future!) e, passare a quanto già insito nelle cose quanto risulta essere già più prossimo all’organico, rappresentato appunto dal sistema SEMIALTERNO quale “idealtipo – condensato di semplicità” che enuclea quell’equilibrio dinamico volto ad ingenerare un virtuoso concorrenziale bipolarismo aperto.
    Il SEMIALTERNO rappresenta quel dispositivo a check & balance criterio preposto per meglio agevolare le modalità di confermare e/o determinarne il ricambio delle rappresentanze politiche – governative. Meccanismo che dovrebbe organicamente incardinarsi per compiutezza nella stessa struttura elettoral-istituzionale e pertanto venir assorbito nella nostra Costituzione! Giacché quanto più un ambiente si rende cangiante ed imprevedibile più il sistema dovrebbe risultare strutturalmente allestito ed articolato in modo elastico flessibile analogo al genere organico “quanto un sistema vivente!” Da cui l’intrinseca esigenza di dotarsi di un meccanismo più completo ed assorbirlo “embeddarlo” nella nostra Costituzione per non ritrovarcelo in continuazione speculativamente rimaneggiato dai soliti “Penelope di casta” che se lo gingillano in continuazione in un siffatto modo per renderlo sempre così strutturalmente parziale e mantenerlo transitivo.- Tant’è che ultimamente taluni politici intendono ripristinare il vecchio “Mattarellum” in sostituzione dell’attuale Porcellum e, quindi, retrocedere alle precedenti caselle ad ulteriore dimostrazione di voler ripristinare quel solito famigerato gioco dell’oca per meri speculativi fini! Confermando così che le insite volontà di “casta” pendono per l’intransitività! Un’esclusiva prerogativa alla quale la casta minimamente non intende mollare per perpetuarsi sempre più comodamente nello spazio tempo e così permettersi di sempre più facilmente blindarsi arroccandosi e nominarsi e così rendersi sempre più autoreferenziale ed intransitiva! Tant’è che talora, con la scusa della semplificazione del quadro politico, s’instilla demagogicamente propositi di miglioramento…procedendo ad innalzare soglie d’accesso quando sostanzialmente così facendo ulteriormente se ne riduce quella virtuosa concorrenza necessaria ad effettuare quegli indispensabili maggiori controlli. Quei controlli analoghi a quanto, ancora a suo tempo, A. Smith reputava indispensabili a mantenere sano ed integro nel suo complesso il mercato! Questo per non condurci, verso impropri, anacronisticamente modelli elettorali “alla solita univoca modalità perpetua” del far aumentare il tasso di cattività e ritrovarci in un perpetuo e pedissequo Maggioritario, o quant’altro di altrettanto più fuori tempo… umiliando in un siffatto modo ogni acclamata e conclamata volontà che così facendo ci si potrà muovere verso una società più libera a democrazia compiuta quando concretamente semplicemente si vilipende la stessa ragione giacché così facendo sempre più si sta procedendo per il verso contrario rischiando sempre più di ritrovarci rinchiusi in anacronistiche confezioni a scatola chiusa di quel solito sottinteso “eterno” comprovato suddetto gioco dell’oca!
    Quando le leggi elettorali dovrebbero rappresentare quel indispensabile dispositivo preposto a confermare e/o determinarne il ricambio delle rappresentanze politiche – governative ed incardinarsi compiutamente nella stessa struttura istituzionale per così permetterne sin dalle front line un più fisiologico fluire di chiarezza e trasparenza quanto attesta la suprema legge incarnata nella nostra Costituzione affinché possa riverberarne ed innestare quel imprescindibile virtuoso processo capace di imbibire virtuosamente sia orizzontalmente quanto verticalmente (in tutto il suo concatenarsi R. Coase) nel suo complesso e coinvolgere il più ampio numero di attori “protagonisti”! Potenzialità che dipende da quanto il suo enucleato strutturale dinamismo sin dagli ingressi riesce ad innestare e mantenere attivo nello spazio tempo!
    Questi aggiornamenti di compiutezza anche per le leggi elettorali si rendono indifferibili per essere minimamente coerenti a quanto si propone ed attesta la nostra Repubblica sin dall’art.3 della nostra Costituzione esserle “…compito di rimuoverne gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano, di fatto, la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.
