“I dati dell’Ocse si riferiscono ai salari netti. E’ importante specificarlo: in Italia abbiamo uno tra i più grandi cunei fiscali e contributivi del mondo” sottolinea Antonio Martino in video-editoriale per Libertiamo.it.“Il cuneo grava interamente sul lavoro dipendente – spiega l’economista, ex ministro della Difesa – l’impresa non paga imposte, perché trasferisce l’onere sulle retribuzioni e sui prezzi al consumo. In più, l’alto cuneo fiscale scoraggia la creazione di posti di lavoro “ufficiali” e incoraggia il lavoro nero.”

L’ultima riflessione di Martino è rivolta al Governo: “L’Italia ha urgente e indilazionabile bisogno di una riforma fiscale complessiva, che riduca le aliquote delle imposte dirette, che tagli drasticamente il livello di spesa pubblica e di fiscalità, in modo da incoraggiare il lavoro, il risparmio, l’investimento. Tutto questo si sarebbe dovuto fare sempre e comunque, ma è particolarmente urgente oggi, in un momento di grave crisi finanziaria, quando non ci possiamo permettere di continuare a rinviare quei cambiamenti di cui il nostro paese ha bisogno”.

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