    Servono adeguamenti per sintonizzarsi alla realtà dell’era degli accessi che reclama aperture e conseguentemente esige semplicemente completare il sistema per chiudere con l’obsolescenza… attraverso nuove integrative soluzioni volte ad abbassare i “gaps” dissipativi d’ogni genere e fatta per implementare qualità a tutto tondo. Servono sistemi che enucleino meccanismi “a check & balance criterio” completi per garantire l’integrazione/coesione sociale giacché nel complesso, differenziazione e integrazione dovrebbero definire risposte organizzative più efficienti che sempre più dipendono dalle imprescindibili condizioni ambientali. Pertanto il SEMIALTERNO rappresenta il sistema che implementa il passaggio dalla “one best way” al “one best fit” quale “one best form” per l’ottimalità gestionale delle diversità nella complessità e nella differenziazione e come sistema a bipolarismo aperto per poter implementare a tutto tondo qualità!
    Giacché anacronistico risulta voler imitare i tanto, fino a ieri, acclamati modelli anglosassoni, quando giorno dopo giorno, sempre più ci impaludano nell’attuale mordente crisi recessiva nella quale la tanto fino a ieri, decantata ed acclamata “american way of life” quella, che ci sta sempre più trascinando ed incastrando in questa mordente crisi recessiva, frutto d’un inciucciato modello che ha per decenni lasciato la mano creativa al facile “laissez faire” permettendo un sempre più facile speculativo intreccio tra politica e finanza. Dove, Membri del Congresso e del Parlamento sedevano nei consigli delle finanziarie a semplicemente confezionare “bolle creative” imbottendo i mercati con “subprime & hedge fund” da allocare globalmente! Quanto altrettanto inadeguate risultano essere le soluzioni del modello “Westminster” i cui recenti scandali ne confermano ulteriormente l’anacronismo dati i lampanti “comuni note-spese” che in modo bipartisan i partiti inglesi hanno occultato, costringendo a far dimettere lo Speaker del Parlamento, a palese dimostrazione che anche la classe politica Inglese sembra aver raggiunto la massima “inciucciata” speculativa autoreferenzialità sotto ogni profilo, quanto ormai ogni altro schema del compassato secolo dimostrandoci l’esigenza d’aggiornamento!
    Pertanto, un sistema di qualsivoglia genere e tipo… per reputarsi tale deve imprescindibilmente enucleare la ricorsività del ciclo “a check & balance criterio” e, per compiutezza poter massimizzare virtuosa concorrenza e dissipare viziosa deterrenza quanto un concreto dinamico bipolarismo pretende per implementare efficienza, efficacia e qualità… diversamente, un semplice cumulo informe di elementi impropriamente assemblati dalle volubilità del politico/partito di turno mai, potranno qualificarsi per sistema dovendosi di tanto in tanto rimettersi a sempre nuovi “pitstop” attraverso inutili referendum e/o sempre nuove infruttuose bicamerali come può un siffatto modo di procedere definirsi sistema? Pertanto, mai potremmo credere di poter migliorare la nostra situazione continuando ingenuamente a farci confezionare e propinare soluzioni da una casta che sempre più in modo pedissequo, esclusivo ed autoreferenziale si autodetermina, si autonomina (oltretutto anche le Autority!) e si auto assolve, in modo sempre più disinibito per perpetuarsi nello spazio tempo, propinandoci modelli parziali ed incompleti…
    Non possiamo permetterci di rimanere sempre vittime dei medesimi errori e soccombere turpinati dal solito “gioco dell’oca” e quindi, prodigarsi ad affrontare tanti sacrifici per uscire dall’attuale tunnel recessivo per poi, ritrovarci in groppa il medesimo incompleto modello a bipartitismo chiuso e blindato quello che ci ha indirettamente cacciato.
    Poiché l’attuale crisi non è conseguente al fatto che il mercato sia venuto meno, bensì a causa della violazione delle più elementari regole di mercato iniziando da quelle istituzioni finanziarie e politiche che per reciproca collusione non hanno “saputo e voluto assolvere il ruolo di controllo” che le era proprio: un semplice cumulo di speculative negligenze! Tant’è che taluni membri del Parlamento e del Congresso americano sedevano in quelle stesse finanziarie che sono fallite segno evidente dell’imperante collusione che quel tanto ambito e riverito sistema dell’”amercan way of life” resta fallimentare! Ormai, riconosciuto da tutti, purtroppo successivamente, quando le bolle finanziarie sono già scoppiata in quanto tutto risultava essere autoreferenziali dove, perfino presso le “agenzie di rating”, i controllori risultavano in ultima analisi indirettamente essere allo stesso tempo i medesimi controllati! Questo ulteriormente ci dimostra quanto non fossero sistemiche a “check & balance criterio” quel tanto acclamato e decantato modello se non una vera e propria “anarchia organizzata” al leverage sfrenato per confezionare “subprime & hedge funds” e globalmente smerciarle attraverso semplici catene di S. Antonio ben attive e radicate già da un ventennio, un vero “Garbage can system” funzionale alla mera speculazione che c’ha sprofondati nell’attuale baratro recessivo al “bipartisan” Leit Motiv “laissez faire, laissez passer” dei politici di turno!
    Pertanto, autolesionista risulterebbe volerlo imitare ed impiantare anche in Italia un siffatto modello quando il tempo pretende cambiamenti, adeguamenti attraverso sistemi più completi “ad enucleato balance criterio” che un minimo buon senso reclamerebbe!
    Pertanto, il sistema SEMIALTERNO quale (matching system) si presenta completamente attrezzato con tutti i suoi elementi correttamente allocati, senza vantare alcuna presunzione di “distanziamento aureo polare” pur considerandone la necessità del mantenerne distintamente distanziati gli induttori (centrifugo – proporzionale centripeto – maggioritario) di cui si compone per meglio potersi strutturalmente proporre come semplice “idealtipo sistema” elettorale completo… Assodato che alcuno mai potrà arrogarsi o dichiarare di trovarsi in una democrazia compiuta se non per coprire intrinseche speculative convenienze di parte, essendo di per sé la democrazia una dimensione asintote in divenire… pertanto, per non continuare a vilipendere la ragione non ci si può continuare ad impantanarsi con le solite limitate e limitanti dotazioni quanto l’esistenza stessa di diverse modalità di organizzare la determinazione delle rappresentanze rappresenta l’intrinseca possibilità di migliorarle! Proprio perché, la differenzia dimensionale di una democrazia rispetto ad un’altra attiene al quanto d’apertura su questo fronte concede rispetto ad un altra. Questo ovviamente, chiama in causa la strutturale composizione ed allocazione degli elementi costitutivi dell’articolazione elettoral – istituzionale affinché l’insieme risulti aperto sin dagli ingressi dai meccanismi delle leggi elettorali che dovrebbe emergere strutturalmente aperto e senza soglia quanto il trend della realtà impone. Per allinearsi e sintonizzarsi improntata alla concorrenziale cangiante diversificazione affinché in un siffatto modo se ne possa maggiormente implementare per reciproca concorrenza con la stessa società reale ed implementare qualità totale!
    E’ per l’appunto dal come questi elementi costituitivi del meccanismo del sistema elettorale vengono assemblati può discenderne una più coerente “a check & balance criterio” risposta determinando così effetti d’accentramento-decentramento nello spazio tempo tali da aumentarne o diminuirne il tasso di reversibilità od irreversibilità e conseguentemente risultare più o meno nociva una soluzione adottata rispetto ad una più virtuosa fattibile modalità!
    E’ per l’appunto che si propone il sistema SEMIALTERNO quale concentrato di semplificazione che attraverso regole chiare e trasparenti permette ingenerare un virtuoso concorrenziale bipolarismo aperto quanto la realtà reclama e prospetta modalità che si rende sempre più indispensabile per poter ottenere più efficienti e efficaci responsabili risposte giacché “in fondo nessun ordine è definitivo giacché le risposte passano da una generazione all’altra ed il senso di conquista sta nell’uso che ne potrà esser fatto dopo minimizzandone le costrizioni a “path dependance!” (1)”
    Quindi, pur condividendo l’esigenza di mettere fine alle candidature multiple e con un sì al 3° quesito referendario poterlo abrogare, poco convincente risultano gli altri due quesiti in quanto sfrondando un già di per sé parziale e monco modello unanimemente considerato e, perfino dal suo artefice, una porcata sfrondandolo ulteriormente, molto difficile sarà aspettarsi una congruente risposta di sistema di ritorno! Proprio perché eventualmente, dopo una tale vittoria, ci ritroveremo in mano solo con un bel corno ben sfrondato ma, pur semplicemente sempre un corno! Corno di quella stessa impalco che appartiene alla stessa medesima testa di quella bestia chiamata “DEMOS-KRAZIA” che per domarla abbisogna d’essere impugnata da entrambe le corna!
    Quanto il sistema SEMIALTERNO propone:
    Sistema a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto e la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a “mandata elettorale”(consultazione a turno unico) PROPORZIONALE PURA, (la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi, ovviamente, più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia)
    Ma, quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse in stallo (ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni “art. 60”) il SEMIALTERNO richiama una consultazione elettorale a turno unico MAGGIORITARIA (es. in collegi plurinominali) od a PREMIO di MAGGIORANZA (anche questa “mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti sarà il numero dei collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio nazionale – idealmente non a base “regionalista”)
    Dopo, tale mandata con Premio di MAGGIORANZA (o MAGGIORITARIO), comunque, si ritorna alla mandata a “base PROPORZIONALE”-
    N.B.: il termine SEMIALTERNO deriva dal fatto che diventa automatico il passaggio dalla modalità maggioritaria a quella proporzionale ma, non per inverso, in quanto la modalità proporzionale può ininterrottamente continuare a ripetersi quando la legislatura si concluderà nei suoi fisiologici tempi ovvero dopo 5 anni come attualmente accade!
    La soluzione a due distinti (logistici) livelli è già praticata nella Regione Trentino Alto Adige giacché il governo regionale deriva dalla confluenza di un’Assemblea Altoatesina eletta a mandate a base Proporzionale ad induzione “CENTRIFUGA” che si somma a quella eletta a mandata a base maggioritaria “CENTRIPETA” dell’assemblea Trentina!
    Inoltre, il richiamo alla mandata maggioritaria agirebbe come spada di Damocle tale da dissipare eventuali viziose azioni operate da taluni partitini tendenti a svolgere il ruolo speculativo d’ago della bilancia della situazione, nelle mandate ad induzione al proporzionale. Quanto quella operata da tal’altri partitini che s’installano in coalizioni governative che tendono giocare sfruttare la loro posizione di rendita ad effetto appunto d’ago della bilancia.
    In altrettanto concorrenziale modo agisce il ritorno alla mandata al proporzionale giacché così facendo si permetterebbe di mantenere sempre alto il tasso di concorrenzialità senza rischiare altrimenti di ritrovarci schiacciati entro due blindati cigoli effetto di una pedissequa protratta induzione al maggioritario (quanto il post guzzettum tenderebbe realizzare per ritrovarci costretti entro un muscolare bipartitismo con assordanti tsumani a soli “barriti e ragli”!)
    Pertanto, con un continuativo Maggioritario si rischiare di venir schiacciati dentro un bipartitismo forzoso tendente a sempre più istituzionalizzarsi e, quando continuativamente per lo stesso verso protratto all’estremo riprodurrebbe facili pericolosi incestuosi inciuci. Inciucio che potrebbe ricrearsi non solo con i medesimi partiti di per sé già monopolizzatori del conteso ovvero, quello di governo con quello di opposizione in duo polio blindato a sempre più facile intesa sapendo di non rischiare nello spazio tempo alcun diverso altro competitore. Purtroppo, in questi frangenti il rischio che la situazione degeneri resta una latente costante agevolata dal contesto che ha sostanzialmente istituzionalizzato i soli due partiti egemoni contendenti.
    Pertanto un sistema per reputarsi tale deve imprescindibilmente enucleare in sé il ciclo quanto il SEMIALTERNO contempla poi, che questo si verifichi attraverso un ciclo a passo d’onda corta o lunga sarà la situazione ricreata dal contesto a determinarla in modo quasi autopoietico!
    – corta ovvero dopo ogni fluttuazione CENTRIPETA al maggioritario si ripeta una sua complementare tornata CENTRIFUGA – mandata al proporzionale- (questo analogamente già avviene nei modelli elettorali a doppio turno es. in Francia ma, nel SEMIALTERNO il ciclo avviene in entrambe le direzioni dal centripeto al centrifugo e viceversa);
    oppure dopo una fluttuazione
    – lunga questa può avvenire dopo ogni tornata al maggioritario si ripropone dopo ogni mandata al proporzionale la lunghezza dipende dalla tenuta governativa nelle mandate al proporzionale giacché non è detto che si debba ogniqualvolta presentare in modo automatico l’alternanza. In quanto, potrebbe altresì succedere che si ripeta consecutivamente per 3-5 volte in successione mandate ad induzione al proporzionali centrifughe. Pertanto, questo cambio induttivo potrebbe manifestarsi dopo 8-10-15 anni anziché in modalità perfettamente alterne dopo ogni cinque anni; laddove, ad una mandata al proporzionale pedissequamente ne segua una al maggioritario. Pertanto, il passaggio da una mandata CENTRIFUGA a quella CENTRIPETA è da considerarsi relativo. L’importante é che il ciclo si mantenga potenzialmente integro, quale vitale necessità indispensabile ad innescare concorrenza a tutto tondo ed a tutto campo in modo tale da imbibire più pervasivamente l’insieme nel suo complesso e mantenere perennemente costante un effetto concorrenziale permanente indotto dalla stessa articolazione per autotutela attraverso “feed back” di controllo a “check & balance criterio” per dissipare inerziali autoreferenziali, speculativi, degenerativi, incestuosi autoavvitamenti e/o deterrenze quant’altra viziosa rendita speculativa di posizione tesa a corrompere la stessa democrazie in oligarchia! Da cui l’implicata necessità di una siffatta ricorsiva sistemica artiocolazione dinamica per mantenere costantemente virtuosa l’implementazione della qualità giacché il SEMIALTERNO aumenta la sua efficacia quanto più l’induzione CENTRIFUGA del livello a base “proporzionale” si manterrà distinta rispetto a quella sua complementare rappresentata dal “maggioritario” per così far dinamicamente meglio interagire condivisione e competizione e così ingenerare quell’effetto concorrenziale indispensabile ad agevolare la suddetta governabilità – decisionalità… in quanto l’induzione:
    CENTRIFUGA esprimere la RAPPRESENTATIVITA’ nelle sue più diverse contestuali identità quale espressione della “Passione del Senso d’Appartenenza e della tenuta sociale” esso impernia l’induzione distributiva quella creatività che dà origine nei fatti ad una multiate d’identità “partitiche” (Bobbio) – il corno del DEMOS!
    E, per sua complementarietà l’induzione CENTRIPETA incardina la KRAZIA quello dell’autorevolezza, della decisionalità e della forza – rappresenta la “Ragione” quella che agevola la GOVERNABILITA’ il corno del “KRAZIA”!
    Quindi, tanto maggiore sarà la sua incompiutezza di sistema altrettanto maggiore permetterà farsi cavalcare dalla speculazione autoreferenziale… diversamente, tanto maggiore sarà la sua enucleata compiutezza sistemica di “check & balance”, altrettanto maggiore risulterà la sua intrinseca capacità tesa a dissipare viziose speculazioni autoreferenziali ed affini e/o collegate viziose collusioni… comprese quelle che direttamente od indirettamente hanno fatto partire anche le bolle delle “subprime & so on”, senza pescare nel nostrano pregresso!
    Il fatto che anche il sistema elettorale venga in un siffatto incompiuto modo mantenuto è desumibile anche dal fatto che: nessun potere si autolimita! Giacché è generalmente, nelle pieghe che si nasconde il diavolo! Pertanto, lasciando anche il sistema elettorale incompleto ovvero, mantenendolo transitivo risulta funzionale a diventare sempre più intransitiva come classe politica – casta arrivando al culmine di autonominarsi e conseguentemente nominare anche gli organi garanti, e così continuando autoassolversi, indulti, lodi, ecc.
    Pertanto, la ricorrente necessità d’ogniqualvolta riproporre la questione del sistema elettorale diventa intrinseca da una siffatta sempre più intransitiva classe politica che mantiene un siffatto sistema anche elettorale volutamente incompleto per così potersi meglio perpetuare nello spazio tempo aumentandosi così sempre più comodamente l’autoreferenzialità speculativa d’autoperpetuarsi, ecc. Anziché provvedere ad acquisire un sistema elettorale completo quanto il sistema SEMIALTERNO che si va proponendo… Giacché, se vincesse il referendum ci ritroveremo con un modello monco, con un unico corno quello polare della KRAZIA rispetto a quel idealtipo completo sistema che dovrebbe presentarsi provvisto di entrambe le corna, con quel suo reciproco complementare corno che s’impernia sulla DEMOS. Corni appunto, che appartengono alla suddetta stessa bestia!… bicicletta, barca, mezzo che dir si voglia! Pertanto, entrambi questi corni si rendono indispensabile per poter stendere e strutturare quel idealtipo articolato sistema completo necessario per far dinamicamente meglio interagire condivisione e competizione sia verticalmente quanto orizzontalmente a miglior “check & balance criterio”
    Pertanto un sistema completo si rende sempre più necessario per poter ricreare virtuosa concorrenza indispensabile a poter determinare ed agevolare (1):
    • governabilità-decisionalità e contestualmente• coniugare rappresentatività per riverberare economicità gestionale ed ingenerare nel contempo una dinamica a miglioramento della qualità per implementare in modo ricorsivo
    • elementi indispensabili per poter espandere una più responsabile sussidiarietà caratteristiche indifferibile da poter acquisire ed indurre una crescita a sviluppo “inclusivo sostenibile”!
    Il ” SEMIALTERNO ” rappresenta una risposta!
    Allora in un siffatto momento “de jure condendo”:
    • per coerenza a quanto già la stessa la nostra Repubblica si propone, sin dall’art.3 della nostra Costituzione esserle …compito di rimuoverne gli ostacoli di ogni ordine…
    • quanto per non continuare a vilipendere la ragione dovremmo prodigarci a dotarci di leggi elettorali a meccanismi più completi. Questo quale indifferibile “passo”, indispensabile a rendere strutturalmente sin dagli ingressi, completo ed efficiente il nostro Sistema Paese nel suo complesso.
    Pertanto, l’acquisizione di meccanismo “a check & balance criterio” si rendono sempre più indifferibili ove, per compiutezza, ogni attore attivo e passivo possa virtuosamente interagire ed interoperare in modo dinamico ricorsivo affinché si possa implementare qualità totale in tutto l’insieme del nostro Sistema Paese a virtuoso riverbero per l’intera sua galassia di politics, policy and polity! . Questo affinché tutto risulti altresì strutturalmente più completo. Solo così, meglio attrezzati, sia endo- & eso- si potrà risultare competitivi e poter affrontare con maggiore sicurezza le sfide che il futuro ci aspetta ma, altresì, per saperne cogliere le altrettante insite opportunità che un siffatto nuovo mondo potrà sempre più offrire, date le sempre nuove più imminenti esigenze che le prossimità di una siffatta nuova sempre più complessa e cangiante realtà anzi, liquida impone! (Bauman). L’esigenza di adeguamento sistemico risulta desumibile dall’evolvere delle cose e, direttamente ed indirettamente imposte dall’implicita “asintote” maggiore “encefalizzazione” del mondo che in un siffatto modo continua ad espandersi, grazie e/o in conseguenza delle nuove sempre più pervasive tecnologie informazionali (Moore) che in altrettanto modo pretende sistemica sintonizzazione! Giacché l’iperbolico ritmo impone un altrettanto indifferibile adeguamento per saper affrontare quell’irreversibile storico passaggio che abbiamo appunto intrapreso “per filogenesi” sin dalle città-Stato agli Stati nazionali e che ci porterà (da R. Dahl a R. Kurzweil) alle prossime dimensioni transnazionali – interstatuali: giacché non si può più fermare il mondo e/o pensare di poter decretare la fine della storia Fukuyama!? Ragion per cui si rende anche per i meccanismi elettorali introdurre quegli opportuni impliciti indifferibili aggiornamenti per ritrovarci attrezzati con tutti gli strumenti necessari e quei requisiti “d’accesso” necessari per “fisiologicamente” salpare e prendere largo, navigare sia fiumi impetuosi, quanto mari e/o solcare oceani! Appunto, per risultare competitivi serve attrezzarsi compiutamente dotandosi di un sistema barca che risulti strutturalmente capace di rispondere ad ogni sollecitazione di ogni prossima fluttuazione ad onda sia corta che lunga o di altro qualsivoglia effetto: lisca!?
    Ed un sistema per reputarsi tale deve presentarsi a meccanismi a ciclo completo! Pertanto si deve presentare provvisto di entrambe le corna ovvero sia con il corno che incardina l’induzione polare CENTRIPETA della KRAZIA quanto assieme a quell’altro suo complementare corno della DEMOS quello che impernia l’induzione CENTRIFUGA. Quindi, dovremmo munirci di coraggio render compiuto il sistema elettorale mettendo così fine a quell’immane famigerata Odissea quella che tuttora ci mantiene in continuazione, sempre ancora in mezzo al guado vittime di quelle solite sirene che ci vogliono montare quei soliti “modelli chimera” rappresentati da quelle solite parzialità dal “Mattarellum” quanto risulta esserlo l’attuale Porcellum e così, continuando lo sarà per un siffatto anacronistico stereotipato procedere alla Sisifo, giacché se dovesse vincere col referendario il modello “Guzzettum” ci ritroveremo con altrettanta parzialità sistemica. Giacché per semplice sfrondo di quella parzialità quanto risulta essere l’attuale Porcellum ci ritroveremo nelle medesime peste ovvero, con un sol corno quello della KRAZIA. Corno che per renderlo sistema completo dovremmo ritrovarci a poter impugnare assieme a quello della Demos suo contrario ma, complementare che rappresenta l’induzione CENTRIFUGA! Questo si rende irreversibile necessario per un minimo di “balance criterio” giacché un completo sistema deve presentarsi con entrambe le corna come si propone con il sistema SEMIALTERNO che enuclea entrambe queste induzioni!
    Pertanto, acquisire un modello che deriverà per referendum dalle sfrondature di un Porcellum e metterlo a sistema sarebbe come cadere dalla padella alla brace e ritrovarci nelle medesime peste e nel massimo della cattività: schiacciati entro un bipartitismo blindato a soli due cingoli!
    Quinid, si può affermare che finora abbiamo trascorso una peritura Odissea fatta di cicliche inutili bicamerali ed inefficaci ricorsivi referendum: Referendum oltretutto, mantenuti nel solo verso abrogativo che risulta squilibrato quando, anche qui, qualsivoglia equilibrio non potrà mai reggersi su una dinamica de sempre toglier e del mai poterci aggiungere. Pertanto bisognerà ripristinare equilibrio aggiungendovi anche il referendum propositivo; per minimamente assolvere l’implicita necessità di bilanciamento!
    Giacché il referendum propositivo rappresenta quell’istituto indispensabile necessario ad inoltrarci verso una “asintote” più completa democrazia indispensabile ad aprire quelle indicate, auspicate concrete forme di democrazia partecipativa e deliberativa, ecc. Quindi, sarebbe opportuno cogliere questo momento per mettere a punto l’insieme senza doverci ritrovare anche su questo fronte ai primordi come tuttora accade e privi di un sistema bilanciato e completo. Quando, così facendo si continuerà ad arrecar danno all’insieme del nostro Belpaese determinandone e ricreando dissipazione, discrasie sistemiche e perdita di competitività a causa di questo speculativo stereotipato sconnesso procedere del “never ending story” impiantatosi su un pedissequo “cava e emetti” costellata da continui blocchi. Implosioni e crash rappresentati da quei volubili “(pit)stop e try & go” tempestato da sterilizzati referendum e/o infruttuose bicamerali per montare e smontare talora lo stesso precedente modello se non cambiandovi in percentuale l’induzione CENTRIPETA (MMM) con quella CENTRIFUGA (MMP)! Od agendo viceversa o, talaltra, per intervenire variandone la percentuale di soglia d’accesso! Soluzioni che rappresentano il massimo d’anacronismo rispetto a quanto la realtà si sta evolvendo quando tutto risulta sempre più improntato sulla diversificazione, specificazione, differenziazione, ecc. Pertanto, contraddittorio risulta con la scusante del dover procedere a semplificare il quadro politico/partitico insistere con soglie d’accesso e/o ad aumentarne il tasso quando così facendo si agisce per anacronisticamente limitare e diminuire quella virtuosa concorrenza necessaria a poter contrastare auto avvitantesi speculative autoreferenzialità, concorrenza imprescindibile a poter dissipare viziose speculative deterrenze.
    Quindi sarebbe opportuno metter fine a questa infruttuosa “Odissea” lastricata di un flippato siffatto procedere straripante di “volubili pit-stop” dai quali invece sarebbe opportuno evincere l’esistenza sottotraccia di quel latente alterno “primordiale under statement” del quale tuttora sembra non se ne voglia riconoscerne l’esistenza. Quando si potrebbe semplicemente acquisirne e così semplicemente metterlo definitivamente a sistema articolandolo più compiutamente quanto in ultima analisi sintetizza ed enuclea il SEMIALTERNO. Questo lo si evince dallo stesso percorso che si è finora descritto che ha riprodotto una sconnessa vera e propria traiettoria a modalità semialterna che purtroppo tuttora risulta ancora primitivo, disgiunto ed intermittente quando necessità vorrebbe che venisse articolato e messo a sistema quanto come sintetizza il SEMIALTERNO.
    Oltretutto questa esigenza di provvedere, viene desunta dal fatto che un più che decennale peregrinare dispendioso per lo spreco di energie e fatiche profuse con l’eventuale vittoria del prossimo referendum purtroppo riemergendo con un sol corno – quello ad induzione CENTRIPETA! Quindi, sempre senza un sistema completo o da reputarsi tale in quanto per acquisire la dovuta compiutezza e rendere i meccanismi elettorali completi, dovremmo poter impugnare entrambi i corni giacché a quella sola induzione CENTRIPETA ottenuta serve aggiungervi l’altrettanto sua contraria ma complementare rappresentato dall’induzione CENTRIFUGA che esprime la rappresentatività!
    Quello guarda caso, che abbiamo precedentemente abbandonato pur essendo suo complementare ed indispensabile corno che solo quando correttamente allocato, per reciproco “balance criterio” si rende in altrettanto modo indispensabile a poter imbrigliare la suddetta bestia DEMO-KRAZIA. Questo per equilibratamente poterla meglio governare e far conseguentemente in un siffatto fisiologico modo, ingenerare quella necessaria concorrenzialità indispensabile anche a questo livello, a poter contrastare speculative autoreferenzialità e così dissipare quelle rischiose latenti mutazioni oligarchiche!
    Perciò, se non ci doteremo di un completo sistema resteremmo sempre in mezzo al guado quanto risultiamo esserlo tuttora e, sempre più impaludati per effetto del continuare ad impiantare e/o farci propinare da suddette consuetudinarie vecchie e sempre nuove ”Penelope” di casta, le altrettanto solite ibride chimere quelle che ci hanno precedentemente impaludato con il Mattarellum quanto ci sta mantenendo in analogo modo l’attuale Porcellum quanto in altrettanto uguale modo risulteremmo ritrotrovarci con un’altrettanto parziale ed incompleto sistema, sortito dal prossimo referendum del 21 giugno c.a. Giacché ci ritroveremo in mano con un corno quando per ogni equilibrato procedere si rende necessario poterne impugnarne due per intrinseca nelle “auree cose” complementarietà!
    Pertanto, col modello Guzzettum ci ritroveremo in mano un bel corno, quello che potenzialmente ci potrebbe ulteriormente rinchiudere entro un forzoso bipartitismo “blindato” schiacciati fra due “prossimi” potenziali partiti – cingoli che ulteriormente tenderebbero a sempre più rinchiudersi nell’autoreferenzialità burocratizzarsi ed istituzionalizzarsi sviluppo che metterebbe ad ulteriore rischio ogni diversa prerogativa di scelta rispetto a quella “dei due unici cingolati gate keeper” detentori al comando: giacché, alcun potere si autolimita!
    Questa soluzione rappresenterebbe:
    • oltre alla totale sterilizzazione della concorrenza
    • data l’indotta bipartitica istituzionalizzazione che ne conseguirebbe,
    • porterebbe ad un totale carico statale delle spese della politica e,
    • rappresenterebbe un’assurdità rispetto all’attuale evolversi e muoversi delle cose che una società sempre più informatizzate si rende sempre più articolata, complessa e pluralista in continuo perpetuo mutamento
    • e ripetere in modo miope i medesimi precedenti errori,
    • per ritrovaci direttamente nelle fauci a quanto stiamo tentando di sfuggire ovvero quel bipartitismo a soli barriti e ragli che ci ha incastrati in un siffatto modo!….
    Pertanto servono soluzioni che implementino concorrenza che aumentino le opzioni di scelte e non che castrino sul nascere in quanto questo rappresenterebbe aumentarne la cattività e rischiare conflittualità ed involuzioni autoritarie rispetto a quel virtuoso bipolarismo che un sistema completo permetterebbe ricreare quanto il sistema SEMIALTERNO con semplici, chiare e trasparenti regole propugna realizzare quell’atmosfera indispensabile a rendere sempre più eterea e penetrante la stessa democrazia appunto come l’aria che respiriamo!
    Il SEMIALTERNO si rende opportuno per acquisire quell’indispensabile competitività per rimetterci in rotta e per affrontare attrezzati e ben equipaggiati (eso & endo; evo & devo; geopen & geoped) le sfide che ci attendono e così meglio poter cogliere le opportunità che una siffatta realtà offre quanto in altrettanto modo poter rispondere a quel grido di libertà che viene dal futuro!
    Inoltre, quanto sopra rappresenta la parte formale e strutturale… ma, non è sufficiente la cornice stesa da una buona Costituzione giacché il quadro si deve riempire d’impegno di altrettanto buoni cittadini che vitalizzino la Democrazia! Giacché la democrazia non è soltanto un abito esteriore di regole, ma è anche un atteggiamento interiore che dà corpo alle istituzioni; che non c’è democrazia senza un ethos conforme e diffuso. Pertanto, tutto deve essere animato da quest’impegno che viene rimesso ad ognuno di noi per applicarlo e praticarlo! Giacché, la migliore delle Costituzioni nulla può se gli uomini che la mettono in pratica risultano essere corrotti o si corrompono, o, comunque, non ne sono a misura… Pertanto la “sicurezza nel futuro” ce la dobbiamo sudare dall’impegno personale ingenerando quel effettivo senso di appartenenza ed iniziare a guardare le cose in modi alternativi per meglio poter superare l’istintivo inerziale “pensiero unico” e, così dopo aver indagato nel micro nel meso e nel marco attraverso tutta la bibliografia possibile da Atena a Sparta fin su all’attuale… da A. Lijphart a De Kerkhove, R. Kurzweil & so on…! E, così meglio sviscerarne il latente insito “aureo ciclo delle cose” per attrezzarsi nel poter affrontare con la necessaria sicurezza le sfide e le incertezze del futuro che ci attendono quanto in altrettanto profittevole modo poterne cogliere le opportunità…. Giacché “le novità si ottengono arrangiando in modo inedito le cose del passato!” “Monod” e/o….articolandole, organizzandole e sistematizzandole a ciclo compiuto in modo dinamico aperto verso un virtuoso, concorrenziale ad efficace bipolarismo aperto per meglio sintonizzarsi a come la realtà si evolve…
    Pertanto necessitano rigenerare ogni istituzioni anche quelle democratiche liberali per non ritornare al passato! (Vergas Llosa) e nuovamente ancor più rischiare nel prossimo futuro i medesimi errori!

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